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    22/02/2024

L’occhio sulla città/Tra venti di rinascita e impegni rispettati

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b_300_220_15593462_0___images_stories_ex_gileliseo.jpgAVELLINO – Lo scorso sabato lo abbiamo solo lambito, questa settimana invece, concentriamo la nostra attenzione sull’ex Eliseo perché su di esso sembrano finalmente spirare venti di rinascita: il complesso di via Roma , infatti, si appresta ad accogliere il cinema d’autore.

A quanto si apprende, la storica struttura, grazie ad un’intesa raggiunta nei giorni scorsi tra il Comune di Avellino e la Cineteca di Bologna, potrà avvalersi di “numerosi titoli presenti nel catalogo” della fondazione bolognese. La Cineteca di Bologna, non ha certo bisogno di presentazioni: rientra, infatti, tra le principali istituzioni in ambito cinematografico a livello europeo, con un ruolo di primo piano nell’azione di conservazione e restauro del patrimonio filmico anche internazionale.

Nello specifico si intraprenderà con l’ente di Piazza del Popolo un concreto percorso di collaborazione volto alla promozione ad alla valorizzazione dell’arte cinematografica . I dettagli del progetto e della programmazione saranno a breve definiti ed illustrati dall’amministrazione comunale, d’intesa con gli attori e le associazioni di settore della nostra città.

L’obiettivo precipuo sarà offrire qualità con appuntamenti di grande richiamo, saranno previste rassegne  e focus con al centro i grandi  maestri della settima arte: da Pierpaolo Pasolini a Charlie Chaplin, da Ettore Scola a David Lynch, da Federico Fellini a Jean Vigo, dell’espressionismo tedesco alla Nouvelle vague francese. Grande attenzione, inoltre, sarà dedicata ai “film per l’infanzia”  con incontri con le scolaresche della città e della provincia.

“Abbiamo  lavorato per diverse settimane, a testa bassa, per questa ambiziosa collaborazione. Si tratta di un’intesa che ci consentirà di centrare l’obiettivo storico di riportare il cinema d’autore all’ex Gil. Da questo punto di vista, il catalogo della Cineteca di Bologna rappresenta una straordinaria risorsa, dalla quale potremo attingere opere di assoluto valore artistico e culturale per la nostra amata città e per l’intera provincia”. È quanto dichiarato nel merito dal sindaco Gianluca Festa.

Ben venga tutto questo, ricordando che proprio il sindaco Festa ha voluto mantenere per sé la delega alla Cultura. In fondo non potevamo continuare ad essere spettatori passivi di un capoluogo che, come rimarcato in più di un’occasione, non ultima proprio la  scorsa settimana, offre sempre meno opportunità d’attrazione e di coinvolgimento e che nonostante gli sforzi comunque “fa poca cultura”.

Avellino, infatti, ad oggi, a ben guardare, manca addirittura di un cinema, se si eccettuano le sale del cine-teatro Partenio di via Verdi che, pur avendo proceduto da poco a lavori di ristrutturazione interna, da nostre informazioni, sembrerebbe continuare a non garantire adeguata accoglienza alle persone con limitata o ridotta capacità di deambulazione. Fidandoci delle nostre fonti torniamo a chiederci: come può  una città che vuole definirsi civile ridurre l’opportunità di scelte ad una sola sala cinematografica quando in un non lontano passato ne aveva addirittura quattro? Possibile che per godere di una tranquilla serata tra amici al cinema non ci sia altro modo che  spostarsi nella vicina Mercogliano?

Occorre, pertanto, che si creino tutte le condizioni per una concreta e reale mobilitazione di nuove energie colturali e non solo. Come riuscirci? Attraverso un meticoloso lavoro di sensibilità e di sinergia tra i cittadini e gli amministratori locali: i cittadini si impegnino a ritrovare il rispetto per ciò che abbiamo e che dovremmo sempre sentire innanzitutto come nostro, gli amministratori locali, dal loro canto, provvedano con rapidità a restituire al loro antico splendore tutte quelle strutture che possono consentire alla nostra città di ritrovare e/o recuperare una propria identità.

Garantire certezza di futuro all’ex Eliseo e a tutti gli altri luoghi di cultura, aggregazione e ritrovo, potrà essere un buon inizio per riannodare i fili di quella “narrazione emotiva “ verso quel disegno di rivoluzione colturale aperta al futuro per la nostra città, purtroppo ad oggi soltanto immaginata dalla lungimiranza amministrativa di un nostalgico pur non lontano passato.

Accanto a questo vogliamo accennarvi ad “un impegno rispettato”: la Regione Campania, infatti, ha iniziato i lavori di riqualificazione dell’area “ex  base Nato di Bagnoli di Napoli”. Il progetto per il quale assicuriamo un prossimo approfondimento, rientra nei punti programmatici della giunta De Luca e prevede la nascita del “primo Polo dell’audiovisivo del Mezzogiorno”. Fine lavori prevista entro la fine dell’anno in corso.

Sotterrare la strumentale e pretestuosa ascia di guerra e avviare un dialogo fruttuoso tra istituzioni potrà essere un buon inizio per vincere importanti sfide di rilancio per la città a partire, forse chissà, proprio da una sinergia tra “il nuovo Eliseo, la Cineteca di Bologna e il nascente “Polo dell’audiovisivo del Mezzogiorno”.Staremo a vedere.

Intanto, augurando buon lavoro, non possiamo che auspicare più unità e condivisione anche e soprattutto nell’interesse della nostra amata Avellino, ricordando come la rinascita della sala cinematografica dell’ex Eliseo si deve anche agli sforzi e ad un cospicuo impegno della Regione Campania a guida De Luca.

*  *  *

A  margine un personale e commosso ricordo di Armando Montefusco scomparso lo scorso giovedì: Armando, chimico per professione, storico per passione, da anni punto di riferimento per i suoi contributi alla scoperta della storia dell’Irpinia, esperto soprattutto nella ricostruzione dei grandi casati: Caracciolo, Carafa, Gesualdo, solo per citarne alcuni.

Passeggiando insieme lungo Corso Vittorio Emanuele abbiamo conversato dei più svariati argomenti: dalla città, con tutte le sue potenzialità e, dunque, della ricerca del miglior modo per sfruttarle al meglio, alla politica locale senza mai trascurare quella nazionale, passando, com’è ovvio per il futuro… per tornare alla storia. Eh sì, con Armando si finiva sempre lì.

Sempre presente alla presentazione di un suo nuovo lavoro, ogni volta un’emozione sempre nuova, sembrava di entrare in un’enciclopedia. Addio Armando, ci mancherai tanto.

 

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