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    01/02/2023

L’occhio sulla città/Perfino più di un’autostrada

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Rubriche-LaLettera_autismo.jpgAVELLINO – In tema di incompiute, la stretta attualità ci fa pensare che ancora una volta un luogo più di altri sia meritevole della nostra attenzione: ricordate il centro per l’autismo di Valle? Ebbene siamo entrati nel ventesimo anno dalla posa della prima pietra sul suolo di Contrada Serroni. Avremmo voluto finalmente raccontarvi della totale ultimazione dei lavori, della cessazione del cantiere e della definitiva consegna della struttura alla città. E invece no! Ci troviamo di fronte al solito chiassoso immobilismo, i cancelli sono serrati ed il Centro appare consegnato all’incuria ed alle cattive abitudini dei soliti vandali d’occasione o con pezzi di intonaco che “liberamente” vengono giù  dalle pareti sia interne che esterne.

Appare superfluo ripercorrere per intero le tappe dell’odissea che ha interessato la struttura ma ci pare comunque utile tornare su alcuni punti cardine: stiamo pensando, ad esempio, al concreto e fattivo impegno della Regione Campania e del presidente De Luca con un cospicuo finanziamento dell’opera , all’interessamento alla vicenda persino della Santa Sede o a come il commissario Priolo sia riuscito a sbrogliare una matassa su cui  la politica locale ha continuato e continua ad arrancare.

Ci pare di ricordare, infatti, che proprio al regime commissariale si deve l’attuazione della procedura di esproprio e la conseguente acquisizione a patrimonio comunale dalla struttura. Non va dimenticato, inoltre, che sempre in regime commissariale ci fu una prima convocazione in prefettura di Comune e Asl per risolvere,  si pensava definitivamente, la questione della gestione del centro.

Ebbene, a distanza di cinque anni, qualcosa sembra muoversi: al di là dei soliti rilievi della Asl per rendere maggiormente funzionale la struttura e la rinnovata disponibilità degli stessi vertici di via Degli Imbimbo a farsi carico della gestione del centro, nei giorni scorsi si è tenuto un incontro in prefettura, da remoto, sullo stato di avanzamento dei lavori. La riunione, coordinata dal capo di gabinetto di Palazzo di governo, ha visto la partecipazione dal sindaco Festa e del direttore generale della Asl Maria Morgante. L’incontro è stato utile a definire, da una parte, gli interventi a carico del Comune volti a concludere i lavori e rendere disponibile l’immobile e la struttura in tempi brevi, dall’altra a definire i servizi e le attività che la Asl intende trasferirvi.

In quella sede, inoltre, accanto ad un accorato appello del vescovo Aiello, si è registrata da parte dello stesso la ferma e concreta volontà a seguire da vicino la vicenda.

Grazie all’ampia collaborazione interistituzionale, durante la riunione si è convenuto sulla necessità di promuovere azioni rapide e utili nell’interesse dei giovani pazienti da ospitare e sull’altrettanto necessario carattere di semiresidenzialità che la struttura dovrà rivestire con spazi adeguatamente attrezzati e rispondenti alle specificità ad ai bisogni dei pazienti e delle loro famiglie.

Non va dimenticato, nel merito, che il centro è stato giudicato da esperti che lo hanno visitato “un gioiello in termini di efficienza e garanzia per il dopo di noi”: cioè la certezza di futuro e di autonomia, per quanto possibile, per i giovani pazienti.

L’azienda sanitaria locale si è riservata di specificare in tempi brevissimi i servizi che saranno allocati presso il nuovo centro: neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza prevedendo, quindi, percorsi dedicati ad assistiti con disturbo dello spettro autistico under ed over diciotto ed un’assistenza semiresidenziale con modalità non dissimili da quelle offerte dall’analogo centro di Sant’Angelo dei Lombardi.

L’amministrazione comunale si è impegnata a stilare e presentare a stretto giro una relazione sullo stato di avanzamento dei lavori, un ancora indefinito cronoprogramma sul completamento di tutto quanto di sua competenza e sui tempi di consegna della struttura a cui farà seguito il rilascio di tutte le specifiche certificazioni propedeutiche ad un corretto e regolare avvio delle attività nonché, contestualmente, la richiesta alla Asl del dettaglio di tutte le attività che si intendono svolgere all’interno della struttura.

Sembrerebbe un’importante svolta su una vicenda che va avanti ad “intervalli regolari” davvero da tanto, troppo tempo: peccato che queste stesse rassicurazioni, questi stessi slanci di ottimismo son già  venuti dal nostro primo cittadino nel 2020, adducendo che il centro sarebbe stato consegnato ed inaugurato entro e non oltre la fine dell’anno, poi si passò alle solite reboanti dichiarazioni che ne prevedevano la consegna e l’inaugurazione entro e non oltre l’autunno 2021 ma tant’è. A verifica di quanto appena affermato invitiamo ad ascoltare le numerose dirette Facebook ed interviste del sindaco Festa sull’argomento.

Siamo al 2022 e da fonti di Palazzo di città apprendiamo che il Centro dovrebbe essere consegnato  ed inaugurato entro l’anno in corso. Chissà, staremo a vedere. Si usi questo tempo per offrire la garanzia di riempire di contenuti il ventesimo anno di vita della struttura, avviandone  finalmente l’attività. Potrà essere motivo di vanto per la nostra città e per l’intero territorio provinciale e regionale. Impegniamoci tutti perché il centro non continui ed essere solo una chimera perché, in fondo, sono proprio questi particolari a designare il grado di civiltà, di inclusività, di una città, di una comunità. Più fatti e meno parole!

È semplicemente indecente, infatti, pensare che siamo davanti ad un cantiere che fa  invidia  perfino alla Salerno-Reggio Calabria: ora basta! È giunta l’ora della verità, è finito il tempo dei soliti sterili rimpalli di responsabilità, abbiamo bisogno di risposte chiare, nette e soprattutto definitive: le chiede la città,  le pretendono e le meritano i ragazzi che attendono di poter usufruire del centro e le loro famiglie.

Un segnale verso una positiva soluzione di tutto quanto appena auspicato viene dal concreto attivismo del nostro vescovo, è un segnale e, come tale, va colto con l’attenzione  che tutti i segnali meritano: anche in questo caso staremo a vedere. Ma dal momento che quando c’è di mezzo monsignor Aiello le belle sorprese non mancano, torniamo a chiederci: ma una futura candidatura civica del nostro vescovo non sarebbe proprio possibile? Chissà, mai dire mai.

Noi, dal nostro canto continueremo a seguire gli sviluppi della vicenda, pronti a tornare su queste pagine, questa volta speriamo davvero solo per ringraziare per quanto di buono accadrà. Potrà apparire a volte monotono il ritrovare sollecitazioni verso problematiche già ampiamente trattate ma di certo più monotoni risultano essere quelli che ci costringono a farlo.

 

 

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