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    25/06/2026

No a Venezia segretario, rinviato il congresso cittadino del Pd

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Enzo Venezia con accanto il simbolo del PdAVELLINO – Il congresso cittadino del Partito democratico, in un primo momento convocato per il 27 luglio, è stato rinviato a data da stabilirsi, ma comunque dopo l'estate.

Si è trattato di un colpo di scena, perché sembrava davvero che tutto fosse pronto e che addirittura ci fosse un accordo di massima fra i circoli cittadini per eleggere Enzo Venezia alla carica di segretario e, quasi contestualmente, Michele Iannicelli come capogruppo consiliare, dopo le dimissioni del senatore De Luca, che guidava temporaneamente il gruppo, a seguito delle polemiche dimissioni di Stefano La Verde.

La scelta di questi due "grandi vecchi" rispondeva evidentemente alla medesima logica. L'alto livello di rissosità, sia all'interno del gruppo consiliare, sia all'interno del Partito democratico in città, imponeva l'elezione degli unici due personaggi che per età, esperienza, autorevolezza e capacità di mediazione potessero far decantare la situazione e introdurre un clima di maggiore serenità. L'operazione Iannicelli è riuscita, anche perché a scegliere erano solo i consiglieri comunali del Pd, consapevoli che i veti incrociati fra i vari gruppi non consentivano soluzioni diverse. È fallita invece l'operazione Venezia, probabilmente per un errore di comunicazione.

I dirigenti del Pd irpino avrebbero dovuto fare innanzitutto una serena ma convinta autocritica. Se a quasi tre anni di distanza dalle dimissioni del segretario cittadino, Franco Barra, non si è riusciti a promuovere un dibattito sereno e a far emergere giovani, donne, esponenti di area che potessero incarnare al meglio lo spirito di un partito nuovo, plurale, riformista, vuol dire che qualche errore è stato commesso.

Riconoscere questi errori e proporre la candidatura di Enzo Venezia come figura di garanzia, in grado, in tempi brevi, di rasserenare il clima, di sollecitare la discussione, promuovere l'ascolto, favorire l'emersione di idee e personaggi nuovi sarebbe stato un discorso sensato e condivisibile.

Indicare Venezia come il "normale" segretario cittadino di un partito nuovo, nato dal superamento della vecchia Dc e del vecchio Pci, è stato un errore.

E così ad Enzo Venezia non è rimasto altro che diffondere un comunicato nel quale afferma che non si è mai candidato alla carica di segretario cittadino né è disponibile a farlo. Fra le righe – e neppure tanto fra le righe – Venezia accusa il sindaco Galasso di aver fatto saltare l'operazione per non aver osservato una fondamentale regola di comportamento all'interno di un partito politico, quella cioè di rispettare l'opinione della maggioranza.

La storia potrebbe concludersi qui, in attesa dell'autunno per la celebrazione del congresso. Ma potrebbero anche esserci ulteriori colpi di scena. Una delle ipotesi al vaglio della segreteria provinciale è, infatti, quella di nominare comunque un commissario (già è stato stabilito che a rappresentare il partito in città, in questa fase di transizione, sia il coordinamento formato dai segretari dei cinque circoli avellinesi) che sia garante della preparazione del congresso. E in questa ipotesi potrebbe trovare di nuovo spazio proprio Enzo Venezia.

 

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