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    30/11/2022

L’anniversario del terremoto del 1980/La gestione del ricordo

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica10_ter.jpgAVELLINO – Più di quaranta anni dopo in che modo va coltivato il ricordo di un evento che ha cambiato la storia? Credo che innanzitutto la memoria vada sempre esercitata. Ce lo dicono gli studiosi all'università e lo sentiamo dire dagli storici. E da irpini, seppur giovani, sappiamo bene che un ricordo – seppur indelebile per chi l'ha vissuto – come il terremoto del 1980 ha bisogno ogni volta, in ogni ricorrenza, di essere esercitato. A distanza, magari in una città del Nord come può essere Torino (qui è sempre attivo il gruppo Facebook “un terribile boato”, curato da Antonio Alifano) o Milano, si coglie bene la nostalgia di persone della provincia di Avellino che, dopo quel drammatico evento del 1980, che provocò tremila morti e sconvolse il patrimonio urbanistico di intere regioni, al terremoto ripensano senza soluzione di continuità. Ma forse è proprio vivendo in quelle zone che a lungo sono state definite “terremotate” che va senza dubbio alimentata una corretta gestione del ricordo.

Dopo 42 anni, infatti, le emozioni – soprattutto nelle persone più giovani – sono poco realistiche, mentre resistono soltanto nelle più anziane che quel dramma hanno vissuto. C'è allora bisogno che, innanzitutto, le popolazioni non perdano l'abitudine a rievocare un evento naturale così disastroso. Questo va spiegato dai testimoni dell'epoca soprattutto a noi più giovani, per far comprendere bene come il sisma, anche dal punto di vista sociale e dello sviluppo, abbia cambiato il corso della storia di intere comunità. In tal senso coltivare ancora qualche emozione, rievocare o riscoprire storie può senz'altro fare bene.

Ma un anniversario serve anche per riflettere su quello che rimane ancora da fare, su come correggere – se possibile – gli errori fatti e soprattutto cosa imparare ancora da una tragedia così grande sotto il profilo operativo (si pensi alla Protezione civile) e come “collocarla” dentro i fatti dell'attualità.

In attesa di conoscere bene quel che avverrà in Irpinia il prossimo 23 novembre (e che non sia solo e soltanto la corona di alloro sui monumenti delle vittime civili!) ci piace segnalare l'iniziativa che si terrà a Colliano, in provincia di Salerno, uno dei centri che fu gravemente danneggiato dal sisma. L'Osservatorio sul doposisma e la Fondazione Mida rifletteranno qui sui temi della ripresa e resilienza, su Agenda 2030, alla luce di 42 anni di ricostruzione. Un modo intelligente di guardare al futuro, vivendo il presente ma senza dimenticare il passato.

 

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