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    27/06/2026

Comunità montane, Sibilia interroga Alfano sull’operato dei prefetti di Avellino e di Salerno

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Carlo Sibilia del M5SAVELLINO – "La mancata corresponsione delle mensilità e la non ancora avvenuta stabilizzazione hanno suscitato, negli ultimi mesi, proteste ed uno stato di malessere crescente culminato, il 15 novembre, nel suicidio di un lavoratore della comunità montana «Irno-Solofrana», che non percepiva lo stipendio da 17 mesi. È una situazione che non può essere tollerata oltremodo. Anche se la materia è di competenza regionale, ho ritenuto di dover investire del caso i ministri al fine di sapere quali informazioni abbiano in merito e soprattutto quali iniziative abbiano assunto i prefetti di Avellino e Salerno in qualità di massimi rappresentanti del governo sui territori, a garanzia dell'ordine pubblico e in funzione di intermediazione tra gli interlocutori in campo": è quanto dichiara Carlo Sibilia, parlamentare avellinese del M5S, che ha presentato un'interrogazione ai ministri dell'Interno, degli Affari regionali e della Coesione territoriale, sulla questione dei lavoratori Comunità montane, in particolare quelle irpine, alla luce anche dei recenti fatti di cronaca.

Sibilia ha ripercorso tutte le tappe della vicenda degli enti sovracomunali, dalla legge n. 244 del 2007 sulla loro riduzione a quella regionale n. 12 del 2008, con cui sono stati individuati venti ambiti territoriali. Un particolare accento è stato, poi, posto sui compiti assegnati alle Comunità montane a difesa del suolo e dell'ambiente, in materia di promozione dello sviluppo del territorio, per la valorizzazione della cultura locale. Compiti assolti in Campania da circa 4.000 dipendenti, di cui 1.700 con contratto a tempo determinato. "Tutti specializzati, con professionalità, competenze e dotazioni di mezzi – ha rilevato Sibilia parlando dei lavoratori delle Comunità montane – che andrebbero valorizzati ed invece la maggior parte di loro non percepisce lo stipendio da più di sei mesi e, in diversi casi, da oltre un anno, con conseguente danno alla qualità della vita dei singoli e delle rispettive famiglie, mentre i lavoratori a tempo determinato attendono ancora di vedersi riconosciuto il diritto alla stabilizzazione ex articolo 16 del Cirl Campania del 1 gennaio 2006. Una situazione generale gravissima che si è determinata a partire dal 2010, quando, cioè, la regione Campania ha smesso di contrarre il mutuo triennale che pagava le spettanze e, al tempo stesso, non ha posizionato risorse sul capitolo della forestazione nel bilancio ordinario. Per cui tutta la relativa spesa, che ammonterebbe annualmente a circa 85 milioni di euro, oggi è assicurata attraverso i progetti europei, fondi ex Fas, Fsc, e Pac, garantiti dall'accordo di programma quadro firmato con il Ministero della coesione per il 2012-13 e 2014 per un massimo, però, di 60 milioni di euro l'anno".

 

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