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    25/01/2026

L’occhio sulla città/Un esempio di oculata programmazione

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Rubriche-LaLettera_cani_ascoli.jpgAVELLINO – Come si ricorderà all’inizio del mese il nostro occhio ha rivolto il suo sguardo altrove. Ebbene, gli  è bastato allontanarsi per qualche giorno dalla città, cambiare il suo punto d’osservazione, cambiare paesaggio, cambiare realtà per avere la percezione di essere davvero “in un altro mondo”  e con il nostro sguardo numero 367 proveremo a raccontarvi tutto questo.

Ricordate quei “dettagli” che, osservando e passeggiando per la nostra città, saltano inevitabilmente all’occhio in negativo? Visitando Ascoli Piceno e Norcia,  ci si accorge che quegli stessi “dettagli” in queste zone saltano all’occhio al contrario e l’averlo costatato, credeteci, per noi che per vocazione raccontiamo osservando, è davvero un colpo al cuore: ordine, attenzione ai dettagli, minuziosa manutenzione e cura degli spazi, pulizia costante e sempre garantita, cura del verde, e molto altro ancora, sono una costante che tutti sanno far propria. Insomma ci viene da pensare che ci siamo trovati di fronte ad un perfetto esempio di oculata programmazione, spiccato senso civico e di volontà, in una parola di civiltà.

Un esempio a verificare quanto appena affermato e descritto è Pazza del Popolo, tra le piazze più belle d’Italia con, tra l’altro, lo storico Caffè Meletti.

E proprio  di civiltà è l’attenzione mostrata  alla ricerca del pieno rispetto per le persone con limitata o ridotta capacità di deambulazione che non si limita alla sola libertà di percorrenza di strade, marciapiedi e vicoli, ma anche all’accesso a strutture più impegnative come il Duomo dedicato a Sant’Emidio nella vicina Piazza Arringo, in attesa di veder terminato il libero accesso anche alla suggestiva chiesa monumentale di San Francesco in Piazza del Popolo, al momento priva di un “ingresso alternativo”.

A parziale giustificazione a quanto appena affermato e descritto, c’è da sottolineare che Ascoli è ad oggi ancora un cantiere aperto ma operosa e pronta a rimarginare le ultime ferite del terribile sisma che colpì Marche e Umbria nel 2016, pur mostrandosi allegra e accogliente.

Ci è capitato, poi, di visitare la  vicina Norcia, un gioiellino piccolo e curato in ogni dettaglio. Beh, noi che  raccontiamo osservando, non abbiamo potuto fare a meno di notare, però,  come la basilica di San Benedetto, da poco restituita al culto dopo i lavori per i danni subiti a causa del citato sisma, fosse priva di “accesso alternativo”.

Vogliamo augurarci che sia solo questione di tempo tanto per la basilica di San Benedetto  a Norcia quanto per la chiesa monumentale di San Francesco a Ascoli Piceno  perché  le due opere rientrino nel minuzioso ed accurato lavoro a cui sono ancora ad oggi sottoposte e poter raccontare presto quanto auspicato in una seconda prossima visita.

Una curiosità: Ascoli Piceno è conosciuta anche per “le cento torri” e ancor più per il gran numero di chiese che custodisce, circostanza, questa, giustificata dal fatto che con la cittadina marchigiana si concludeva lo Stato pontificio a cui apparteneva.

Ora, pur nella consapevolezza che tentativi di risoluzione ai tanti problemi che affliggono la nostra città sono stati avviati come l’attenzione alla pulizia e alla cura del verde o come apprendiamo in queste ore, la volontà della “struttura commissariale” di assicurare un futuro all’ex Eliseo, preservandone la vocazione a “luogo di cinema e per il cinema” o i recenti dati sulla qualità della vita che certificano come Avellino guidi la classifica in Campania, sentiamo comunque vivamente di consigliare ai commissari ed ai nostri futuri amministratori una visita di questi luoghi  perché se  l’inerzia in chi è chiamato a porre il giusto rimedio dovesse continuare a corrispondere ad incapacità e/o insipienza allora sarà giusto modo poter dimostrare quanto possibile sia la soluzione quando sono la perizia e la volontà a ricercarla.

Intanto, com’è noto, il nostro occhio ha da sempre mostrato attenzione verso comportamenti  rispettosi della comunità e dei luoghi che abbiamo stigmatizzando il fenomeno “della cacchina dimenticata”, ahi noi ancora tanto presente nella nostra città: ebbene, proprio dal Comune di Ascoli Piceno, può venire un ottimo deterrente in tal senso. Invitiamo a leggere nel merito l’ordinanza comunale che pubblichiamo di fianco per eventuali possibili valutazioni di ricezione. Perché: ”trovare pulito è un piacere ma lasciare pulito è un dovere”.

 

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