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    27/06/2026

Abolizione delle Province, amministratori a confronto al circolo della stampa

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Palazzo Caracciolo, sede della ProvinciaAVELLINO – “Abolizione delle Province: la grande bugia” è il tema del convegno-dibattito promosso dagli ex consiglieri provinciali Antonio Caputo e Carmine De Angelis ed in programma venerdì prossimo, alle 17.00, presso il circolo della stampa di Avellino. Per presentare la loro iniziativa Caputo, che è stato anche sindaco di Aiello del Sabato, e De Angelis, già componente dell'ufficio di presidenza Upi e docente di diritto pubblico a Roma, terranno una conferenza stampa presso la sala Giovanni Grasso di Palazzo Caracciolo.

Antonio Caputo: "La presenza di Saitta, presidente della Provincia di Torino e presidente dell'unione delle Province d'Italia e del senatore Pietro Langella vuole testimoniare la centralità delle Province nell'assetto istituzionale italiano. In particolare cercheremo di far emergere tutte le contraddizioni di un disegno di legge sulle Province che invece di limitare i costi li aggrava. La Provincia resta un modello di governo fondamentale per superare il centralismo regionale e la limitatezza dei Comuni polvere. Al dibattito parteciperanno anche il presidente della Provincia di Salerno Iannone e il commissario provinciale di Avellino prof. Coppola, ma importante sarà il ruolo delle rappresentanze sindacali. I dipendenti della Provincia hanno da sempre dimostrato grande professionalità e competenza, basti pensare che  la nostra Provincia è da tempo ritenuta un ente virtuoso sia in termini di funzionamento che di efficienza delle prestazioni svolte. Importante inoltre la presenza di ex presidenti della Provincia e consiglieri provinciali a testimonianza del ruolo determinante  della rappresentanza elettiva nel governo del territorio. Durante il convegno si cercherà di chiarire aspetti e profili ancora oggi oscuri e che determinano ricadute disastrose sia in termini di certezza per il lavoro dei dipendenti provinciali che di erogazione dei servizi essenziali. Fermo restando  le doverose riforme in termini di qualificazione delle funzioni, il modello Provincia, non solo in Italia ma anche in Europa,  resta un architrave gestionale per fronteggiare l'assenza delle Regioni e la scarsa forza dei piccoli Comuni. Sono convinto che dal dibattito scaturiranno interessanti proposte e delucidazioni sopratutto in tema di riduzione dei costi e rafforzamento del principio di elezione diretta dei rappresentati politici".

Carmine De Angelis: "Al di là di qualunque valutazione di merito politico circa le soluzioni che il Ddl Delrio ci consegna ritengo che sia doveroso  offrire una coerente e oggettiva valutazione prognostica dei possibili profili di dubbia legittimità costituzionale che si appalesano, individuando, se possibile, rimedi praticabili ed eventuali soluzioni alternative. L'accelerazione, quasi schizofrenica dopo la sentenza della Corte costituzionale,  in tema di Province ha catapultato nell’agone territoriale e amministrativo un modello di area vasta antidemocratico  e variegato, incerto nella configurazione giuridica e funzionale, oltreché dubbio nelle potenzialità applicative. Dietro la retorica dei costi si nascondono approssimazione, demagogia e pressappochismo. Occorrerebbe altro: basterebbe razionalizzare la galassia di oltre 7800 società ed enti strumentali  con un esercito di oltre 300 mila addetti, assunti senza un concorso pubblico e figli della cooptazione politica,  o anche cassare gli oltre 19 mila consigli di amministrazione presenti in Italia tra gli enti strumentali per avere un risparmio complessivo di oltre 15 miliardi. Ma ormai abituati alla politica dell'immagine  e del presunto "fare" siamo come ubriacati dal chiacchiericcio politico e dalla retorica populista".

 

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