AVELLINO – Il Consiglio comunale di Avellino si è aperto ieri sera con un fuoriprogramma rappresentato dalla presenza nel settore riservato al pubblico di numerosi dipendenti della clinica Malzoni e dalle comunicazioni del sindaco sulla vicenda. Foti ha spiegato che dall’Asl è pervenuta una proposta conclusiva di chiusura della Malzoni, che sarebbe priva dei requisiti minimi per poter continuare a lavorare. Va detto subito che le carenze della Malzoni non sono state individuate a livello sanitario (perché anzi è un polo di eccellenza ben al di là dei confini provinciali) ma a livello strutturale e urbanistico. Peraltro la linea scelta dall’amministrazione è stata quella di una sospensione dell’attività della Malzoni, e non di una chiusura definitiva. Il Consiglio comunale ha dibattuto a lungo sull’argomento, approvando alla fine un documento all’unanimità. Dai banchi dell’opposizione e della maggioranza sono venute parole di solidarietà al sindaco Foti e, naturalmente, ai trecento dipendenti della Malzoni, ai quali vanno aggiunto almeno duecento posti di lavoro nell’indotto. Sul piano concreto è stato dato mandato al sindaco di chiedere subito al prefetto la convocazione di un tavolo permanente di confronto, per consentire la soluzione in tempi brevi dei problemi, soprattutto di natura urbanistica, che l’Asl ha riscontrato.
Un ampio dibattito ha suscitato anche la mozione proposta dal consigliere Giancarlo Giordano di legalizzare e regolamentare (non liberalizzare) il consumo di droghe cosiddette leggere. Illustrando la mozione, Giordano non si è soffermato tanto su considerazioni di carattere scientifico, ma sulla constatazione che l’attuale approccio repressivo non ha certamente risolto il problema. Alla fine, forse un po’ a sorpresa, la mozione è stata approvata di stretta misura, grazie anche al gran numero di astenuti (dodici) e ai voti favorevoli provenienti dal gruppo del Pd, che aveva lasciato libertà di voto ai propri consiglieri. Il Consiglio comunale ha anche provveduto a nominare quattro componenti della commissione edilizia integrata. Sono stati eletti Carmine Zigarelli, Marino Modano, Beniamino Nazzaro, Antonia De Simone. Non ce l’ha fatta, invece, l’ex assessore Nicola Giordano, che ha raccolto solo i tre voti dell’Udc.
All’unanimità è stata approvata poi la composizione della commissione alla toponomastica, della quale fanno parte Silvia Curto, Pellegrino La Bruna, Elio Vietri, Armando Montefusco, Giovanni Monitoro, Antonio Parisi, Andrea Massaro, Giuliano Minichiello, Domenico Iannaccone e Toni Iermano. L’assise, sempre all’unanimità, ha approvato anche una mozione da inviare al ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, per sollecitare l’ampliamento delle indicazioni nazionali 2010 agli scrittori meridionali. L’allora ministro Gelmini, infatti, nelle indicazioni per lo studio della letteratura italiana nei licei, propose per il Novecento “pieno” una serie di autori tutti nati da Roma in su, dimenticando figure come quelle di Sciascia, Gatto, Scotellaro, Quasimodo, ecc. Il centro di documentazione per la poesia del Sud da allora ha sollecitato, spesso con successo, le amministrazioni comunali di molti paesi irpini a prendere posizione sull’argomento. Ieri, dunque, anche il Consiglio comunale di Avellino ha aggiunto la sua voce.
Aggiornamento del 25 febbraio 2014, ore 16.38 – Il Centro di documentazione sulla poesia del Sud ringrazia l’amministrazione comunale di Avellino, in particolare l’intero Consiglio comunale, che nella seduta di ieri, 24 maggio 2014, ha aderito all’unanimità alla richiesta rivolta al Miur e proveniente dal Centro di revisione delle “Indicazioni nazionali” per i Licei, che, relativamente al Novecento pieno, non menzionano alcun poeta o scrittore meridionale e solo una donna. Ecco il testo delle “Indicazioni nazionali”: “Dentro il XX secolo e fino alle soglie dell’attuale, il percorso della poesia, che esordirà con le esperienze decisive di Ungaretti, Saba e Montale, contemplerà un’adeguata conoscenza di testi scelti tra quelli di autori della lirica coeva e successiva (per esempio, Rebora, Campana, Luzi, Sereni, Caproni, Zanzotto). Il percorso della narrativa, dalla stagione neorealista ad oggi, comprenderà letture da autori significativi come Gadda, Fenoglio, P. Levi e potrà essere integrato da altri autori (per esempio, Pavese, Pasolini, Morante, Meneghello)”.
La gratitudine è rivolta tanto ai consiglieri di maggioranza quanto di minoranza perché tutte le forze politiche hanno approvato all’unanimità la richiesta di revisione delle Indicazioni nazionali, dietro proposta dell’assessore alla Cultura, Nunzio Cignarella, che ha presentato la proposta. Un grazie anche al sindaco Paolo Foti che ha aderito sin da subito alla richiesta. Nei prossimi giorni, il presidente del Centro Peppino Iuliano, il direttore artistico-culturale Paolo Saggese, Raffaele Stella e gli altri componenti del Centro (tra cui Alessandro Di Napoli, Alfonso Attilio Faia, Alfonso Nannariello, Salvatore Salvatore) proporranno all’assessorato alla Cultura di Avellino di aderire ad una iniziativa “storica” del Centro, ovvero alla realizzazione del Festival della letteratura meridionale che dal 2005 è organizzato in vari paesi dell’Irpinia.




