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    15/06/2024

L’occhio sulla città/È tempo di scegliere

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita_torre_orologio.jpgAVELLINO – L’occhio sulla città di questa settimana allunga il suo sguardo all’ormai prossimo appuntamento elettorale amministrativo ed europeo che coinvolge un diritto-dovere e la coscienza civica di ognuno, ad ogni livello. Com’è noto, il prossimo 8 e 9 giugno saremo chiamati, attraverso il voto, a rinnovare il Consiglio comunale del capoluogo ed  il parlamento europeo, scegliendo i nostri rappresentanti.

La  politica non è rissa, non è farsi la guerra, non è denigrazione dell’avversario ma è o dovrebbe essere soprattutto un’idea del collettivo che, implicitamente, diviene  poi un’idea di città, di Paese, di Europa.

Pertanto, non lasciamoci prendere dall’egoismo della tentazione, pur forte in alcuni, dell’astensione ma mai come in questo momento comunque scegliamo di scegliere: solo così, cogliendo l’opportunità del prendere parte con il voto, permetteremo alla politica di sostanziarsi, di contribuire fattivamente alla risoluzione di problemi e soprattutto di non crearne di nuovi. Ecco l’arte del possibile.

Al contrario, proprio perché la democrazia non è mai scontata, far venir meno tale esercizio con una non scelta, sfocerebbe nell’anti politica, per dirla con un termine forse un po’ forte, ma che riteniamo adeguata al contesto, e l’anti politica è sempre un pericolo per la nostra libertà. L’astensionismo non è solo non scegliere, non equivale a restare neutrali ma significa assumersi una grande responsabilità, quella di far scegliere agli altri, quella di dare ad altri il potere di agire senza se non addirittura contro la nostra libertà.

L’astensionismo comporta la perdita della possibilità di dare il proprio contributo alla vita sociale e dunque la rinuncia ad avere capacità e titolo per rendere migliore il nostro stare insieme, il nostro essere comunità tanto locale quanto europea. Decidiamo di decidere e, dunque, decidiamo di voler contare: sarà questa l’unica maniera per poter rivendicare finalmente e a buon diritto, la possibilità di obiezione e di critica costruttiva, insita nel nostro essere cittadini elettori.

Una necessità questa che, ci auguriamo, possa essere avvertita come preminente e predominante  soprattutto dalle nuove generazioni, potenziale futura classe dirigente, e dall’intero Mezzogiorno, area del Paese storicamente e oggettivamente spesso determinante all’esito elettorale.

Per tutto questo, attraverso l’umiltà dell’intelligenza che è propria della coscienza di ognuno, sentiamo di augurare e di augurarci buon voto.

In fondo è proprio con un pacato invito ad un’intima ed attenta meditazione, che si fronteggerà ed eviterà, speriamo, il pericolo del dilagare di mediocrità sociale anche in ambito europeo. Perché, ricordando Platone, che non è nato ieri, “in uno stato, come sono i capi, così sono gli altri cittadini”.

 

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