AVELLINO – Nella ricerca di un “eppur si muove” in città, vogliamo accompagnarvi in cinque tappe d’attivismo e verso una maggiore attenzione.
La prima tappa ci conduce dinanzi al Centro per l’autismo di Valle per cui si apprende della volontà del commissario prefettizio del Comune di Avellino e dei suoi collaboratori di inaugurare e consegnare alla città entro il termine del loro mandato la struttura di Contrada Serroni, ridandole finalmente vita è funzione. Allo scopo, a breve, si procederà ad una serie di interventi propedeutici a far sì che tutto vada nella direzione auspicata. Da noi, la garanzia della giusta attenzione, pronti a registrare quanto di buono accadrà.
Un’analoga volontà nei tempi è emersa da parte del commissario anche rispetto al futuro della casetta di legno di Piazza Kennedy - Parco Di Nunno per la quale sono tante le idee ed i progetti ma nessuno ha forse veramente convinto i vari amministratori eletti che si sono succeduti. Da parte nostra resta vivo il suggerimento, anche alla luce del capillare controllo del territorio partito con l’amministrazione Nargi e che prosegue spedito con il regime commissariale, di immaginare all’interno della casetta un posto permanente di polizia municipale, di polizia di Stato o di carabinieri. Una soluzione in tal senso potrebbe rappresentare un primo reale deterrente al ripetersi di gravi accadimenti di cui le cronache non smettono di raccontare. Invitiamo a riflettere.
La terza tappa ci conduce dinanzi all’ex Isochimica e ci accorgiamo che si è riavviato il cantiere. I lavori di rimozione delle coperture dei capannoni, che resteranno l’unica parte della struttura ad essere accuratamente recuperata e riutilizzata nel futuro centro fieristico, procedono spediti e a pieno regime. Anche l’intervento in corso per l’ex Isochimica, che prevede un impegno di spesa di circa 2,8 milioni di euro, dovrà concludersi entro l’anno ed il Comune dovrà sciogliere due nodi: la piena esecutività per il progetto di riconversione della struttura ed il lungo contenzioso in corso con il Consorzio per i servizi industriali (Asi) con cui sarà necessario raggiungere un accordo transattivo.
Nel frattempo vanno avanti speditamente anche le delicate operazioni di bonifica. Si apprende nel merito che sono stati eliminati i rischi connessi ai depositi di amianto lasciati dalla fabbrica che decoibentava carrozze ferroviarie. Dunque, l’intera area di circa quarantaduemila metri quadri tra Borgo Ferrovia e Pianodardine, che ha ospitato l’attività dell’ex stabilimento industriale, è stata messa in sicurezza. L’amianto interrato, quello stoccato all’interno del perimetro industriale e sotto la superficie della fabbrica, è stato completamente neutralizzato, partendo dall’eliminazione dei cubi che ne contenevano le scorie. Alla luce di quanto appena affermato e descritto, perciò, non resta che attendere.
Lo scorso giovedì è stato inaugurato e finalmente consegnato alla città il Ponte della Ferriera. Terminati i lavori di consolidamento e messa in sicurezza durati circa un anno, il ponte da oggi potrà riprendere la sua importante funzione di collegamento tra la parte sud del capoluogo e il centro urbano.
La quinta tappa ci conduce dinanzi a Palazzo De Peruta: tra le priorità del commissario prefettizio Giuliana Perrotta ci sarebbe anche quella di riportare il Consiglio comunale ed alcuni uffici comunali nella loro sede storica. Il rappresentante di governo avrebbe già dato mandato ai suoi collaboratori ed ai dirigenti del settore patrimonio di valutare situazioni più congeniali alla cittadinanza, anche attraverso un minuzioso approfondimento sui costi. Oggetto delle dislocazione, oltre al Comune che attualmente appare un ibrido, ospitando insieme la sede universitaria e gli uffici comunali, sarà l’ufficio anagrafe e gli uffici del giudice di pace, un lavoro complesso ed articolato, concordato con i riferimenti istituzionali interessati, il nuovo presidente del tribunale di Avellino ed il nuovo rettore dell’Università degli Studi di Salerno.
