AVELLINO – Il coordinamento provinciale del Pdl respinge le critiche registrate da più parti nel dopo voto e fornisce una lettura in controtendenza dei risultati della consultazione in Irpinia. Sui casi di Solofra e Atripalda, i due Comuni più popolosi dove ha vinto l’asse Pd-Udc, i berlusconiani rivendicano il consenso raccolto: “I candidati alla carica di sindaco sostenuti dal Popolo della Libertà non sono riusciti ad ottenere un numero di preferenze sufficiente per conquistare la poltrona più alta dei municipi. In ogni caso, i candidati alla carica di consigliere comunale iscritti al Pdl hanno registrato percentuali importanti di preferenze, tra le più alte, arrivando all’elezione nelle rispettive assemblee. Un dato che s’è avuto anche nel resto delle realtà interessate dalla tornata elettorale”.
Nei prossimi giorni l’organismo provinciale del partito effettuerà l’analisi del voto, ma per adesso Sibilia (a sinistra nella foto) ed i suoi collaboratori si lanciano all’attacco contro avversari e nemici interni alla coalizione nel tentativo di difendere la leadership. “Il Pdl – affermano – rivendica con orgoglio l’azione politica che sta portando avanti a livello provinciale e respinge al mittente le critiche che taluni in queste ore hanno avanzato. Il riferimento, in modo particolare, a chi è stato eletto grazie ai voti del Popolo della Libertà, ma ha poi tradito per questioni che nulla hanno di politico”. Bordate rivolte sia allo scudo crociato, che ai cespugli del centrodestra, con i quali il rapporto è da molto tempo conflittuale.
Il vertice del Pdl ritiene che non si debba dare una valenza politica alle elezioni amministrative: “Abbiamo ratificato e preso atto delle candidature di nostri iscritti, indicati dai coordinamenti locali, che autonomamente hanno scelto come schierarsi. Dare un taglio politico a comunità di piccole entità, è una forzatura mostruosa e che nel tempo stesso prende in giro i cittadini”. Il Pdl sostiene che la rappresentanza istituzionale del partito sarebbe addirittura uscita rafforzata da questa tornata elettorale, anche se i dati non sembrano supportare tale lettura. Ma in realtà, per il Pdl nazionale, campano ed irpino sono ore difficili per la evidente sconfitta complessivamente subìta, per l’incertezza sul futuro – soprattutto laddove esistono governi costruiti su accordi con l’Udc – e per la possibilità di regolamenti di conti all’interno dell’organizzazione e dell’area politica. Non è un caso, che in queste ore, tra le reazioni più dure vi sia quella di un esponente di una sigla alleata, il consigliere regionale Sergio Nappi (a destra nella foto), che ha aderito al nuovo soggetto denominato “Gruppo Federato per Caldoro”. “I risultati delle elezioni amministrative in Irpinia segnano la sconfitta di chi ha fin qui guidato il Pdl ostinandosi a rifuggire il dialogo tra i partiti senza impegnarsi minimamente per organizzare la coalizione di centrodestra”. Nappi attribuisce a Sibilia la responsabilità di non essersi mostrato disponibile al dialogo con i partiti minori privilegiando, invece, l’asse tra Pdl e Udc, fatto che avrebbe reso ancora più pesante – suo dire – la débacle in Irpinia. “Per questo – conclude il consigliere regionale – Sibilia smetta di arroccarsi, si apra al confronto, perché il tempo delle certezze è finito per tutti: l’onda lunga di Berlusconi è un ricordo lontano”.
Ma la replica del coordinamento provinciale del Pdl è senza appello: “Ogni risposta a qualche scheggia impazzita del centrodestra – di cui si stenta ad individuare la sigla politica di riferimento – è praticamente inutile. Ciò, non solo per la risicata se non inesistente consistenza politica, ma soprattutto per l’irrazionalità delle dichiarazioni espresse: da ieri ad oggi la ratio delle affermazioni è stata completamente stravolta”.




