NAPOLI – "Il decreto legge 116 sulla Terra dei Fuochi è una scommessa perché non prevede un aggravamento secco di reati e pene ma è una scelta modulata, adeguando la nostra normativa alle indicazioni europee contenute nella sentenza della Cedu, del 30 gennaio scorso, che ha severamente stigmatizzato l'inerzia del nostro Paese provando nel contempo a contemperare la tutela dell'ambiente con la libertà di iniziativa economica, contemplate dalla Costituzione".
Lo ha detto il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto al Forum internazionale sull'economia dei rifiuti organizzato da Polieco, in svolgimento a Napoli, soffermandosi sul punto di equilibrio tra repressione e attenzione alle esigenze delle imprese.
"Il decreto legge sulla Terra dei Fuochi estende il controllo giudiziario previsto dal codice antimafia alle imprese di rifiuti (solo nel caso di rifiuti pericolosi), e l'incremento del panel di reati previsto nella 231 deve indurre le imprese ad organizzarsi sempre meglio, ma - aggiunge il viceministro rivolgendosi ai magistrati presenti, ovvero i Procuratori di Bari Roberto Rossi, di Trani, Renato Nitti e di Taranto, Eugenia Pontassuglia - in tale contesto ci vuole un punto equilibrio, perché si corre il rischio che l'eccesso di zelo delle Procure possa poi penalizzare le "imprese buone". E lo dico con molta pacatezza; l'articolo 41 della Costituzione deve essere una guida per le Procure, in modo da sanzionare quelle aziende che davvero lo meritano. Ricordo che in certi casi le contravvenzioni possono essere più efficaci, perché il giudice può imporre prescrizioni efficaci alle imprese, così da consentire alle aziende di eliminare cause e conseguenze dei reati". Sisto sottolinea poi che il dl “prevede, adeguandosi alla normativa europea, che non sarà più possibile una valutazione di minore gravità per le fattispecie ambientali, in linea con la nuova tutela costituzionale dell'ambiente".
Di diverso parere il Procuratore della Repubblica di Bari, Roberto Rossi: “Io noto forti contraddizioni nelle norme introdotte dal Legislatore. Se si interviene sulle intercettazioni come facciamo a scoprire i delinquenti? Se si indebolisce la forza morale della magistratura, e se a ciò contribuiscono le parole del premier o di un ministro, perché chi delinque non deve pensarlo?” E aggiunge: "Occorre intervenire sulla filiera, sui punti critici e aumentare gli organici della polizia giudiziaria. Ma quello che vedo anche nella mia Procura è che l'attenzione è tutta per gli omicidi, i femminicidi, o gli episodi di maltrattamenti di donne o in famiglia. Sono delitti importanti, ma va data la giusta attenzione anche agli illeciti ambientali".
D’accordo anche il Procuratore della Repubblica di Trani, Renato Nitti.
"Il Decreto Legge sulla Terra dei Fuochi consente di intervenire in modo efficace sugli abbandoni ma via via gli strumenti si indeboliscono, si pensi per esempio alle gestioni illecite per le quali sono previste pene meno severe. Inoltre oggi, in sede di conversione, la gestione illecita di rifiuti non pericolosi è diventata contravvenzione (non più delitto), questo significa che se tre persone si associano per commettere una serie di delitti è configurabile l'associazione per delinquere) mentre questo non accade nel momento in cui quei reati sono contravvenzioni, come nel caso della gestione illecita dei rifiuti non pericolosi . La verità è che il dl era partito benino, poi in sede di conversione ha perso parte della sua efficacia".
Aggiornamento del 27 settembre 2025, ore 12.15 - Forum dei rifiuti Polieco, Picierno: "Sviluppo sostenibile non sia capitolo 'a parte' delle nostre agende - Al Forum Internazionale sull’Economia dei rifiuti, promosso dal Consorzio nazionale dei rifiuti dei beni in polietilene Polieco, in corso a Napoli, è intervenuta oggi la Vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, sottolineando l’esigenza dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale per evitare di fare rischiosi passi indietro.
