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    29/02/2024

L’occhio sulla città/Chiusa per mancanza di passeggeri

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La metropolitana leggeraAVELLINO – È ormai partita  la metropolitana leggera di Avellino. Tutto questo non solo per la ferma volontà del sindaco Festa, che anzi ha chiesto l’appoggio e la disponibilità dei sindaci di Atripalda e Mercogliano ad ampliare il percorso anche nelle loro città, ma anche e forse soprattutto per motivi di opportunità: la mancata ultimazione con la messa in esercizio e dunque l’entrata a regime nei tempi dati, infatti, avrebbe comportato il venir meno dei fondi erogati dal ministero dei Trasporti, dalla Regione Campania, e dalle istituzioni europee per il finanziamento del progetto, nonché della restituzione da parte di Palazzo di Città dell’intero importo già investito nell’opera.

In più di un’occasione abbiamo espresso tutte le nostre perplessità  sulla reale efficacia di una tale scelta, perplessità che per  la verità permangono immutate. Anzi, più passa il  tempo e più si fa strada l’opinione diffusa che “i contro” alla metropolitana leggera superino comunque di gran lunga “i pro”. È noto, infatti, come per lasciar spazio alle corsie preferenziali, che già comportano un inevitabile restringimento della carreggiata, si sia dovuto procedere all’eliminazione di gran parte delle aree di sosta con strisce blu per le auto, senza aver però preventivamente immaginato un organico piano parcheggi, propedeutico ed essenziale ad un corretto avvio del progetto.

È giusto tener conto, nel merito, anche delle sacrosante rimostranze dei commercianti delle zone appena citate che traggono vantaggio proprio dalla sosta breve delle auto. Nonché di quella parte di cittadini che necessita di inevitabili spostamenti con auto privata.

Ad aumentare “i contro” due osservazioni incontrovertibili: le vetture sembrano essere eccessivamente grandi, targate dal lontano 2006 e, comunque, la vettura effettivamente funzionante parrebbe essere soltanto una. Come se non bastasse, la metropolitana leggera di Avellino potrebbe “chiudere per mancanza di passeggeri”: la Regione Campania, infatti, visto l’esiguo numero di utenti ad oggi riscontrato,  potrebbe bloccare l’ultima  tranche del finanziamento  all’opera,  qualora i suoi tecnici ed i suoi consulenti dovessero acclarare l’effettivo e conclamato spreco di denaro pubblico.

Nonostante tutto, l’amministrazione Festa si dichiara ottimista rispetto alla riuscita di “questa rivoluzione sostenibile”: a breve, infatti, sarà promossa ed avviata una capillare campagna informativa che prevede incentivi all’uso dei nuovi mezzi attraverso, ad esempio, biglietti a prezzi calmierati e promozioni riservate a studenti e ad altre particolari categorie di cittadini. Staremo a vedere.

Come si ricorderà, la metropolitana leggera, è stata oggetto di più di un nostro sguardo ed oggi come in ogni altra occasione d’analisi ci chiediamo: non sarebbe stato meglio dirottare questi fondi  all’acquisto di autobus e pullman elettrici e dunque a basso impatto ambientale, sfruttando magari l’opportunità offerta dalle competenze e dalle maestranze di “Industria italiana autobus” di Flumeri?

A noi Avellino appare sempre più  involontaria protagonista di un particolare gioco dell’oca: mentre l’Italia in tema di trasporto pubblico guarda avanti dotandosi di una tecnologia moderna, innovativa ed al passo coi tempi, il capoluogo compie due passi indietro dotandosi di una tecnologia tanto obsoleta da essere in voga già negli anni Sessanta. Ora però bisogna evitare la beffa ed uscire dal’impasse con il minor danno possibile: perché, come dicevano gli antichi, errare è umano ma perseverare è diabolico. Con l’auspicio che possa essere davvero questa la scelta migliore nell’esclusivo interesse della nostra città, auguriamo buon lavoro.

Un’ultima considerazione sentiamo comunque di farla: se il giudizio dominante è accertato essere sfavorevole perché obsoleta, impattante sullo stile di vita del capoluogo, sconvolgente sulla nostra quotidianità per il nuovo assetto stradale - il nostro sindaco nel merito ha pubblicamente ricordato che si tratta di un’opera conclusa dalla sua amministrazione solo per evitare il rischio di importanti sanzioni ed esborsi insostenibili per la nostra città e dunque di un progetto che non può fallire - forse si sarebbe potuto profondere ogni sforzo nella ricerca di una soluzione legale alternativa a questo scempio urbanistico: ci sarà ancora tempo?

Forse è chiedere troppo, eppure di legali eccellenti il nostro foro è ben fornito…

In questo quadro permane, inoltre, la percezione diffusa di uno sconvolgente isolamento istituzionale del capoluogo, figlio forse anche di uno squallido provincialismo in cui si consuma astio in un clima di assoluta mancanza di confronto costruttivo in special modo con istituzioni  superiori in grado…e in cui la rappresentanza democratica appare sempre più appaltata alla mediocrità.

 

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