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    12/02/2026

L’occhio sulla città/Avellino e le prossime rivoluzioni dell’ordinario

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Rubriche-LaLettera_dante_aligh.jpgAVELLINO – Istruzione: il conferimento o l’acquisizione di dati relativi ad una preparazione tecnica o culturale, mediante un insegnamento per lo più organico; part. la preparazione tecnica e culturale dei giovani  che si compie in modo sistematico nella scuola pubblica, obbligatoria: elementare, media, superiore”.

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Che l’istruzione non paghi è, ahi noi, convinzione di molti. Ed è forse proprio assecondando questa convinzione che, come avemmo ad osservare già qualche tempo fa, il nostro il Paese si trova ad occupare posizioni sempre meno lusinghiere in classifiche che valutano ed attestano  il grado di istruzione. L’acquisizione di istruzione sarà pertanto affidata alla volontà, alla dedizione, alle propensioni intellettuali, tutte doti queste propedeutiche ad un eventuale approfondimento universitario.

Sarà perché probabilmente “l’istruzione non paga in contanti, ma di certo paga nel tempo”. Perciò, il fatto che questa rubrica, con cadenza potremmo dire “regolare”, si trovi a voler o dover posare il suo sguardo sulla rinascita della scuola media Dante Alighieri di Via Piave, non è soltanto  spronare a veder riportato alla vita un luogo simbolo dell’istruzione avellinese o alla riqualificazione di una zona della città ormai da tempo in sofferenza, ma anche e soprattutto la nostra convinzione, la nostra consapevolezza che il nuovo campus scolastico possa essere l’abbrivio a veder certificate prossime nuove competenze e professionalità in tutte le branche della scienza e del lavoro.

Finalmente, dopo anni di difficoltà burocratico-amministrative, sembrano esserci buone notizie nel merito: paiono, infatti, procedere i lavori di  ricostruzione del complesso scolastico di Via Piave, anche grazie ad uno stanziamento di circa 16.5 milioni di euro da parte della Regione Campania. Lavori che potrebbero procedere più rapidamente se non fosse per la sopraggiunta necessità di una nuova bonifica nell’area dei cantieri, con scavi in profondità sotto la superficie perimetrale del campus in costruzione, a verificare e scongiurare la presenza di eventuali nuovi residui bellici risalenti alla seconda guerra mondiale. Le operazioni di bonifica che, si rende noto, avranno tempi relativamente brevi, riguarderanno anche l’area della palestra e del parcheggio.

Come si ricorderà, analoga bonifica fu richiesta ed effettuata circa un anno fa e portò al ritrovamento di un proiettile di artiglieria risalente proprio al secondo conflitto mondiale. Stante la doverosa perizia ed attenzione, dalla “struttura commissariale”  giungono rassicurazioni sui tempi di chiusura del cantiere: “entro la fine del nostro mandato i lavori del campus scolastico di Via Piave saranno a buon punto. La città lo avrà a disposizione entro il 2026” . È quanto dichiarato, nel merito, dalla struttura commissariale ora a Palazzo di Città.

Sulle ceneri del vecchio edificio sorgerà una moderna struttura in calcestruzzo con basamenti in acciaio riflettente, adeguata a tutti i criteri antisismici e totalmente autonoma dal punto di vista energetico, grazie a particolari pannelli fotovoltaici.

Il progetto è concepito per poter offrire una  superficie da oltre quindicimila metri quadri su tre livelli in grado di ospitare scuola dell’infanzia, elementari e medie, una mensa, una palestra ed un moderno e funzionale auditorium aperto anche alla fruizione dell’Intera cittadinanza e, perché no, dell’intera provincia. Insomma, un vero e proprio campus scolastico all’avanguardia. Non mancherà neppure una piazza esterna con grandi spazi verdi attrezzati al  confronto, all’inclusione ed all’integrazione.

È  importante sottolineare  che il progetto è anche frutto di un concorso di idee con protagonisti assoluti gli stessi alunni dell’istituto comprensivo Perna-Alighieri, dal titolo “ la scuola che vorrei”.

Non va dimenticato neppure che la volontà alla nascita del campus scolastico, oltre che dalla Regione Campania che lo ha finanziato quasi interamente, è venuta nel 2017, con  l’amministrazione Foti e con l’allora assessore ai Lavori pubblici Costantino Preziosi, nonché dalla gestione commissariale Priolo, che ha traghettato il progetto verso la definitiva esecutività.

A parziale giustificazione dei ritardi le diverse amministrazioni che si sono succedute si sono appellate, anche a ragione, alle conclamate sofferenze delle casse comunali.

Nell’augurare buon lavoro, un invito, tanto  all’amministrazione comunale, quanto a quella regionale che verranno: mantenere un dialogo fruttuoso tra istituzioni ad ogni livello, potrà rappresentare un buon viatico di slancio per vincere importanti sfide di rilancio per il futuro della città. Insomma, più fatti e meno parole perché, in fondo, Avellino non ha bisogno di straordinarie rivoluzioni ma di “rivoluzioni dell’ordinario”.

 

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