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    08/02/2023

L’occhio sulla città/È tempo di un grazie?

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Rubriche-LaLettera_duomo.jpgAVELLINO – In più di un’occasione abbiamo rimarcato il rammarico, la tristezza ed il disappunto di fronte all’insipienza di chi è chiamato a prendere decisioni per la città. Percezioni che, per la verità, restano inalterate. Oggi, però, qualcosa sembra muoversi rispetto ad un tema che continuiamo a ritenere dirimente ad un reale e concreto sviluppo urbanistico del capoluogo e che ormai tanto questa rubrica quanto questa testata hanno eletto a propria battaglia di civiltà: garantire piena accessibilità a tutti gli edifici aperti al pubblico ed a tutte le chiese cittadine, partendo proprio dalla nostra Cattedrale.

Ebbene, a quanto si apprende sarebbe in fase di completamento ed in attesa degli ultimi propedeutici pareri, un progetto di restyling del Duomo.

Dopo il restauro della facciata lapidea in stile neoclassico avvenuto la scorsa Pasqua per volontà della Curia, in particolare del vescovo monsignor Arturo Aiello, ora la sfida si sposta sul sagrato che sarà oggetto di minuzioso restauro e pulizia. Non mancheranno neppure delicati interventi sui tre portoni bronzei d’accesso alle tre navate e lavori di nuova coibentazione dell’edificio ed agli infissi.

Un altro  step del progetto si concentrerà sull’eliminazione delle cancellate, in maniera da ricreare un unicum prospettico tra i gradini in pietra e i basoli di Piazza Duomo. Ma la vera svolta sarà rappresentata dalla realizzazione a regola d’arte di una rampa d’accesso alternativo aperta alla fruizione di persone con  limitata o ridotta capacità di deambulazione. La rampa, perfettamente integrata con l’ambiente circostante, sarà realizzata sul lato destro.

Progetto complesso ed ambizioso, questo, che restituirà la dovuta centralità alla Cattedrale,  rendendola “finalmente luogo consacrato all’accessibilità ed all’inclusione universale”.

Nei piani della Diocesi, senza intoppi imprevisti, il tutto dovrebbe concludersi entro l’ultima  settimana di luglio o al massimo la prima di agosto, così da liberare senza affanni la piazza dal cantiere in tempo per il 15 agosto, festa dell’Assunta, solennità particolarmente sentita dagli avellinesi. Per l’occasione, inoltre, si procederà al varo del novo sistema di illuminazione della facciata  nonché la collocazione di nuovi corpi illuminanti e particolari faretti a led in diversi punti del sagrato e della piazza a valorizzare la visione d’insieme.

Vista anche la riconosciuta sensibilità del vescovo alle tematiche ambientali ed alla tutela del verde pubblico fa piacere sottolineare come la Diocesi curerà e attrezzerà gli spazi verdi della zona e la piazzetta retrostante la Cattedrale, intitolata al ricordo delle vittime del terribile sisma del ventitré novembre 1980.

È importante segnalare ancora che l’intero progetto è affidato ad architetti, ingegneri e giardinieri di fiducia del vescovo e dunque direttamente nominati dalla Curia. Insomma in circa dodici mesi si vedrà  finalmente concluso quello che per tanti anni è stato ed è rimasto solo un impegno sulla parola. Un raro esempio di fattiva concretezza d’azione a dimostrazione di quanto possibile sia la soluzione quando sono la perizia, la competenza e la volontà a ricercarla. Insomma, dove non c’è il Comune, impegnato a nascondere risultati amministrativi oggettivamente tanto deludenti quanto scarsi, c’è il nostro vescovo. Allora viene di nuovo da chiedersi: un’eventuale futura candidatura civica del vescovo sarebbe proprio impossibile? Mai dire mai. Staremo a vedere.

Con la certezza che il punto interrogativo al nostro sguardo possa presto trasformarsi in un punto esclamativo, auguriamo buon lavoro.

 

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