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    08/02/2023

L’occhio sulla città/Oliver Kragl, dov’era costui?

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La grinta di Kragl, al centro nella foto (fonte: Us Avellino)AVELLINO – L’occhio di questa settimana guarda al calcio con alcune considerazioni sul momento  dell’Avellino. La nostra vuol essere un’analisi lucida e obiettiva.

Già in un recente sguardo sull’argomento abbiamo rimarcato delle “mancanze” nella costruzione della squadra in fase di calciomercato estivo e di una qualche “superficialità” nel mercato di riparazione di gennaio, ma tant’è. E certo i meno colpevoli per tutto ciò sono sicuramente il direttore De Vito e mister Gautieri arrivati a mettere a disposizione la loro esperienza, ognuno per il proprio ruolo, in un momento tanto delicato.

Le ultime altalenanti prestazioni ci hanno consegnato un Avellino dai due volti: meno brillante soprattutto nei secondi tempi, stanco, abulico, arrogante, a tratti persino supponente e presuntuoso nelle partite casalinghe: l’ultima cocente sconfitta con il Catania ne è stata evidente prova mentre più fluido, leggero, godibile,  insomma anche piacevole  da guardare, nelle gare in trasferta.

A testimonianza di quanto appena affermato e descritto c’è la lunga striscia di imbattibilità dei lupi lontano del Partenio-Lombardi e soprattutto le vittorie esterne, ultima in ordine di tempo quella della scorsa domenica a Picerno. Perché accade tutto questo? Plausibile forse pensare che in trasferta l’Avellino giochi più libero da pressioni e/o da fattori esterni in qualche misura destabilizzanti.

Come è ovvio, domenica doveva essere vittoria e vittoria è stata ma restano i problemi relativi ad una condizione fisico-atletica comunque non ottimale,  agli infortuni, alle squalifiche, ai casi legati alle contingenze di ordine sanitario e agli altri vari nodi da sciogliere, ma tutto questo non può e non deve risultare un alibi per nessuno. Non va dimenticata, inoltre, la conclamata difficoltà della squadra a “chiudere le partite”: forse anche a causa di un reparto avanzato che, eccezion fatta per il nostro capocannoniere Riccardo Maniero comunque alquanto costante nel  proprio rendimento, resta oggettivamente poco prolifico.

E poi c’è Oliver Kragl. Viene da chiedersi: dov’era costui? Un calciatore che non smette di stupire: è arrivato dal mercato degli svincolati nel mese di febbraio per far fronte ad un grave infortunio  nella rosa della prima squadra ma soprattutto, e per questo gli va comunque riconosciuto grande merito, per un’intuizione, una zampata dell’ex responsabile dell’area tecnica Salvatore Di Somma. Il tedesco è un esterno sinistro di centrocampo che con un neologismo potremmo definire  “tuttocampista”: può, all’occorrenza, ricoprire tutti i ruoli, può giocare dietro le punte, può agire da  prima o seconda punta, può fare la mezz’ala e perfino il terzino. È particolarmente abile nel crossare, nel fornire assist ai compagni, nei calci piazzati, ma soprattutto nei tiri da fuori, dalla distanza, grazie ad un sinistro molto potente e preciso, un calciatore di indubbio valore ed esperienza. Non va dimenticato, a proposito, il suo trascorso nella massima serie con il Frosinone e il Crotone,  ed una promozione in serie A per aver vinto il campionato cadetto con il Benevento ci pare di ricordare proprio al tempo in cui Salvatore Di Somma ricopriva il ruolo di direttore generale della squadra giallorossa.

Insomma, un calciatore completo che da subito ha saputo integrarsi nel gruppo biancoverde, non esitando a guadagnarsi i gradi “dell’umile trascinatore”. Un vero leader che, partita dopo partita, conferma il suo stato di grazia, presupposto fondamentale per affrontare al meglio la fine della stagione regolare e far ritrovare alla squadra quell’orgoglio e quella continuità di rendimento forse un po’ smarriti ma indispensabili per dedicarsi poi alla lotteria dei playoff: un cammino ancora irto e difficile a cominciare dall’impegno casalingo nel derby contro la Turris di lunedì sera.

Kragl, l’uomo giusto al momento giusto? Assolutamente sì! E...chissà se fosse arrivato a inizio stagione, forse oggi staremmo per festeggiare altri obiettivi. Non è questo il tempo dei rimpianti né dei dubbi o  perplessità, guardiamo avanti con ottimismo.

La delusione per i risultati sportivi ci sta, come pure ci sta la legittima quanto doverosa pretesa da parte della tifoseria ad un maggiore impegno dei calciatori, ma non può e non deve esserci più spazio per la solita sterile polemica strumentale. Squadra, stampa, tifosi e persino, diremmo, la politica locale e la massima autorità cittadina conservino compattezza ed ognuno, nel rispetto dei ruoli, contribuisca alla necessaria unità propedeutica a quelle vittorie fondamentali al raggiungimento dell’obiettivo stagionale: la promozione in serie B.

Auspicando la concreta volontà da parte della società  a voler considerare Oliver Kragl un elemento imprescindibile e dunque un punto fermo anche per l’Avellino del futuro, auguriamo buon lavoro e… ovviamente sempre viva il lupo.

 

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