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    30/04/2026

Provincia: via Cervinaro, è Di Cecilia il nuovo vicepresidente. La nota del Pd

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica8_prov_abat.jpgAVELLINO – Il presidente della Provincia, Rizieri Buonopane, ha nominato il nuovo vicepresidente. Si tratta del consigliere Franco Di Cecilia. In data odierna, ha revocato il precedente incarico affidato alla consigliera Laura Cervinaro e ha firmato il decreto di designazione del vice.

“Venuto meno il rapporto fiduciario, imprescindibile per garantire la piena azione amministrativa,  ho deciso di revocare la consigliera Cervinaro dal ruolo di vicepresidente dell’ente – dichiara il presidente Buonopane -. La scelta è caduta su Franco Di Cecilia. Tale designazione è slegata da ogni ragionamento politico e partitico. È dettata, invece, dal fatto che il consigliere Di Cecilia rappresenta l’esponente del Parlamentino di Palazzo Caracciolo che vanta il maggiore numero di consiliature alle spalle, sia con l’elezione di primo livello sia con il voto riservato agli amministratori locali. Una figura che, pur nella diversità di vedute su temi di indirizzo dell’ente, ha sempre mantenuto un alto profilo istituzionale. A lui gli auguri di buon lavoro. È questa l’occasione per ringraziare tutti i consiglieri provinciali di questa consiliatura che volge al termine per la straordinaria azione a favore delle 118 comunità dell’Irpinia”.

Aggiornamento del 26 febbraio 2026, ore 19.58 - Provincia, i consiglieri del Partito democratico a Buonopane: “Il tempo è scaduto, la sua una gestione personalistica, ambigua e indifendibile” - Le affermazioni del presidente Buonopane contro il Pd - partito del quale afferma ancora di far parte nonostante le storiche e palesi dimostrazioni di avversione - sono indecorose e irricevibili. Egli ha mostrato ostilità non solo verso il partito stesso, ma anche verso i consiglieri provinciali d’area e i numerosi Sindaci che lo hanno eletto per ben due volte. Nei loro confronti ha sempre manifestato arroganza, superficialità e una scarsa collaborazione al limite della decenza.

In ogni occasione politica e amministrativa, Buonopane ha assunto ruoli e comportamenti ambigui, mistificatori e contrari alle decisioni della stragrande maggioranza del Partito Democratico. Sono note a tutti le posizioni personali manifestate nei grandi processi sociali e politici sin dall’inizio del suo controverso mandato, costellato di interventi sempre "contro" gli attori autorevoli che pure lo avevano sostenuto.

È indecente che egli parli di mancanza di democrazia dopo una gestione solitaria e quasi sempre discutibile. Non vi è mai stata concertazione, condivisione o trasparenza, né una visione strategica del territorio: solo una corsa in solitario, violando ogni forma di rispetto per i consiglieri e, soprattutto, per i cittadini.

Oggi Buonopane si permette di scagliarsi contro il partito che lo ha supportato, eletto e sorretto nonostante il suo trasversalismo politico camaleontico sia ormai noto a ogni livello. La maschera deve cadere: il suo mandato è oggettivamente scaduto, segnato da tardivi ma giusti strascichi giudiziari, peraltro mai cercati o voluti dal partito.

L'ultimo atto di prepotenza è la revoca della vicepresidente Laura Cervinaro, colpevole solo di aver responsabilmente preso le distanze da una gestione provinciale scellerata e autarchica. A lei va la solidarietà di tutto il gruppo del Pd, che finora ha reagito in silenzio alla mancanza di coerenza e trasparenza sulle iniziative provinciali e sui temi amministrativi di maggior rilievo. Prendiamo fermamente le distanze anche da un bilancio controverso, sul quale non vi è stata alcuna discussione e che meriterà approfonditi controlli.

Sentir parlare di "assenza di democrazia" da chi è stato tollerato fino a oggi fa onestamente paura. Perché non si dimette responsabilmente, invece di "tirare a campare" sapendo di non avere più una maggioranza, tantomeno di centrosinistra?

Chi lo ha protetto finora? Perché non ha il coraggio di svelare a quali altri riconoscimenti aspira? Chi sono i manovratori che lo utilizzano per demolire l'Irpinia e la città di Avellino? Il Pd sta scrivendo la storia di questo territorio in positivo: senza l'opposizione interna di Buonopane, i risultati sarebbero stati ancora più importanti.

L’isolamento di Buonopane è ormai certificato ai massimi livelli istituzionali. La netta presa di distanza del segretario regionale De Luca rispetto alla revoca della vicepresidente Laura Cervinaro non è solo un atto di solidarietà verso una professionista stimata, ma una sonora bocciatura politica di una gestione provinciale diventata autarchica e indifendibile. Buonopane non ha più sponde: né nel partito, né tra i sindaci, né in Regione.

È inaccettabile che la presidenza della Provincia sia stata ridotta a un ufficio distaccato del Comune di Montella. Buonopane ha agito con una logica puramente localistica, dirottando una sproporzionata miriade di finanziamenti verso il proprio paese, occupandosi finanche del rifacimento dei marciapiedi con fondi provinciali, mentre le grandi arterie dell’Irpinia cadono a pezzi e i comuni dell’hinterland restano al palo. Questa non è amministrazione provinciale, è gestione privatistica del potere a scopi elettorali minimi.

