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    20/07/2024

L’occhio sulla città/Sarebbe un buon inizio

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica-Editoriale_la_statua_di_carlo_ii_dasburgo_e_la_torre_dellorologio.jpgAVELLINO – Il  diritto dei cittadini ad una corretta ed imparziale informazione non è soltanto il principio cardine del codice deontologico della professione giornalistica ma anche, se non soprattutto, la  primaria responsabilità d’impegno per chiunque legittimamente assuma la carica di primo cittadino. Immaginare, perciò, per il capoluogo incontri periodici che prevedano appuntamenti televisivi o punti stampa settimanali, bisettimanali o mensili in cui il sindaco Nargi possa dar conto alla città del suo operato, dei suoi programmi, progetti o di eventuali difficoltà, criticità e sofferenze, assolverebbe ad una generalizzata richiesta di chiarezza e di trasparenza che pur già giunge da una larga parte della cittadinanza. Del resto, quanto appena affermato e descritto è già consuetudine del governatore De Luca sin dal suo mandato di sindaco di Salerno e riscuote a tutt’oggi un alto gradimento.

Accanto a questo, sempre nell’ottica di voler assicurare un’efficace e tempestiva informazione e visto il giusto permanere del divieto d’affissione, si potrebbe riportare alla loro massima efficienza i pannelli a messaggio variabile già presenti in città,  incrementarne l’installazione alla zona Est e Ovest prevedendone la presenza nei quartieri periferici ove se ne ravvisi la necessità e, perché no, incrementarne l’installazione anche in centro. I pannelli, quando efficienti ed efficaci, infatti, oltre a fornire agli automobilisti le prime informazioni per un sicuro e corretto ingresso in città (informazioni meteo, strade interrotte o chiuse per lavori ed eventuali percorsi alternativi), potranno edurci tempestivamente sulle più svariate iniziative, eventi, mostre, spettacoli teatrali, come, ad esempio, la proposta degli spettacoli del teatro Carlo Gesualdo e tanto altro ancora di cui spesso, molto spesso, ci troviamo ad essere informati con irreparabile ritardo, quando molti di questi eventi si sono già celebrati proprio per negligenza nell’informazione.

Due suggerimenti o esempi d’attenzione, questi, per far riflettere sulla necessità di un reale e tangibile rinnovamento: non solo politiche al servizio del cittadino, dunque, ma sinergia di componenti e competenze che assicurino una vera comunicazione di servizio. Sarebbe un buon inizio.

Alla prevedibile obiezione dei fruitori dei social network rispondiamo che, sì, viviamo un tempo in cui la comunicazione ci consegna evoluzioni repentine quanto rapide nel reperimento di notizie o qualunque altro aspetto afferisca alla galassia in oggetto, ma bisogna considerare e valutare con la giusta attenzione la selettività ricettiva di tali reti sociali, finendo per soddisfare appieno le esigenze e le curiosità  ancora solo di una parte  sia pur minoritaria di cittadini interessati.

La comunicazione non è sterile ricerca di notorietà o propaganda fine a se stessa: comunicare è raccontare, ascoltare, accogliere così da garantire sempre maggiore partecipazione. In fondo è proprio comunicando e poi disponendosi serenamente all’ascolto che si potrà offrire immediata risposta ed efficace risoluzione alle istanze ed ai bisogni di una comunità.

Essere primo cittadino, insomma, significherà diventare regista e custode di un bene comune che riguarda tutti, vincitori e sconfitti

Riteniamo, dunque, che una novità d’approccio come quella appena suggerita possa rivelarsi una scelta vincente. Staremo a vedere con la pacatezza ed il buon senso che ci sono propri, e forse un po’ anche tratto identitario tanto di questa rubrica quanto del nostro comunicare e fare giornalismo.

 

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