PRATOLA SERRA – “Uno dei siti culturali e paesaggistici più importanti dell’Irpinia – si legge in un comunicato del M5S – è abbandonato da anni nel degrado e nell’incuria. È la prestigiosa area archeologica posta sulla collina “Pioppi-Saudelle” nel Comune di Pratola Serra dove nel 1981 furono portate alla luce le strutture di una basilica longobarda (V-VII secolo d.C.), una villa residenziale romana (II-III secolo d. C.), una vasta necropoli romano-germanica nonché i resti di capanne preistoriche risalenti addirittura all’età del bronzo (quattromila anni fa). Oggi nel sito irpino, invidiato da tutto il mondo, regnano - in una desolante trascuratezza - soltanto sterpaglie e rovi. A denunciare le gravissime condizioni dell’area archeologica di “San Giovanni” nel Comune di Pratola Serra è il vicepresidente della Camera dei Deputati, Luigi di Maio. L’esponente del Movimento Cinque Stelle ha presentato un‘interrogazione al ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Massimo Bray, allo scopo di far luce sulle inefficienze e i ritardi che ostacolano tuttora l’istituzione di un parco archeologico che potrebbe offrire molteplici opportunità di lavoro per i giovani del territorio. Allo stesso tempo con l’atto di sindacato ispettivo il vicepresidente di Maio sollecita iniziative urgenti di tutela, restauro e valorizzazione delle antiche strutture monumentali esposte da anni alle spoliazioni ma anche alle intemperie e all’erosione degli agenti atmosferici”. Questo il testo dell’interrogazione:
Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-02238
presentato da
DI MAIO Luigi
seduta n. 102
LUIGI DI MAIO. — Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. — Per sapere – premesso che: nel gennaio del 1981, durante i lavori di scavo per l'installazione di prefabbricati destinati ai terremotati di Pratola Serra, in provincia di Avellino, nell'area collinare Pioppi-Saudelle, furono riportate alla luce le strutture murarie di un imponente edificio di culto identificato successivamente con una grande basilica risalente all'epoca longobarda (V-VII secolo d.C.);
nell'area della basilica longobarda fu individuata, inoltre, una vastissima necropoli romano-germanica, con più di 123 tombe impreziosite da sontuosi corredi funerari fra cui armi, gioielli, monili, croci d'oro e d'argento che venivano poste sugli abiti di personaggi illustri della società longobarda: aristocratici, abati e vescovi; in una di queste tombe fu ritrovata anche una rarissima moneta dell'imperatore bizantino Eraclio (VII secolo d.C.); le successive e più estese indagini archeologiche consentirono di recuperare, insieme alla grande basilica longobarda e alla necropoli, le strutture ben conservate di una prestigiosa villa residenziale romana con annesso edificio termale, risalente al II-III secolo d.C.; su un pendio della collina Pioppi, invece, fu rintracciato un villaggio preistorico risalente all'età del bronzo antico e alla facies di Palma Campania (4.000 anni fa) con una serie di capanne di forma ellittico-rettangolare, dotate di focolari e dispense in cui era disposto il vasellame tra cui tazze, teglie, brocche, scodelle, olle in ceramica d'impasto con decorazioni graffite; l'eccezionalità delle scoperte archeologiche, che avevano destato un interesse scientifico e culturale a livello europeo e mondiale, suggerirono alla soprintendenza per i beni archeologici delle province di Avellino, Salerno, Caserta e Benevento di progettare un parco archeologico, attrezzato come un vero e proprio museo all'aperto nel quale, peraltro, sarebbe stata compresa anche l'area del monumento megalitico denominato «Casa dell'Orco», ubicato in località San Michele;
il parco archeologico di Pratola, quindi, oltre ad assolvere alla primaria funzione di tutela integrata dei siti archeologici, si proponeva come elemento di riqualificazione e valorizzazione di alcune zone periferiche della cittadina e nel contempo quale polo culturale di aggregazione e attrazione turistica con significative ricadute occupazionali per un territorio economicamente depresso;
esauriti i cospicui finanziamenti per la ricerca archeologica, però, la soprintendenza per i Beni archeologici delle province di Avellino, Salerno, Caserta e Benevento rinunciò anche al progetto del parco: con le procedure incomplete di esproprio dei lotti gli scavi furono in parte coperti, le migliaia di preziosi reperti rinvenuti furono impacchettati e chiusi nei depositi, mentre le poche strutture lasciate a vista furono abbandonate senza misure di sicurezza, prive di coperture di protezione, esposte alle intemperie e all'erosione degli agenti atmosferici, senza segnaletica, senza una regolamentazione degli usi del suolo consentiti o vietati, senza un piano dell'accessibilità (pedonale e veicolare); oggi, purtroppo, tutta l'area archeologica di Pratola Serra (Avellino) versa in condizioni di degrado e incuria, soffocata da sterpaglie, erbacce e rifiuti, senza un programma di manutenzione e restauro, in quello che all'interrogante appare l'assoluto disinteresse delle istituzioni preposte alla tutela nonostante, in anni recenti, sono state rinvenute sul lato ovest del sito archeologico di via San Giovanni di Pratola altre importanti strutture monumentali tardo-antiche e medievali; tutto il sito archeologico della collina Pioppi-Saudelle è privo, insomma, di un piano di tutela e valorizzazione ed è esposto continuamente a spoliazioni e vandalismi; addirittura – a quanto consta all'interrogante – una parte dell'area archeologica prospettante sul piazzale dell'area mercato, a dispetto dei vincoli paesaggistici e d'interesse archeologico, è stata in tempi recenti addirittura recintata e asfaltata senza il preventivo nulla osta di competenza –: se non ritenga indispensabile chiarire i motivi che hanno prodotto un tale degrado, intervenendo con opportune iniziative al fine di accertare eventuali responsabilità e inadempienze degli uffici della soprintendenza per i Beni archeologici delle province di Avellino, Salerno, Caserta e Benevento; se siano state effettuate ispezioni recenti all'area archeologica, verificati gli eventuali abusi perpetrati, presentata denuncia alle autorità competenti, richiesto il ripristino dello stato dei luoghi e accertato che gli interventi effettuati non abbiano prodotto danni alle strutture antiche conservate in superficie e nel sottosuolo;
se intenda adottare provvedimenti urgenti per la conservazione e la valorizzazione del sito archeologico di Pratola Serra (Avellino); se non ritenga opportuno prevedere nuovi e più coerenti vincoli archeologici sull'area in questione insieme a prescrizioni più efficaci e incisive anche ai fini di un piano paesaggistico complessivo della collina; se intenda farsi promotore di un tavolo di concertazione con le istituzioni locali e regionali, preposte alla tutela e alla valorizzazione dei beni archeologici, mettendo a sistema le rispettive competenze e riavviando le procedure per la costituzione del parco storico-archeologico-paesaggistico di Pratola Serra (Avellino). (4-02238)
Aggiornamento del 13 novembre 2013, ore 18.10 - Gentile Redazione, per correttezza e completezza d'informazione, si precisa che l'interrogazione parlamentare a risposta scritta (4-02238) del vicepresidente della Camera dei Deputati, on. Luigi di Maio, sulle condizioni di degrado e abbandono pluriennale dell'area archeologica in località "Pioppi-Saudelle" nel Comune di Pratola Serra (Av) è stata presentata ufficialmente nella seduta n. 102 di martedì 22 ottobre 2013: ben otto giorni prima dell'atto deliberativo n.137 del 31/10/2013 adottato dall'Amministrazione Comunale di Pratola Serra. Cordiali saluti e buon lavoro!




