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    21/07/2024

Qualità della vita nell’anno della pandemia: Bologna prima, Avellino 84esima

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Economia_sole_24.jpgAVELLINO – Ecco la classifica della “qualità della vita” secondo il Sole-24 Ore: in testa alla graduatoria Bologna; sul podio Bolzano e Trento. Maglia nera Crotone, preceduta da Caltanissetta e Siracusa. Avellino si posiziona sull’84esimo scalino, guadagnando 10 posti rispetto all’anno precedente. Le altre province campane occupano, ad eccezione di Benevento, gradini più bassi di quello raggiunto dall’Irpinia. I cugini sanniti balzano al 79esimo posto, risalendo ben 16 posizioni in raffronto con il 2019. Napoli, Salerno e Caserta ricoprono, nell’ordine, i posti da 92 a 94.  I partenopei sono precipitati di 11  posizioni, i salernitani di sette e i casertani  soltanto di una.

Per chi si chiedesse come mai secondo la “classifica” della qualità della vita compilata appena qualche settimana fa da Italia Oggi - l’altro autorevole quotidiano economico del nostro Paese - Avellino si piazzava in un posto decisamente migliore (70esimo),  la risposta è che gli indicatori presi in considerazione dalle due indagini sono differenti; quindi, non è possibile comparare i risultati finali  delle due ricerche. Una circostanza, comunque, appare evidente per quanto riguarda Avellino: ci sono segnali di miglioramento giacché - secondo entrambe le indagini - l’Irpinia guadagna un bel po’ di posizioni; per Italia Oggi migliora di 13 posti  rispetto all’anno scorso, per il quotidiano della Confindustria di 10.

Il Sole-24 Ore si pone l’interrogativo se abbia senso parlare di qualità della vita nell’anno della pandemia da coronavirus caratterizzato da migliaia di decessi, dal tracollo di non pochi settori economici,  dalla perdita del lavoro per tante persone, dallo sconvolgimento della struttura sociale. Ma “con la volontà di ricominciare ad andare avanti”  - afferma il quotidiano lombardo - si dà una risposta positiva alla domanda iniziale: “sì, ha ancora senso parlare di qualità della vita”.

Nella ricerca relativa al 2020 Il Sole introduce alcuni cambiamenti. Tanto per cominciare, ha aggiunto l’indicatore “casi covid-19”; in proposito, è stato calcolato il rapporto per mille abitanti dei casi registrati nelle singole province. Questo parametro ha inciso negativamente in numerose province del Nord Italia, quelle più colpite dalla pandemia. Infatti, le posizioni peggiori sono occupate da Aosta, Monza e Brianza e Varese; le migliori da Lecce, Vibo Valentia e Agrigento. Avellino è 34esima, preceduta, tra le consorelle campane, da Benevento (13esima) e seguita da Salerno (36esima), Napoli (78esima) e Caserta (80esima).

Inoltre, dei 90 indicatori utilizzati nell’indagine ben 25 sono stati scelti per verificare le ricadute dell’epidemia sull’economia. Tutti i parametri considerati sono stati raggruppati in sei settori: “ricchezza e consumi”; qui Avellino, tra le 107 province italiane, è 95esima. Per “ambiente e servizi” si colloca al 63-esimo posto; è 57-esima per “giustizia e sicurezza”. Nella categoria “affari e lavoro” sale nella 50esima posizione. Scivola al 68esimo posto nella classifica riguardante la “demografia e società”. Per “cultura e tempo libero” è 86esima.

Soffermandoci su alcuni indicatori riguardanti l’effetto Covid su alcuni aspetti economici, annotiamo che ad Avellino il numero di bar, a settembre rispetto a gennaio di quest’anno, è sceso dello 0,27%; siamo al 47esimo posto nella classifica nazionale.  Nello stesso periodo, le imprese che hanno cessato l’attività sono cresciute del 13% rispetto allo stesso arco di tempo del 2019. Di contro, sono diminuite del 7,5% le iscrizioni di nuove imprese. In aumento, come accade sempre in periodi di difficoltà, il risparmio delle famiglie: i depositi bancari sono lievitati del 2,51%. Sceso di un altro 6% il prezzo medio di vendita delle case; aumentati del 22% i percettori del reddito di cittadinanza. Primato assoluto (in negativo) dell’Irpinia per chiusura di librerie: nei primi 9 mesi di quest’anno sono diminuite del 15,38%.

Secondo una stima provvisoria il Pil pro-capite  è sceso del 6,6%. Il reddito disponibile per abitante è stato di appena 15.250 euro. Con tale cifra Avellino è 84esima nella classifica nazionale, guidata da Milano con un reddito pari al doppio di quello irpino. Da rimarcare, però, che  tra le province campane quello di Avellino è il reddito più alto. Interessante l’indice di trasformazione digitale riferito alle sole città capoluogo: Avellino con 255 punti  su mille è tra le ultime 10 città italiane. La densità di Pos per mille abitanti è pari a 39,4; anche per questo parametro – che assume un’importanza particolare per la diffusione dell’applicazione  “Io”  lanciata dal governo per combattere,  con una maggiore diffusione della moneta elettronica, l’evasione fiscale – l’Irpinia naviga nelle posizioni di coda della scala nazionale: è sul 96esimo gradino.

 

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