“In un tempo segnato da guerre e tensioni internazionali, dalla crisi energetica alla sfida del cambiamento climatico, la scelta di un modello di sviluppo sostenibile non dovrebbe essere un capitolo “a parte” delle nostre agende, perché parlare di transizione ecologica significa parlare di democrazia e di diritti che sono al centro dell’agenda politica europea, attiva a proporre una legislazione matura su questo punto.
È l’Unione europea che, prima di altri, ha scelto di dotarsi di un Green Deal, di norme vincolanti sul clima, sull’energia, sull’economia circolare. È l’Europa che ha imposto standard che oggi guidano l’innovazione industriale e che rappresentano, al tempo stesso, strumenti di diplomazia”, ha detto Picierno, ravvisando il rischio di possibili infiltrazioni criminali.
“Strumenti legislativi che – continua Picierno – possono diventare leve formidabili per il cambiamento, ma anche norme che spesso restano sulla carta o che vengono rinviate costantemente, come accade in Italia con la plastic tax. E intanto assistiamo a un’economia circolare che fatica a chiudere i suoi cicli, a filiere che si inceppano, a materiali che finiscono per essere esportati all’estero in impianti non idonei. Vuoti che generano spazio nel quale si infiltra la criminalità, specie nei settori più deboli della gestione dei rifiuti. Le cronache lo dimostrano: dai capannoni dati alle fiamme per evitare i costi di smaltimento, fino alle infiltrazioni mafiose negli appalti. La repressione, anche con leggi recenti come il decreto sulla “Terra dei fuochi”, è importante, ma non basta”.
Aggiornamento del 27 settembre 2025, ore 12.15 – Forum rifiuti Polieco, commissario Vadalà: "Per le bonifiche di Terra dei fuochi necessari due miliardi di euro in 10 anni" - "Per attuare la sentenza della Cedu sulla Terra dei Fuochi serviranno in due anni, ossia il lasso di tempo dato all'Italia dalla Corte per affrontare il problema, 500 milioni di euro, ma per portare a termine le bonifiche dei siti inquinati tra Caserta e Napoli abbiamo calcolato che ci vorranno in 10 anni due miliardi di euro".
Sono le cifre fornite dal Commissario per la Terra dei Fuochi Giuseppe Vadalà al Forum internazionale sull'economia dei rifiuti organizzato dal Consorzio dei beni dei rifiuti de beni in polietilene Polieco, a Napoli.
Vadalà, nominato nel febbraio scorso, ha sottolineato la necessità di "cambiare passo su tutto ciò che riguarda la Terra dei Fuochi", "cosa che sta già avvenendo con il Decreto Legge di agosto che dovrà essere convertito entro il 7 ottobre (manca il passaggio alla Camera dei Deputati, ndr), e che ha agito sulla deterrenza, fondamentale per cambiare anche la mentalità dei cittadini e far loro capire che non si smaltisce per strada".
Il dl ha inasprito le pene sull'abbandono di rifiuti. Ma per portare a termine l'enorme mole di lavoro sul prelievo dei rifiuti in strada e sulle bonifiche delle decine di siti inquinati presenti tra le province di Caserta e Napoli, Vadalà ritiene che servano "la continuità di impegno e di risorse".
L'impegno è garantito dalla "cabina di regia attivata dal Sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano con il viceministro dell'Ambiente Vannia Gava"; sulle risorse invece Vadalà ammette che nel dl Terra dei Fuochi "sono stati previsti 15milioni di euro per la bonifica delle tante discariche abusive presenti sulle strade. E abbiamo iniziato da Giugliano in Campania bonificando tre siti, e ora faremo una festa con il sindaco".
Altri 45milioni di euro (fondi Fsc) sono stati resi disponibili dal Viceministro Gava - li ha annunciati nel corso della riunione tenutasi alla prefettura di Caserta il 17 settembre scorso - e di questi altri 15 serviranno per la bonifica di altri siti presenti in strada, che partirà nei prossimi giorni, e trenta per la caratterizzazione dei rifiuti in questi siti, cioè capire di che tipologia di rifiuto parliamo. Nel 2026 serviranno poi altri 150 milioni, speriamo nella Legge di stabilità". Parallelamente va avanti l'opera di bonifica con fondi della Regione e fondi della struttura commissariale diretta da Vadalà di alcuni siti storici contaminati, come quello di Calabricito ad Acerra (Napoli), luogo simbolo della Terra dei Fuochi con le datate immagini delle pecore malformate. "Speriamo di finire la bonifica entro inizio del 2026, e anche in questo caso faremo una festa". A novembre sarà inoltre licenziato il piano di comunicazione che Vadalà doveva preparare come previsto dal Decreto Legge del marzo scorso. "Lo porteremo sui territori - evidenzia Vadalà - cui dovremo far capire che gli spazi liberati dai rifiuti sono una conquista da difendere".
