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    27/06/2026

Consiglio: Giordano e Preziosi attaccano Foti, il Pd lo difende

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica2_foti-petitto.jpgAVELLINO – È stata una discussione tutto sommato pacata e civile quella che ha animato questa sera il dibattito in Consiglio comunale. Tutti i gruppi consiliari si sono espressi, con accenti e da posizioni diverse, ma con serenità di analisi, sulla dichiarazione di inizio mandato del sindaco Foti e sulla relazione dell'assessore al Bilancio, Spagnuolo. Numerosi gli interventi dai banchi del Partito democratico (Tornatore, D'Avanzo, Giacobbe, Melillo, Arace, Festa e da ultimo la capogruppo Grella). Per le opposizioni hanno preso la parola Giordano, Bilotta, Battista, Ambrosone, Cicalese, Preziosi.

A parte Preziosi, che, insistendo molto sulle cifre, ha sottolineato che la "cura" proposta dalla Spagnuolo ha tutti gli svantaggi del dissesto (aliquote al massimo) senza averne i vantaggi (blocco degli interessi debitori), anche dai banchi dell'opposizione si è convenuto che non vi sono i presupposti per una dichiarazione di dissesto che finirebbe per rappresentare un aggravio notevole soprattutto per i cittadini. Dai banchi dell'Udc il capogruppo Enza Ambrosone ha ribadito la disponibilità, che per il momento non è stata raccolta, a dare una mano all'amministrazione comunale in quest'opera di risanamento. Ma dai banchi dell'opposizione, a partire dal consigliere Giordano, il sindaco è stato accusato di aver mosso un'accusa generica a trent'anni di amministrazione cittadina, senza distinguere fra momenti virtuosi, come l'amministrazione Di Nunno, e momenti molto meno virtuosi come l'amministrazione Galasso.

Quasi a riprova del fatto che chi doveva intendere le parole del sindaco le aveva intese c’è stato l'intervento di Gianluca Festa, vice-sindaco con Galasso, che, minuziosamente, ha spiegato come i maggiori problemi attuali - sia in tema di opere pubbliche che di contenzioso - partono da lontano, dalle amministrazioni Di Nunno e prima ancora dall'amministrazione Romano.

“È evidente – è stato fatto notare dai banchi della maggioranza – che la relazione del sindaco non voleva essere la requisitoria di un pubblico ministero, ma l'analisi di un trentennio e passa di politica locale durante il quale non erano certamente mancate le zone buie, la cui ombra si proietta ancora sul presente”. E, concludendo i lavori, il sindaco Foti, dopo aver ringraziato i consiglieri per la civiltà del dibattito e i suggerimenti proposti, ha chiarito di aver parlato soprattutto alla città e di voler essere il sindaco di tutti, pur ritenendo lecito essere orgoglioso del suo passato di democristiano, ma - ha aggiunto - democristiano con la schiena dritta.

 

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