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    30/11/2022

L’occhio sulla città/Dove eravamo rimasti?

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Il progetto della nuova DoganaAVELLINO – A  sentire le dichiarazioni di Palazzo di Città: “è tempo di rilancio per il capoluogo”. In quest’ottica, da qualche giorno, si lavora all’ampliamento del perimetro del centro storico cittadino con la riqualificazione del manto stradale. Si parte da via Francesco Saverio, all’incrocio con via Duomo, poco oltre  la Dogana. Il progetto prevede la posa in opera della tradizionale pavimentazione ottocentesca con basoli a ricreare una continuità con Piazza Duomo  fino alla chiesa di “Santa Rita” dove si immagina di  riportare nei pressi anche una pavimentazione con sanpietrini.

Dopo circa ventuno anni, dunque, starebbe per compiersi  il disegno di città dell’architetto Augusto Cagnardi, ma soprattutto del sindaco Antonio Di Nunno che, tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del nuovo  millennio, realizzò i sottoservizi della “Collina della Terra” e dell’intero perimetro oggi oggetto dei lavori.

Nelle intenzioni dell’amministrazione comunale c’è il mantenimento dell’isola pedonale nella zona,  in occasione,  ad esempio, di festività, fine settimana ed eventi, con la volontà di preservare l’integrità di monumenti e chiese finora  esposti ad intemperie e flusso veicolare. Insomma, un progetto ambizioso che prevede diversi step: non a caso, infatti, un altro cantiere sarà aperto a Corso Umberto I. Ma  l’anima del restyling del centro storico sarà senza dubbio la “nuova Dogana” per cui sembrano esserci buone notizie: il bene è sottoposto ad un’attenta e minuziosa opera di recupero. La facciata, come già assicurato in più di un’occasione anche dagli architetti e dai progettisti, sarà restaurata “filologicamente con un’attenta conservazione morfologica complessiva  e saranno senza dubbio conservate tutte le permanenze storiche . Il perimetro è affidato alla storia, mentre lo spazio sarà aperto, flessibile ed al servizio della città”.

Se il progetto prevede un piano terra molto ampio e disponibile a tutt’altezza nella parte centrale, definita anche come “il teatro della Dogana “, il secondo piano è immaginato come “un museo sospeso, fruibile dal visitatore attraverso un particolare percorso in verticale” che conduce alla vera sorpresa: la copertura calpestabile,  “una terrazza sulla città”.

Il punto dolente restano le soluzioni per riempire fattivamente e concretamente la Dogana: nemmeno il Consiglio comunale monotematico svoltasi lo scorso lunedì su spinta delle opposizioni ed in particolare del consigliere Luca Cipriano è riuscito a far chiarezza nel merito.

Permane, infatti, la vaghezza di un  “Polo Giovani, un centro polifunzionale con sala congressi, sala mostra e sala proiezioni, nulla più di impegni solo sulla parola.

La notizia è invece che, dopo l’Eliseo, il Teatro Gesualdo, Villa Amendola , la Casina del principe ed il castello longobardo con la piazza, anche la Dogana farà parte della “Fondazione per la Cultura”.

Se non ci saranno intoppi di sorta la “Nuova Dogana “ sarà consegnata alla città entro il 2023. Mentre per la conclusione del progetto di restyling del centro storico e di Corso Umberto I parrebbe che da cronoprogramma stilato da Palazzo di Città occorrerà aspettare altri due anni.

Importante sottolineare come sia anche previsto un interessante intervento di “riassetto” di Piazza Castello che, a quanto si apprende, sarà completato in due anni.

Spostandoci verso Corso Vittorio Emanuele, apprendiamo che sembrano esserci novità anche rispetto alla positiva risoluzione della vicenda di Palazzo Travisani e che, anche in questo caso, il 2023 è indicato come l’anno della svolta. Staremo a vedere.

Ben venga questa propensione all’attivismo, ma, sindaco Festa, la nostra è una città fragile che ha solo bisogno di essere valorizzata ed amata attraverso scelte semplici e, ci auguriamo, il più ampiamente condivise: rifletta e non la deluda. Buon lavoro.

 

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