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    30/11/2022

L’occhio sulla città/Avellino, un pensiero al futuro ritrovando il passato

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Massimo RastelliAVELLINO – L’occhio sulla città di questa settimana guarda al calcio con alcune considerazioni sulla prima parte di campionato e sul momento dell’Avellino. La nostra vuol provare ad essere un’analisi lucida ed obbiettiva ma, credeteci, è davvero difficile, è difficile scrivere questo pezzo, è difficile guardare “una classifica al contrario”, con una squadra che avrebbe dovuto occupare posizioni di vertice e che, invece, si trova a dover lottare per la salvezza, è difficile non rischiare di essere ripetitivi. Ma tant’è.

L’Avellino torna ad iscriversi a soggetto di quella legge non scritta per la quale “quando non vinci a pagare è sempre l’allenatore”. Siamo di fronte ad un groppo all’apice di una crisi che sembra ormai irreversibile, con il magro bottino di soli otto punti in nove partite. Ora, se il pareggio patito lo scorso sabato contro l’Audace Cerignola, peraltro subito in superiorità numerica, ci aveva gettato nello sconcerto per un Avellino senza carattere né capacità di reazione, insomma senz’anima, la partita persa lo scorso martedì a Viterbo, con in  panchina il mister pro tempore Raffaele Biancolino, ci ha mostrato un Avellino ben messo in campo, con a tratti anche delle buone trame di gioco, sicuramente sfortunato ma “convalescente, depresso ed anche un po’ represso”, incapace cioè di mostrare il suo vero potenziale.

È vero, la delusione ha lasciato spazio alla voglia di pronto riscatto,  già dopo  la gara con l’Audace Cerignola, nell’unica maniera possibile, con l’esonero di mister Taurino: una svolta inevitabile, necessaria e forse tardiva. Dai commenti degli sportivi e dei colleghi giornalisti c’è apprezzamento unanime per quanto accaduto: a mister Taurino si è imputato di aver perso il polso dello spogliatoio e dunque di non essere riuscito a motivare adeguatamente il suo gruppo, non assegnandogli neppure una precisa identità di gioco, nonché “l’integralismo tattico”, la poca capacità ad adattarsi ai giocatori a disposizione, la difficoltà nel “leggere le partite” e la conseguente confusione al momento delle sostituzioni. Senza dimenticare lo scarso feeling con la piazza.

L’ultima gara interna di campionato dell’Avellino, inoltre, ci ha offerto un altro dato incontrovertibile: la squadra, una volta in vantaggio, non è apparsa in grado di “chiudere la partita”. Una qualche responsabilità del momento negativo della squadra è assegnata anche al direttore sportivo Enzo De Vito,  reo di  “mancanze e superficialità in sede di calciomercato estivo”. Si individuano, infatti limiti strutturali nella rosa attuale.

Noi, a rischio di apparire impopolari, riteniamo invece di poter affermare, seguendo da vicino le partite interne dell’Avellino, che anche quest’anno si è comunque riusciti ad allestire una buona squadra con un giusto mix tra calciatori d’esperienza e giovani atleti di livello e dal gran potenziale in prospettiva. Preferiamo non addentrarci in giudizio su mister Biancolino che, come detto,  è comunque riuscito a mostrare spiragli di bel gioco e che merita apprezzamento per aver accettato questa sfida importante. A lui gli auguri più sinceri per l’inizio di una brillante carriera .

Ciò che è accaduto deve servirci da sprone perché  nel calcio come nello sport non ci si deve mai accontentare, come sottolineato in più di un nostro sguardo sull’argomento: il partecipare lasciamolo allo “sportivo” Pierre de Coubertin.

Per le ragioni appena espresse, avevamo  auspicato che la società assumesse decisioni meditate e capaci di riparare agli errori del passato anche recente. Il lungo arco temporale tra l’esonero di mister Taurino avvenuto lo scorso lunedì e l’ufficialità di mister Rastelli, avvenuta ieri, sembra andare proprio in questa direzione: Rastelli, una scelta naturale, l’unica  possibile per risollevare e ricompattare il gruppo biancoverde. Un  allenatore pragmatico, che conosce la piazza avellinese per averla vissuta sia da calciatore che da allenatore. Esperienza, quella da allenatore, culminata, all’esordio, con una promozione in  B.  Un uomo capace di non piegarsi alle pressioni esterne, anzi bravissimo ad esserne  filtro  con lo spogliatoio.

Starà ora al suo carisma, alla sua esperienza ed alla sua concretezza saper girare le chiavi giuste per permettere alla squadra di  giocare com’è in grado di fare. La società ha battuto un colpo, la tanto invocata scossa c’è stata, ora tocca a noi. Compattezza dunque, stampa e tifosi, nel rispetto dei ruoli, ognuno contribuisca a tentare di ritrovare quell’unità necessaria al raggiungimento dell’obiettivo stagionale…La salvezza o forse chissà…In fondo sognare non costa nulla. Viva il lupo sempre e buon lavoro mister Rastelli.

Cosa dire di più “Quod hodie non est, cras erit. (quello che non è oggi sarà domani). Un ritorno al passato che può diventare un ritorno al futuro…

 

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