AVELLINO – Sono indetti - si legge in una nota - per sabato 6 giugno 2026 i comizi elettorali per l’elezione del presidente della Provincia di Avellino. I comizi elettorali sono indetti entro i termini di scadenza del mandato amministrativo (11 giugno 2026).
Le operazioni di voto si svolgeranno dalle ore 8:00 alle ore 20:00 nei seggi appositamente costituiti presso la sede della Provincia, a Palazzo Caracciolo di Avellino. Le operazioni di scrutinio avranno inizio subito dopo le operazioni di voto.
Sono elettori i sindaci e i consiglieri comunali dei Comuni ricompresi nel territorio della provincia, in carica alla data delle elezioni. Sono eleggibili alla carica di presidente della Provincia tutti i sindaci incarica dei Comuni ricompresi nel territorio della provincia.
L’elezione del presidente avviene sulla base di candidature che devono essere sottoscritte da almeno il 15% degli aventi diritto al voto, accertati al 35°giorno antecedente quello della votazione.
Il numero degli aventi diritto al voto è quello risultante dal provvedimento del responsabile dell’ufficio elettorale di determinazione del corpo elettorale, da effettuarsi al 35° giorno antecedente quello della votazione, pubblicato sul sito istituzionale dell’ente - Sezione “Elezioni provinciali”, entro il 30° giorno antecedente la votazione. Il voto è ponderato.
Le candidature dovranno essere presentate all’ufficio elettorale nella sede della Provincia, Palazzo Caracciolo - primo piano, nei seguenti giorni:dalle ore 8:00 alle ore 20:00 di sabato 16 maggio 2026;dalle ore 8:00 alle ore 12:00 di domenica 17 maggio 2026.
Aggiornamento del 27 aprile 2026, ore 12.43 - Nota stampa del sindaco di Montefredane Ciro Aquino su decreto di convocazione elezioni presidente Provincia di Avellino - La convocazione delle elezioni per il presidente della Provincia di Avellino, fissata per il 6 giugno 2026, determina un quadro di forte criticità sul piano istituzionale e democratico.
La scelta operata dall’attuale presidente, Rizieri Buonopane, appare tardiva e difficilmente giustificabile, soprattutto alla luce del fatto che il mandato si è concluso il 19 dicembre 2025 e che le elezioni avrebbero dovuto essere indette nei termini previsti dalla legge.
Il decreto di indizione stabilisce che il corpo elettorale venga determinato al 35° giorno antecedente la votazione, cristallizzando di fatto la platea degli aventi diritto prima dello svolgimento delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026. Ne deriva il rischio concreto che il voto provinciale si celebri sulla base di una rappresentanza non aggiornata alla reale volontà popolare, con possibili effetti distorsivi sulla legittimità politica dell’elezione.
A ciò si aggiunge una evidente sovrapposizione con il turno di ballottaggio delle elezioni amministrative, previsto per il 7 e 8 giugno, con seggi aperti già dal 6 giugno, che contribuisce ad alimentare ulteriore confusione e disordine istituzionale.
A sottolinearlo è il sindaco di Montefredane, Ciro Aquino, che ha già proposto ricorso al Tar Campania sezione di Salerno per la mancata convocazione nei termini delle elezioni per la presidenza della Provincia di Avellino.
“Non si può pensare di piegare le regole istituzionali a esigenze contingenti – dichiara Aquino –. Le elezioni dovevano essere convocate nei tempi previsti. Oggi ci troviamo invece di fronte a una scelta che rischia di compromettere la trasparenza e la correttezza del processo democratico”.
Riteniamo che gli effetti di una simile decisione non possano essere sanati con una forzatura procedurale. Per questo motivo, ci riserviamo di verificare ogni profilo sul piano amministrativo e contabile, a tutela della legittimità degli atti e del corretto funzionamento delle istituzioni.
Le istituzioni devono essere presidio di legalità e rispetto delle regole, non terreno di manovre opportunistiche. Su questo non faremo passi indietro.
Aggiornamento del 26 aprile 2026, ore 15.29 - Provincia, in arrivo le elezioni per la presidenza? - La gestione della presidenza della Provincia di Avellino – si legge in un comunicato – si arricchisce di un capitolo che solleva più di un interrogativo sulla tempistica e sulle interpretazioni normative adottate dall’attuale amministrazione.
Il punto di partenza è il 19 dicembre 2021, data in cui il Dott. Rizieri Buonopane è stato ufficialmente eletto alla guida di Palazzo Caracciolo. Nonostante il dato cronologico, la presidenza ha inteso far decorrere l’inizio effettivo del mandato solo dall’11 giugno 2022, a seguito del rinnovo parziale delle elezioni limitatamente alle fasce demografiche B e D.
Questa interpretazione "estensiva" ha prodotto un effetto immediato: alla scadenza naturale del quadriennio, ovvero il 19 dicembre 2025, non è seguita alcuna indizione di nuovi comizi elettorali. Una scelta che ha permesso a Buonopane di restare saldamente ancorato alla poltrona presidenziale ben oltre il termine inizialmente previsto.
Di fronte a quello che è apparso come un illegittimo comportamento omissivo, il sindaco di Montefredane, Ciro Aquino, assistito dall’avv. Vittoria Musto, ha promosso ricorso dinanzi al Tar Salerno per chiedere l'annullamento di tale condotta e fare chiarezza sulla legittimità della permanenza in carica del presidente. Un’azione legale giunta ormai al punto di svolta: la prossima udienza decisiva è infatti fissata per mercoledì 29 aprile.
Ed è proprio qui che la cronaca si tinge di una singolare ironia. Stando alla ricostruzione difesa da Buonopane – che vedrebbe la sua scadenza naturale slittare in avanti – le elezioni avrebbero potuto tenersi entro il 9 settembre (rispettando il termine dei 90 giorni dalla presunta scadenza). Eppure, oggi 26 aprile, a sole 72 ore dal pronunciamento del Tar, trapela la notizia che nella giornata di domani il presidente provvederà finalmente a indire le elezioni per la presidenza della Provincia.
Una tempistica che non può non destare stupore. Viene da chiedersi: come mai questa improvvisa accelerazione proprio a ridosso della decisione dei giudici amministrativi? Si tratta di un puro caso, di un'illuminazione istituzionale dell'ultimo minuto, o forse del timore che la sentenza del Tar possa riscrivere definitivamente i tempi del potere a Palazzo Caracciolo?
Mentre la politica irpina attende di conoscere le date ufficiali, resta il dubbio che questa mossa "a pochissime ore dal gong" giudiziario sia il tentativo estremo di giocare d’anticipo su un verdetto che potrebbe rivelarsi scomodo. La trasparenza e il rispetto dei tempi democratici dovrebbero essere la bussola di ogni amministrazione; quando però i calendari si allineano con tale precisione alle scadenze giudiziarie, le domande sorgono spontanee.