Ed infine il Commissario diffonde le cifre dei controlli effettuati dalle forze dell'ordine e dai Prefetti di Napoli e Caserta nella Terra dei Fuochi da aprile ad agosto: 4800 i controlli sul territorio, con 8200 veicoli e 12mila persone controllati. 973 le denunce, sette gli arresti, 507 le attività economiche sequestrate per un valore di 9 milioni di euro, e sanzioni elevate per 6 milioni.
Aggiornamento del 29 settembre 2025, ore 16.03 - Forum dei rifiuti, Salvestrini (Polieco) su dl Terra dei fuochi: “La repressione aiuta ma non basta, urgente prevenzione” - È “prevenzione” la parola chiave del Forum internazionale sull’economia dei rifiuti promosso dal Consorzio nazionale dei rifiuti dei beni in polietilene Polieco, giunto quest’anno alla sua 17esima edizione e tenutosi a Napoli lo scorso 26 e 27 settembre.
Due giorni di confronto, analisi, proposte, con magistrati, politici e aziende chiamati a riflettere sul sistema a doppia velocità di imprese e istituzioni nella corsa verso la transizione ecologica, hanno restituito la necessità condivisa di un cambio netto di paradigma, puntando su innovazione per manufatti che siano facilmente riciclabili a fine vita, su una raccolta dei rifiuti basata su qualità e quantità così da ridurre la produzione di scarti, maggiori controlli della filiera della gestione dei rifiuti.
Dl Terra dei fuochi
Un focus particolare è stato destinato, durante i lavori che hanno visto lo svolgimento di 5 sessioni con 40 relatori, al nuovo decreto legislativo su “Terra dei fuochi”, che inasprisce pene e responsabilità in materia di ecoreati.
“La repressione serve ma non basta, la vera scommessa - afferma il direttore generale del Polieco Claudia Salvestrini - sta nell’intervenire sulle criticità e le anomalie di un sistema di raccolta dei rifiuti che non riesce a porre un freno ai traffici illeciti che si traducono in danno per l’ambiente, la salute e l’economia sana. La rotta è chiara: trasparenza, qualità, tracciabilità e verifiche costanti: la linea per cui da anni si batte Polieco”.
In occasione della due giorni, Salvestrini ha anche rimarcato la posizione del Consorzio sul nuovo disegno di legge che prevede la liberalizzazione dell’utilizzo del css (combustibile da rifiuto): “Bruciare i rifiuti nei cementifici non può essere la strada giusta se vogliamo raggiungere il traguardo dell’economia circolare, senza considerare che, in Europa, sono molto più stringenti le procedure sulla qualificazione end of waste di un combustibile che proviene dai rifiuti”.
Tenere il passo dell’Europa, basta rinvii della Plastic tax
Determinante, per il Consorzio, il ruolo della politica, chiamata a tenere il passo imposto dall’Europa e dagli altri Paesi. L’Europa spinge l’uso di materia riciclata rispetto a quella vergine ma i continui rinvii in Italia della plastic tax sui manufatti monouso, che favorirebbe la domanda di granulo da riciclo, hanno alimentato l’incertezza e frenato gli investimenti nel riciclo meccanico.
Anche gli acquisti pubblici sono decisivi: i Criteri ambientali minimi premiano il riciclato, ma quando la premialità è legata solo a flussi urbani si creano distorsioni e import con certificazioni non omogenee possono penalizzare i riciclatori italiani.
Qui entra in campo la visione Polieco: metodo e risultati lungo la filiera dei beni in polietilene, tracciabilità dei percorsi, trasparenza delle certificazioni, standard chiari, raccolte che puntino alla qualità e non alla quantità.