L’idea sarebbe quella di trasferire a Palazzo De Peruta, oltre al Comune, come detto, gli uffici comunali “di maggiore centralità, interesse e fruizione”, in attesa che il riqualificato Victor Hugo, possa ospitare i restanti. Il polo di Avellino dell’Università degli studi di Salerno dovrebbe restare presso l’attuale sede di Piazza del Popolo ma sarebbe al vaglio anche un trasferimento dello stesso presso i locali del riqualificato ex macello di Borgo Ferrovia dove, peraltro nell’ottica di una rivitalizzazione dell’intera zona,, è prevista anche la realizzazione di residenze per studenti. In questo caso, a Piazza del Popolo andrebbero gli uffici del giudice di pace. L’ufficio anagrafe, dovrebbe trovar spazio presso il comando della polizza municipale all’interno dell’ex convento San Generoso di Via Francesco Tedesco. Ad ogni modo la struttura commissariale è pronta a valutare ogni possibile modifica e/o correttivo al piano ipotizzato.
Da Palazzo di Città, inoltre, si rende noto che anche la riqualificazione del Victor Hugo, dovrebbe essere completata entro l’anno. Insomma il commissario prefettizio appare intenzionato a lasciare il segno in città, spingendosi ben oltre l’ordinaria amministrazione. Non ci resta che attendere.
Infine, una nota a sollecitare una maggiore attenzione: percorrendo Corso Vittorio Emanuele ci accorgiamo che, all’altezza di una nota agenzia immobiliare, continua a far bella mostra di sé una buca, originata dalla mancanza del lastricato che costituisce la pavimentazione. Nel ricordare come la buca sia già stata oggetto di più di un nostro sguardo, sentiamo di dover tornare ad invitare chi di dovere ad una maggiore attenzione verso queste mancanze che sembrano piccole ma influiscono ed incidono tanto sul decoro quanto sulla piena e sicura fruizione dei luoghi che viviamo.
Ancora,, in riferimento ad una piena e sicura fruizione dei luoghi che viviamo, non possiamo esimerci dal segnalare quanto accaduto di recente lungo Corso Vittorio Emanuele: una bambina di quattro anni, lo scorso lunedì sera, durante una passeggiata con i genitori è stata urtata da una bicicletta condotta da un giovane ed ha riportato una ferita alla testa. Prontamente soccorsa sul posto dai sanitari del 118 le condizioni della bambina sono apparse non gravi. Si è comunque reso necessario il trasferimento della piccola presso il Pronto soccorso dell’ospedale Moscati per accertamenti.
A poche ore di distanza, un episodio simile, sempre lungo Corso Vittorio Emanuele, in questo caso all’incrocio con Via Mazas, l’impatto tra un auto e una bicicletta. In entrambi i casi, fortunatamente non si sono avute gravi conseguenze né denuncie ma quanto accaduto riaccende il dibattito e ridestala l’attenzione sul tema della sicurezza nelle aree pedonali, in particolare sulla possibilità di consentire la circolazione in dette aree di bicicletta, e monopattini. Nonostante, infatti Corso Vittorio Emanuele sia pedonalizzato, il passaggio di biciclette e monopattini è frequente, con possibili rischi per l’incolumità dei pedoni.
Dunque l’appello per interventi più efficaci, controlli più stringenti, maggiore presenza delle forze dell’ordine ed iniziative di sensibilizzazione, con l’obiettivo di promuovere una convivenza sicura, armonica e rispettosa di tutti negli spazi urbani condivisi. Il transito di biciclette e monopattini nelle aree pedonali in assenza di corsie dedicate, come nel caso della nostra città, dovrebbe essere vietato: ci pare di ricordare, nel merito di ordinanze comunali emanate ma evidentemente e probabilmente non fatte osservare adeguatamente. Invitiamo, pertanto chi di dovere a porre il giusto rimedio anche a queste mancanze.
Qualche esempio perché, in fondo, è proprio l’attivismo e l’attenzione alle piccole cose che produce grandi risultati, anche in termini di soddisfazione e benessere per i cittadini.
A margine: per qualche giorno l’occhio sulla città volgerà il suo sguardo altrove per tornare rinfrancato e riposato sabato 20 settembre




