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    30/11/2022

L’occhio sulla città/Cinema, che passione!

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Cultura6_elis.jpgAVELLINO – Questa settimana torniamo a guardare al tema della cultura nel capoluogo perché sembrano arrivare buone notizie nel merito. Nei giorni scorsi infatti si sono riaperte dopo anni di degrado, incuria ed abbandono le porte di quello che possiamo ormai chiamare il nuovo Eliseo.

L’occasione è stata offerta dalla prima edizione del Premio Ettore Scola, voluta fortemente dall’amministrazione Festa e che ha visto alternarsi sul red carpet grandi nomi del nostro cinema: da Giovanna Ralli a Edoardo Leo, da Margherita Buy ad Antonio Albanese e tanti altri, tra cui il regista Paolo Virzì, i familiari di Ettore Scola, originario, com’è noto, di Trevico, e Walter Veltroni. È giusto ricordare come la direzione artistica della kermesse è stata affidata a Giovanni Veronesi.

Chi scrive ha avuto opportunità di visitare le sale interne del  “nuovo Eliseo” e se da un lato può esprimere piena soddisfazione per una struttura che risponde a tutti i criteri di accessibilità ed accoglienza, dall’altro non può fare a meno di notare come il colpo d’occhio esterno sia quello di sempre: la struttura progettata dall’architetto Del Debbio continua ad essere involontario scenario dello scaricarsi della più becere frustrazioni dei soliti writers o teppistelli d’occasione che nei loro raid notturni non trovano altro interesse che lordare le sue mura e la pavimentazione, sperando che sia stata l’ignoranza, che pure ha margini per migliorarsi, e non la stupidità, che purtroppo non ha futuro, ad aver impegnato il loro tempo prezioso.

Insomma la futura “casa del cinema” rischia di continuare ed essere “teatro degli orrori amministrativi”: sottilissimo, infatti, il confine tra l’irresponsabilità dei giovani vandali appena menzionati e le responsabilità di un’amministrazione che, al di là delle solite trionfalistiche quanto reboanti dichiarazioni, non ha fatto seguire fatti perché, in fondo, “una rondine non fa primavera”.

Dopo la festa, bisognerà seriamente e concretamente riempire la struttura di contenuti. Fonti di Palazzo di Città fanno sapere nel merito che a breve l’Eliseo sarà la sede della “Fondazione per la  Cultura”, l’organismo che dovrà assumere l’onere e l’onore della gestione dell’Eliseo e delle altre strutture  a vocazione culturali della città. Inoltre sarà la sede del “Laceno d’Oro”, il festival internazionale del cinema che, da consolidata tradizione, ravviva le serate degli avellinesi e non solo, sarà la sede della biblioteca donata da Camillo Marino e sarà la “casa di tutte le associazioni del capoluogo”.

Insomma, “un luogo fruibile, dinamico ed aperto  tutto l’anno”. È quanto dichiarato dal sindaco Festa la sera dell’inaugurazione. Staremo a vedere

Accanto a tutto questo non va dimenticata la particolare attenzione da riservare alla vergogna delle mura esterne imbrattate che qualifica gli autori senza appello e che merita soluzioni finalmente definitive.

Ci viene da pensare addirittura ad una valida recinzione perimetrale tale da rendere il piazzale ad esclusivo servizio della struttura, integrata semmai da un servizio di vigilanza o guardiania, unita ad un rinnovato e funzionale sistema di videosorveglianza, chissà…

Augurandoci  di veder preservata innanzitutto e prima di tutto la storica vocazione a sala cinematografica, non  facciamo venir meno la non celata speranza che presto possano giungere rassicuranti risposte dai nostri amministratori sul complesso di quanto affermato e descritto: perché “cinema che passione” non continui ed essere solo il titolo di un famoso documentario del 1935 ma possa presto tornare a diventare il piacevole refrain ascoltato da cinefili di ogni età del capoluogo e non solo.

 

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