AVELLINO – Questo sabato, il nostro occhio, si concede alcune considerazioni sul dopo voto.
La consultazione elettorale che da poco è alle spalle lascia scolpito un dato incontrovertibile: la certificazione dell’esistenza sempre più marcata di un “partito dell’astensione” che costituisce, ad oggi, la maggioranza relativa nel Paese (in Campania ha votato solo il 44,06% degli aventi diritto e ad Avellino solo il 41,27%).
Le ragioni del venir meno del suffragio universale, uno dei caratteri fondamentali della democrazia, le ragioni dell’abbandono dell’arena elettorale riteniamo siano da ricercare, in primo luogo, in una dialettica tutta autoreferenziale all’insegna dell’attacco, della denigrazione dell’avversario, e di una violenza che sfiora, spesso, i limiti dell’incontinenza verbale. Di qui la necessità per la politica di ritrovare una propria utilità, magari tornando a privilegiare i crismi del confronto e non dello scontro, dell’ascolto, del dialogo, della proposta. Insomma, interrogarsi attraverso una profonda introspezione per riconquistare attrattività agli occhi dei cittadini e così tornare davvero a farsi carico delle loro istanze: perché, perseverare nell’essere una democrazia di minoranza è sempre negativo.
Nonostante tutto, dalla Campania e dagli avellinesi è venuta, rafforzata, la volontà di proseguire nel solco della continuità, della trasparenza e della concretezza: le ragioni della netta affermazione di Roberto Fico sono anche, ma non solo, da ricercare nella determinazione intransigente con cui ha voluto rimarcare la volontà alla continuità rispetto a temi centrali quali, ad esempio, la sanità. Nel merito, è giusto sottolineare come, proprio nei giorni delle campagna elettorale, la Campania a guida De Luca, abbia ottenuto la vittoria di un ricorso al Tar di competenza vedendo prevalere le proprie ragioni relative alla regolarità delle procedure inerenti al Piano di rientro. Dal presidente Fico, inoltre, la rivendicazione netta a voler proseguire nel dare sostanza a quel modello Campania la cui efficacia è ormai ampiamente riconosciuta.
A tal proposito altro tema di totale sintonia tra il governatore uscente e l’eletto è l’assoluta contrarietà della Campania “a far passare un’eventuale legge nazionale sull’autonomia differenziata”, a mostrare maggior piglio perfino rispetto al governo nazionale, annunciando barricate in nome di un orgoglio ritrovato: “chi proseguirà il nostro lavoro dovrà mantenere vivo l’orgoglio di essere campani, l’orgoglio di essere meridionali ho il dovere di offrire un mio contributo se richiesto”. È quanto dichiarato dal governatore uscente Vincenzo De Luca, a celebrare l’elezione di Roberto Fico a nuovo presidente Regione della Campania.
Tanto è stato fatto, certo, ma tanto c’è ancora da fare: un esempio, restando al tema della sanità, ci viene da pensare alla realizzazione della casa di comunità”, e dell’ospedale di comunità di Avellino o, in tema di trasporti, all’elettrificazione della tratta ferroviaria Avellino-Salerno Benevento, fulcro del programma del governatore De Luca ed ora grande eredità della nuova amministrazione regionale e che, ne siamo certi, presto vedrà la luce.
Ora il via ad una giunta di alto profilo, con l’argo spazio alla competenza. Perché, in fondo senza la competenza è impossibile governare problemi complessi. Dunque, per aspera ad astra ricordando Seneca: è un augurio che rivolgiamo al governatore Roberto Fico con la speranza che le tante stelle un giorno possano brillare anche per noi, per la nostra città.




