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    25/06/2024

L’occhio sulla città/Avellino, un finale già scritto

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Michele PazienzaAVELLINO – Lo sguardo di questa settimana guarda al calcio. In considerazione delle sole due giornate di campionato disputate e le ottime premesse consegnateci in sede di calciomercato, avremmo voluto e forse dovuto raccontarvi di un inizio di stagione positivo, brillante e con ben altre aspettative, invece no! Siamo  costretti a raccontarvi di un “ finale probabilmente già scritto”.

L’Avellino, infatti, già deve iscriversi a soggetto di quella legge non scritta del calcio per la quale “quando non vinci a pagare è sempre l’allenatore”.

La nostra cercherà, come sempre, di essere un’analisi lucida ed obiettiva ma credeteci è davvero difficile perché parlare di delusione per quanto osservato sia sabato sera in casa con il Latina che lunedì sera in trasferta contro la Juve Stabia potrebbe sembrare un eufemismo.

Se la sconfitta interna con il Latina ci aveva consegnato una squadra ostaggio di una confusa frenesia, che l’ha spesso portata a forzare la giocata e a palesare evidenti difficoltà soprattutto a centrocampo, in quella di lunedì sera contro la Juve Stabia, piuttosto che registrare un’auspicata crescita di prestazione, abbiamo assistito ad un “peggioramento della squadra nel non gioco”.  Son venuti meno quel carattere e quello spirito battagliero che, a detta di mister Rastelli, si osservavano sin dal ritiro precampionato e che, per la verità, hanno da sempre contraddistinto, rappresentandone l’arma in più, i biancoverdi. L’Avellino, insomma, è  apparsa senz’anima.

Eppure, la nostra si era dimostrata una “dirigenza al servizio dell’allenatore” evitando eventuali possibili alibi e allestendo, a nostro avviso, una squadra completa in tutti i reparti costruita  forse, non per dominare il campionato ma di certo strutturata per occupare  posizioni di vertice.

Lungi dall’aspettarsi il “bel calcio”, improbabile ad inizio campionato, ma dopo circa cinquanta giorni di preparazione e centottanta minuti di gioco, sarebbe stato lecito poter osservare maggior concretezza e qualche idea in più, ma tant’è. La delusione ha lasciato spazio alla voglia di pronto riscatto, nell’unica maniera possibile, con l’esonero di mister Rastelli.

Dai commenti degli sportivi e dei colleghi giornalisti c’è apprezzamento quasi unanime per quanto accaduto, apprezzamento al quale sentiamo di unirci: a mister Rastelli si imputa di non esser riuscito a creare un gruppo e forse a fare gruppo con i suoi calciatori, nonché l’emergere via via di uno scarso feeling con la piazza e con la stampa (forse mai veramente sbocciato), culminato talvolta anche, ci sia permesso, in atteggiamenti presuntuosi, arroganti e saccenti alquanto.

È vero, si son giocate soltanto due giornate di campionato ma è pur vero che a queste hanno corrisposto altrettante sconfitte e, dunque, ci saremmo aspettati da parte del mister qualche assunzione di responsabilità in più, senza la continua e non celata tentazione di scaricare il peso della responsabilità delle sconfitte sempre e solo sui suoi calciatori. Negli sport di squadra si ragiona sempre con il noi e spesso è proprio l’allenatore il primo a fare mea culpa. Avremmo persino potuto accettare questa sua esuberanza sempre un po’ sopra le righe se ci avesse convinto con i fatti, ma così non è stato.

Ciò che è accaduto deve comunque servirci da sprone perché nel calcio come nello sport non ci si deve mai accontentare per cui, come sottolineato in più di un nostro sguardo sull’argomento, il partecipare lasciamolo allo “sportivo” Pierre de Coubertin.

La società ha investito regalandoci una squadra di gran livello, poi ha battuto un colpo con l’auspicata inversione di tendenza: si volta pagina, inizia a scriversi un nuovo capitolo della nostra storia, ora toccherà alla fermezza e al pragmatismo di un giovane allenatore di polso, come Michele Pazienza, saper girare le chiavi giuste per permettere ai biancoverdi di giocare come sanno e condurci alla conquista dell’obiettivo stagionale, di cui tutti siamo ben consci ma che scaramanticamente ora preferiamo non palesare e menzionare.

Viva il lupo sempre e buon lavoro mister Pazienza!

 

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