Il trasformismo politico di Buonopane ha toccato il punto di non ritorno. Per ben due volte ha promosso e sostenuto liste alle provinciali contro il Pd, il suo stesso partito. In quest’ultima tornata ha superato ogni limite della decenza politica, arrivando a sostenere un candidato di area ex Lega. Come può chi flirta con la destra sovranista pretendere di dettare l'agenda al centrosinistra irpino?

Parlare di "assenza di democrazia" nel Pd, dopo una gestione solitaria, ambigua e mistificatrice, fa onestamente paura. Non vi è mai stata concertazione né trasparenza, ma solo una corsa in solitario che ha violato il rispetto per i consiglieri e per i cittadini.

A questo si aggiunge un bilancio controverso, approvato senza discussione, che meriterà approfonditi controlli nelle sedi competenti.

Il mandato di Buonopane è oggettivamente scaduto, segnato da una totale lontananza ideologica e da tardivi ma giusti strascichi giudiziari. La solidarietà del gruppo Pd va a Laura Cervinaro, colpevole solo di aver preso le distanze da questa deriva scellerata.

Gruppo Consiliare Pd Provincia di Avellino

Marcantonio Spera

Laura Cervinaro

Antonello Cerrato

Luigi D’Angelis

Aggiornamento del 27 febbraio 2026, ore 16.09 - «L’Irpinia si svuota, Pd e Buonopane litigano»: l’affondo dei precari Poste - Come Associazione di lavoratori precari di Poste Italiane, radicata a Montella ma punto di riferimento nazionale per centinaia di giovani che prestano o hanno prestato servizio per questa azienda, sentiamo il dovere di intervenire sullo scontro in corso tra il presidente della Provincia di Avellino, Buonopane, e il Pd irpino. Da anni denunciamo l’incertezza che spinge i nostri ragazzi a migrare verso Nord nella speranza di opportunità che questa terra non offre, portando avanti vertenze per il riconoscimento dei loro diritti nelle più disparate province italiane. Questa crisi non è solo politica: è la prova di un modo di amministrare che calpesta il territorio. Mentre la retorica istituzionale parla di trattenere i giovani in Irpinia, i fatti lanciano un segnale di sfiducia irreparabile. Non si governa con i tatticismi, ma con la responsabilità che è mancata a chi oggi si accusa a vicenda.

La guerra di parole che stiamo ascoltando è uno spettacolo indecoroso in cui la verità naufraga nel mezzo. Da un lato un presidente accusato dagli stessi dem di «arroganza, superficialità e scarsa collaborazione»; dall’altro, un partito che si accorge di tali mancanze mentre il mandato presidenziale volge al termine. Staccare la spina a tempo scaduto non è un atto di coraggio, ma un maldestro tentativo di distrazione di massa. Dichiarare che Buonopane non ha più sponde – «né nel partito, né tra i sindaci, né in Regione» – è un’ammissione di colpa devastante. Significa confessare che per un intero quadriennio il Pd irpino è stato lo scudo di ogni sua scelta, garantendogli copertura politica pur di non rompere il giocattolo del potere.

Se la gestione del presidente fosse stata davvero «scellerata» – così come effettivamente è stata – la coerenza di prenderne le distanze avrebbe dovuto prevalere ben prima sulla convenienza di conservare quel fortino territoriale a tinte “democratiche”. La domanda dei dem – «Chi lo ha protetto?» – rasenta il ridicolo: lo ha protetto il Pd stesso, che cerca una verginità tardiva rinnegando la propria creatura a mandato ormai concluso. La realtà è impietosa: l’Irpinia si è rivelata la rana bollita di questa regione. La gestione De Luca-Bonavitacola ci ha declassati a periferia di Napoli e Salerno con un fuoco lento fatto di promesse e tagli, mentre il Pd locale preferiva non disturbare i manovratori in cambio di misere briciole di sottopotere.

Ora che il disastro è compiuto e la pentola scotta, i dem tentano un salto disperato verso l’esterno, sperando che i cittadini abbiano la memoria corta. Sulla presunta «miriade di finanziamenti» dirottata verso Montella, il Pd smetta di lanciare ombre: indichi le cifre e chiarisca quali opere sarebbero state favorite. In caso contrario, l’accusa resta mera propaganda. Invitiamo chiunque a venire a Montella, capitale di un territorio fermo al palo: troverete proclami e risultati miseri. Promettere 100 per portare a casa 10 non è un privilegio territoriale, ma la prova documentata di una gestione mediocre che non ha portato benefici reali alla comunità.

È tempo che i cittadini non abbocchino all’amo di chi cerca di rifarsi una faccia dopo anni di co-gestione. Il Pd si è ridotto a un contenitore autoreferenziale che guarda il territorio dall’alto in basso, mentre l’Irpinia sprofonda nel disinteresse generale. Alle prossime elezioni serve un segnale chiaro: mandare a casa sia il “monarca” che i suoi complici, liberando finalmente la provincia da una gestione privatistica del potere consumata sulla pelle dei cittadini e dei lavoratori. Bisogna restituire dignità a chi resta e a chi è stato costretto a partire per colpa di questa politica piccola e miope.

Carmine Pascale - Associazione lavoratori precari Poste Italiane

 

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