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    24/06/2024

Alle origini dell’ideale della «nazione napoletana» nel libro di Dario Marino

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Da sx, Dario Marino e Ermanno BattistaAIELLO DEL SABATO – Il comitato irpino dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano continua i suoi appuntamenti della seconda edizione della rassegna “I giovedì della storia”. Dopo l’appuntamento iniziale, tenutasi il 5 ottobre a Sant’Angelo dei Lombardi, con la presentazione del volume di Alessandro Bonvini, quest’oggi, il vicedirettore del comitato, Ermanno Battista, ha discusso con Dario Marino, dottore di ricerca presso l’Università di Salerno, dello studio condotto da quest’ultimo sulle petizioni al Parlamento napoletano nell’ottimestre costituzionale del 1820: una ricerca che, basandosi su una mole importante di dati – sono ben 1428 le petizioni analizzate da Marino – permette di fare luce su alcuni aspetti poco conosciuti della storia del Mezzogiorno preunitario: le petizioni, infatti, risultano essere un utile strumento di indagine della politicizzazione della società meridionale.

Dall’analisi delle petizioni risultano alcuni elementi comuni e di particolare interesse per comprendere lo scontro politico in atto nella società meridionale. Uno dei temi ricorrenti è, ad esempio, lo scontro/confronto – tipico della storia italiana pre e postunitaria – tra centro e periferia. Le periferie sono protagoniste attive della vicenda raccontata da Marino e non è un caso che gran parte delle petizioni arrivino da zone periferiche e lontane dalla capitale, come la Calabria Ulteriore. Ma lo scontro tra centro e periferie non si limita ad una maggiore partecipazione delle zone periferiche del Regno delle Due Sicilie alle vicende politiche, ma interessa anche l’amministrazione stessa dello Stato. Infatti in molte petizioni le municipalità lamentano l’ingerenza dello Stato, attraverso le intendenze, che limitano le loro libertà. Così, ad esempio, Luigi Rocco di San Martino Valle Caudina scriveva al Parlamento: «Cessata nel decennio l’influenza di Baroni, e sostituita alla umiliante servitù feudale una amministrazione comunale, il popolo non cambiò sorte. [...] All’influenza di un signore fu sostituita quella di un intendente: il popolo non ebbe la libertà de’ suoi suffragi nella scelta de’ suoi rappresentanti, non nella scelta de’ suoi amministratori, non nell’impiego delle sue rendite. Erasi insomma sostituita all’antica una schiavitù di una nomenclatura più nobile. Ma il popolo non si pasce di teorie, ed i bisogni non soddisfatti creano le rivoluzioni. Che cosa manca dunque al popolo? Giustizia e pane».

Tra i temi che emergono nella scrittura delle petizioni, Marino si sofferma sull’elaborazione dell’ideale della «nazione napoletana», un concetto per certi aspetti diverso tanto dal concetto che noi abbiamo di nazionalità quanto dall’idea di monarchia populista assoluta che si affermò a partire dalla controrivoluzione del 1848 – e sulle quali si basa il moderno revival neoborbonico –: la «nazione napoletana» di cui si parla nelle petizioni è, infatti, quell’ideale di nazione che nasce dalla visione di un passato per certi versi mitico, rielaborato attraverso le letture dei padri nobili del liberalismo napoletano e che rimarrà l’aspirazione dei liberali napoletani almeno fino al fallimento della rivoluzione del 1848.

Le petizioni analizzate da Marino permettono di comprendere, quindi, la nascita e la diffusione, trasversale agli strati sociali e alle identità di genere dei mittenti – alcune delle petizioni, infatti, risultano essere scritte anche da donne – di un’ideale moderno +di cittadinanza e dimostrano, ancora una volta, la centralità che riveste la società meridionale nel processo di costruzione dello Stato italiano.

L’evento odierno, patrocinato dal Comune di Aiello del Sabato, è stato trasmesso in diretta anche sulla pagina Facebook del comitato irpino ed ha visto la partecipazione anche del professor Mariano Nigro, direttore del comitato, che ha ricordato i prossimi eventi in programma: il nuovo appuntamento per la rassegna de “I giovedì della storia” è fissato per giovedì 19 ottobre presso la chiesa del Carmine di Avellino; in quell’occasione, proseguendo nel viaggio della storia del Risorgimento, verrà presentato il volume di Viviana Mellone, Napoli 1848.

Aggiornamento dell'11 ottobre 2023, ore 13.36 - I giovedì della storia, ad Aiello del Sabato la presentazione del libro di Dario Marino - Il comitato di Avellino dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano segnala il nuovo appuntamento della seconda edizione del ciclo "I giovedì della storia", patrocinato dai Comuni di Avellino, Aiello del Sabato e Sant’Angelo dei Lombardi. Dopo il primo appuntamento a Sant’Angelo dei Lombardi con la presentazione del volume curato da Alessandro Bonvini, “Men in arms”, domani 12 ottobre, alle ore 18.00, ad Aiello del Sabato, presso la “Biblioteca comunale” inaugurata lo scorso 1 luglio, il vicedirettore del nostro comitato, Ermanno Battista, presenta la ricerca di Dario Marino sulle petizioni al Parlamento napoletano nel 1820.

Dario Marino, laureatosi in Scienze internazionali presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università degli Studi di Siena con il massimo dei voti con una tesi in Storia militare sulle tecniche di guerriglia e le attività di contro-insurrezione nel brigantaggio post-unitario, nel 2017 ha pubblicato la monografia "L’annessione, violenza politica nell’Italia postunitaria (Gog Edizioni, 2017)", libro finalista del premio Acqui Storia 2018 nella sezione storico-divulgativa.

Dal 2017 è redattore di articoli di divulgazione storica per Bbc History Italia. L'autore si occupa della storia del Regno delle Due Sicilie, del brigantaggio post-unitario, dei processi di politicizzazione e della storia militare, politica e sociale del Mezzogiorno nel XIX secolo.

 

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