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    29/02/2024

Il ricordo di Sassoli, Barra: «Onoriamo un grande italiano e un grande europeo»

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Cultura7_sassol.jpgAVELLINO – Qui di seguito la relazione che il professor Francesco Barra, già ordinario di Storia moderna presso l’Università degli studi di Salerno, assente per motivi personali, ha fatto pervenire ai lavori sulla figura di David Sassoli svoltisi questo pomeriggio presso l’ex carcere borbonico di via Alfredo De Marsico.

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Dobbiamo essere grati a Claudio Sardo che, con grande competenza e pazienza, ha raccolto i 56 discorsi e interventi che David Sassoli ha pronunciato in varie occasioni durante il suo mandato di presidente del Parlamento europeo tra il 2019 e il 2021. È stato, questo un triennio, a dir poco difficile, e anzi drammatico, della storia italiana, europea e mondiale, segnato prima dalla pandemia del Covid 19 e poi dall’aggressione russa all’Ucraina. Quest’ul­timo evento Sassoli non l’ha vissuto per la sua morte precoce nel dicembre del 2021, ma, come vedremo, l’ha in certo qual modo previsto e paventato.

Il volume costituisce quindi un contributo notevole alla miglior conoscenza delle istituzioni europee, in particolare del Parlamento, e della personalità stessa di Sassoli, pur non essendo un libro “su” Sassoli, ma “di” Sassoli. La sua figura richiederà e meriterà senz’altro altri interventi di analisi e di studio, ma questo volume costituisce sicuramente un primo contributo valido ed utile.

I vari interventi qui raccolti sono stati pronunziati in occasioni non solo pubbliche, ma ufficiali, e spesso anche rigidamente formali e protocollari. Nonostante questo limite oggettivo, Sassoli riesce sempre ad andare al di là della circostanza occasionale per coglie­re l’essenza dell’evento che si celebra e approfittare dello stesso per rileggerlo in una dimensione storico-politica e proiettarlo in una prospettiva di sviluppo, di liberà e di progresso. E ciò si spiega, come autorevolmente e giustamente sottolinea nella sua prefazione il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con la grande passione politica e la radicata cultura democratica che l’animavano, per cui i suoi discorsi – afferma Mattarella – “dimostrano come la formazione cattolica gli abbia consentito di rielaborare gli ideali dei padri e dei maestri”, affrontando “le novità senza pregiudizio”.

Il presidente Mattarella si riferisce senz’altro ai grandi maestri e fon­datori dell’unità europea: De Gasperi, Schuman, Adenauer, Monnet, Spinelli, Spaak, ma anche Helmut Kohl, l’ultimo dei grandi statisti europei e padre dell’unificazione tedesca. Si tratta di un gruppo di personalità di altissimo livello a cui va riconosciuto un ruolo preminente nella genesi del progetto dell’unificazione europea che ha portato all’attuale Unione, lasciandoci un’eredità di valori che è stata purtroppo in gran parte dissipata.

Ma non si comprende fino in fondo il fiorentino Sassoli se non si ricorda pure quel fervido mondo della Firenze del dopoguerra, vero e proprio laboratorio culturale e religioso di straordinaria vivacità, dominato dalle straordinarie personalità di uomini come Giovanni Papini, Roberto Ridolfi, Piero Bargellini, per ricordarne soltanto alcuni, per finire con Giorgio La Pira. Questo fu il contesto e l’humus politico-culturale nel quale si formò il giovane Sassoli, fiorentino purosangue, che poi maturò a Roma nelle esperienze postconciliari del laicato cattolico, alla scuola di Paolo Giuntella, amico fraterno e fratello maggiore, anch’egli troppo precocemente scomparso.

La dimensione politica di Sassoli si rivelò nel 2009 con l’elezione al Parlamento europeo che trasformò subito questo giovane e popolare volto del giornalismo televisivo in un elemento di spicco della scena europea e lo portò, dieci anni dopo, alla presidenza del Parlamento. Sotto molti aspetti la sua presidenza è stata quella più difficile della quarantennale presidenza di quella istituzione a partire dalla sua creazione elettiva nel 1979. Basti pensare che, ad appena sette mesi dall’elezione, Sassoli si trovò a dover affrontare l’emergenza del Covid. Strenua fu la sua lotta per mantenere aperto il Parlamento, assicurando il regolare funzionamento dell’as­semblea e delle commissioni parlamentari, con l’innovativo ricorso a sedute in videoconferenza e a votazioni in remoto, riuscendo nel suo intento – come egli disse – di tenere aperta la “casa della democrazia europea” nel momento peggiore della pandemia.

