AVELLINO – A qualche settimana di distanza dalla pubblicazione del dossier sulla qualità della vita, edito dal quotidiano economico Italia Oggi, anche Il Sole 24 ore scatta la sua fotografia su come si vive nelle province italiane. Risultato: il giornale di Confindustria conferma che Avellino nel 2025 occupa il 77esimo posto nella classifica nazionale.
Secondo Il Sole, però, la nostra provincia è scesa di 4 gradini rispetto all’anno precedente (mentre per Italia Oggi li aveva risaliti) e non è più la reginetta della Campania. Il posto glielo ha soffiato Benevento (76esima). Le altre consorelle campane si piazzano al 90esimo posto (Salerno), 101esimo (Caserta) e 104esimo (Napoli). Sul podio nazionale ci sono, nell’ordine, Trento, Bolzano e Udine; per Italia Oggi, invece, la triade in testa alla classifica è composta da Milano, Bolzano e Bologna. Anche la maglia nera è assegnata a due province diverse; il Sole la consegna a Reggio Calabria, Italia Oggi a Caltanissetta.
Come in altre occasioni abbiamo posto in risalto, sottolineiamo che le differenze tra le due classifiche sono dovut alla diversità dei parametri esaminati nell’indagine. Il quotidiano di Confindustria (giunto quest’anno alla 36esima edizione) ne prende in considerazione 90 e li raggruppa in 6 sottocategorie. Italia Oggi – commentammo in un articolo apparso su questo giornale il 18 novembre scorso – ne ha considerati 92 e li ha accorpati in 9 macroaree.
Dai parametri analizzati da Il Sole risulta che l’Irpinia spunta valori peggiori della media nazionale in tutti i raggruppamenti; unica eccezione la categoria “giustizia e sicurezza”, dove occupa il 27esimo gradino sui 117 che compongono la scala nazionale. Nel gruppo “ricchezza e consumi” è 77esima: a penalizzare la nostra provincia è soprattutto il basso reddito per abitante, pari ad appena 16 mila euro contro i 21 mila della media italiana. Per “affari e lavoro” è 81esima: qui spiccano in negativo l’alto numero di fallimenti di imprese e la scarsa natalità di nuove aziende.
Per “demografia e società” è 78esima: in questo settore le peggiori performances si riscontrano nei dati emigratori; basti dire che il numero di irpini iscritti all’Aire – l’anagrafe dei residenti all’estero – è pari quasi a un terzo di quello dei residenti nei Comuni della provincia. La media italiana si ferma al 13%. Nel comparto “ambiente e servizi” l’Irpinia è 71esima: a contribuire per un valore rilevante alla qualità scadente dell’ambiente è il rischio frane, pari al triplo di quello medio nazionale. Per “cultura e tempo libero” Avellino è addirittura 89esima. A causare in quest’ultimo settore un risultato così deludente contribuiscono il basso numero di biglietti venduti per assistere a spettacoli; la scarsa densità sul territorio provinciale di palestre, piscine, centri per il benessere e stabilimenti termali; l’esiguo numero di musei. Addirittura per numero di clienti ogni mille abitanti nel settore del’“Home e corporate banking per servizio alle famiglie” siamo al 103esimo posto in Italia.
Ci possiamo consolare, però, con un parametro decisamente positivo, emergente dal mercato immobiliare. Secondo le elaborazioni effettuate su dati tratti da “Scenari immobiliari” e Istat, per acquistare un’abitazione di 60 mq in zona semi centrale nella nostra provincia occorrono mediamente 37 mensilità di stipendio, a fronte delle 75 mensilità della media nazionale. Questo indicatore ci colloca al primo posto in Italia.




