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    12/02/2026

Pastore: «Avellino torni al centro del dibattito politico. Si vota a maggio»

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Salvatore PastoreAVELLINO – Avellino si prepara a tornare alle urne dopo il commissariamento: le elezioni comunali si terranno il 24 e 25 maggio 2026. In vista dell’appuntamento elettorale, Salvatore Pastore, segretario provinciale del Partito Liberal Democratico, offre una prima lettura dell’attuale scenario politico cittadino.

Nonostante la scadenza elettorale sia ormai alle porte, i cittadini avellinesi hanno finora assistito soltanto a una confusa alternanza di nomi e schieramenti politici, spesso lontani dalle reali esigenze della città e della sua comunità.

«Stiamo seguendo le note vicende legate alla riorganizzazione interna del Partito Democratico e agli accordi del cosiddetto “campo largo”, rassegnandoci al ruolo di spettatori di una ripartizione di candidature che riguarda la Campania e, in particolare, la nostra amata Irpinia».

Uno scenario che, a giudizio del segretario liberal democratico, non appare diverso nemmeno nel centrodestra dove il dibattito politico sembra concentrarsi prevalentemente su giochi di potere e sulla distribuzione delle posizioni all’interno della coalizione, con l’unico obiettivo di dimostrare chi eserciti maggiore influenza sul territorio.

«È un vero e proprio valzer politico – sottolinea Pastore – nel quale i cittadini avellinesi vengono considerati semplici numeri da esibire nel momento più opportuno». Un contesto che, secondo il dirigente politico, ha finito per mettere in secondo piano ciò che conta davvero: le persone, i progetti, il futuro della città.

Ad oggi, infatti, non si registra un confronto serio sui progetti per Avellino né sulle difficoltà che hanno condotto il capoluogo irpino a posizionarsi al 77° posto nella classifica 2025 sulla qualità della vita. «Nessuno – denuncia – ha avuto neppure il coraggio di abbozzare delle soluzioni».

«Noi del partito liberaldemocratico siamo giovani ma con le idee chiare - afferma - è il momento di guardare oltre l’immediato e costruire una pianificazione a lungo termine, con una visione di città che metta  al centro sviluppo urbano, servizi efficienti e crescita economica».

Il monito di Pastore, però, non è rivolto soltanto ai protagonisti del gioco politico. «Mi rivolgo anche ai cittadini di Avellino – afferma – che, pur consapevoli della situazione, rinunciano a reagire, sperando che prima o poi qualcosa cambi, quando in realtà sanno che così non sarà».

«Non è piacevole dirlo, ma purtroppo, Avellino è stata dimenticata dagli avellinesi».

Particolare attenzione viene posta sul tema dell’astensionismo. «Molti diranno che non andranno a votare per sfiducia, senza comprendere che l’astensionismo non è una forma di protesta efficace. Al contrario, rappresenta uno dei mali della democrazia e contribuisce alla deriva valoriale che stiamo vivendo». Non partecipare alle scelte politiche, avverte Pastore, «significa alimentare giorno dopo giorno estremismi e populismo».

Da qui l’appello finale alla città: «Chiedo agli avellinesi di aprire gli occhi, di valorizzare le energie dei tanti giovani, professionisti e talenti presenti sul territorio e di non accettare amministratori che li considerino soltanto numeri in campagna elettorale». Un invito che si chiude con uno sguardo al futuro: «Facciamolo per Avellino e per le generazioni che verranno, torniamo ad essere orgogliosi della nostra città».

 

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