Inoltre, la presidenza Sassoli si collocava in un delicatissimo momento di crisi e di transizione. In quegli anni, brevi e drammatici, l’Europa ha vissuto la fine di un’epoca. L’Europa, che dal 1945 ha dovuto nel suo complesso rinunciare, essendosi autodistrutta nelle due guerre mondiali, a esercitare un ruolo politico internazionale, è infatti vissuta, sino alla caduta del Muro di Berlino nel 1989, in una sorta di limbo della storia. Di qui la rinuncia a darsi un’unità politica, e non solo monetaria, e quindi a dotarsi di una propria politica estera e di difesa. E ciò nell’illusione che la particolare condizione dell’ordine mondiale uscito dalla seconda guerra mondiale costituisse una realtà strutturale e permanente.

Si trattava, naturalmente, di un inganno e di un’illusione in cui, più o meno consapevolmente, governi, partiti e classi dirigenti han­­no cullato e mantenuto le opinioni pubbliche europee, e in particolare quelle di Germania e Italia. Ma il tempo delle illusioni, si sa, non può durare in eterno. Il risveglio è stato improvviso, dram­matico e traumatico, a partire dall’implosione della Jugoslavia negli anni Novanta e dall’esplodere di guerre feroci e incontrollate nel cuore stesso dell’Europa, dalla Bosnia al Kossovo, con eccidi indiscriminati di massa e vere e proprie “pulizie etniche”, per giungere, infine, all’invasione russa dell’Ucraina, che è stato un vero e proprio attacco al cuore stesso dell’Europa. Di qui la prospettiva, non tanto remota, che l’Europa diventi nel prossimo futuro un museo o un parco di divertimenti per i nuovi ricchi della globa­liz­zazione mondiale.

Ma la sfida epocale ha provvidenzialmente prodotto una risposta, della quale Sassoli è stato appassionato interprete, rilanciando la necessità di una rifondazione dell’idea d’Europa, ritornando allo spirito dei padri fondatori, attraverso la creazione di una comunità che assuma una vera forma e personalità politica e ideale, superando le grettezze burocratiche e ragionieristiche che l’hanno enor­memente appesantita e rallentata negli ultimi decenni.

In tale direzione si muovono, con coerenza e chiarezza, tutti gli interventi di Sassoli. Nel discorso del 21 aprile 2021 al Consiglio d’Europa, egli ad esempio ricorda come “paradossalmente, la pandemia ci ha anche ricordato fino a che punto siamo interdipendenti gli uni dagli altri”, e che la risposta alla sfida della pandemia ha confermato “che l’Europa si costruisce attraverso le crisi che essa affronta”.

Nell’assegnare il premio Sacharov per la libertà di pensiero all’opposizione democratica in Bielorussia affermava che “la determinazione e il coraggio dei cittadini di quel Paese sono una vera lezione di libertà”. E così pure sollecitava la procedura d’urgenza di protesta contro la detenzione del dissidente russo Aleksej Naval’ny. E allo stesso tempo si dichiarava “estremamente preoccupato dello spiegamento delle truppe russe lungo le frontiere ucraine e nel territorio illegalmente annesso della Crimea”, e ciò un anno prima dell’invasione russa.

In conclusione, Sassoli si è battuto per un’Europa che passasse dall’essere, sostanzialmente una banca e una moneta, a un’Europa contrassegnata da un’unità politica sostanziale, democratica ed effettiva, finalizzata alla libertà, con il proprio centro nell’istituto parlamentare.  Così facendo, si è posto nel solco della migliore e più feconda linea della grande tradizione politica e ideale dell’eu­ropeismo. Perciò onoriamo in lui un grande Italiano e un grande Europeo.

Aggiornamento del 26 maggio 2023, ore 15.46 - Al carcere borbonico il ricordo di David Sassoli - Promosso dall'Associazione “Democrazia Compiuta Irpinia” è in programma lunedì prossimo, 29 maggio, presso la sala blu del carcere borbonico di Avellino, l’incontro in memoria di David Sassoli, il presidente del Parlamento europeo deceduto nel gennaio dello scorso anno.

Il programma dei lavori, che saranno coordinati da Andrea Covotta, giornalista, responsabile della struttura Rai Quirinale, prevede, dopo l’introduzione di Ilaria Di Gaeta coordinatrice di Democrazia Compiuta-Irpinia, la relazione di Francesco Barra, storico, presidente onorario di Democrazia Compiuta-Irpinia.

Sono quindi previsti gli interventi di Rizieri Buonopane, presidente della Provincia di Avellino; Enzo De Luca, presidente Osservatorio regionale Rifiuti Campania; Piero De Luca, deputato del Partito democratico; Claudio Sardo, curatore del volume “David Sassoli - la Saggezza e l’Audacia”. Sarà presente Filippo Sassoli.

Democrazia Compiuta è un'Associazione di cittadini cattolici  irpini che ha l'intento di promuovere un confronto finalizzato a migliorare la qualità della cittadinanza e a riscoprire l'importanza della  virtù civica,  perché ognuno è corresponsabile di ciò che accade intorno ed insieme ad altri può contribuire  a valorizzare i beni preziosi che abbiamo in comune.

 

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