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    27/06/2026

Villa Amendola centro di cultura

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Villa AmendolaAVELLINO – Sulla destinazione a polo bibliotecario e museale di Villa Amendola, lo storico edificio acquisito al patrimonio del Comune di Avellino, ospitiamo un intervento di Nunzio Cignarella, assessore alla Cultura, che fa il punto della situazione, in particolare dei lavori in corso e dei progetti in cantiere.

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Continuano in sordina ma a pieno ritmo i lavori a Villa Amendola. Per il momento è stato completato il trasferimento sia della donazione “Camillo Marino” sia della biblioteca “Nunzia Festa”, precedentemente allocata presso la struttura dell’ex Eca in via Tagliamento. Nei prossimi giorni andranno avanti i lavori di collocazione dei libri e di catalogazione delle nuove acquisizioni. Il passaggio successivo, per il completamento della biblioteca comunale, sarà l’acquisizione di ulteriori dotazioni librarie ancora giacenti presso le sedi delle ex circoscrizioni. La biblioteca comunale è stata sistemata al piano terra di Villa Amendola, dove una o due sale saranno destinate ad ospitare mostre ed esposizioni temporanee. A tal proposito il Comune di Avellino si accinge a presentare come partner, insieme con la Sovrintendenza e il Comune di Bagnoli, che è Comune capofila dell’iniziativa, un progetto alla Regione che dovrebbe consentire l’allestimento a Villa Amendola di una mostra sui pittori irpini dell’Ottocento.

Al primo piano dello storico edificio comincia, intanto, a prendere consistenza un primo nucleo di museo civico. Anche qui resta ancora molto da fare, soprattutto per la predisposizione degli arredi e delle installazioni. Restano, al momento, vuoti i locali al secondo piano, che, almeno in parte, potrebbero essere destinati ad ospitare associazioni culturali, disposte, però, a versare un canone di locazione.

Il problema che sembra più urgente, infatti, è quello dei costi di Villa Amendola. Aprire la struttura e insediarvi delle funzioni significa, infatti, spostarvi del personale, pagare le utenze, provvedere alla manutenzione che, soprattutto per il giardino (ma è un vero e proprio orto botanico) richiede cure continue e ad opera di personale specializzato. Proprio per questo non mi scandalizza ipotizzare l’uso proprio del giardino e degli spazi esterni per servizi fotografici, aperitivi all’aperto, presentazioni di libri, ecc. In questa direzione, del resto, cioè quella di consentire l’utilizzazione da parte dei privati di opere di pregio storico ed artistico si stanno orientando i maggiori Comuni italiani.

Insomma, per vedere finalmente funzionare a pieno regime Villa Amendola (che, tranne sporadiche occasioni è stata sempre chiusa dal completamento del restauro) ci vorrà ancora tempo. Per il momento è da segnalare la disponibilità di giovani e meno giovani studiosi che a livello di volontariato continueranno a dare il loro aiuto. Gli amici del presidio del libro, che già da qualche anno collaboravano con la biblioteca “Nunzia Festa” in via Tagliamento, continueranno a supportare il servizio bibliotecario anche nella nuova sede di Villa Amendola, dove già si è svolta l’annuale festa del lettore. Presto saranno chiamati a dare un contributo anche gli amici cinefili: si tratta, infatti, di mettere ordine e selezionare riviste, carte e documenti della donazione “Camillo Marino” che, con il loro aiuto, sono stati salvati dall’umidità pervasiva dei sotterranei del “Victor Hugo”.

E sono certo che molti altri volontari si proporranno a poco a poco per dare vita al polo museale di Villa Amendola che, a cinque anni di distanza dal recupero e dal restauro architettonico, viene finalmente restituito alla città.

*Assessore alla Cultura

 

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