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    21/07/2024

L’Avellino pensa a far festa e il Pisa vince

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La scenografia in curva Sud prima di Avellino-PisaAVELLINO-PISA  2-3

Marcatori: 40’ Tulli, Zigoni 12’ st, 20’ st Perez, 35’ st Favasulli (rigore), 48’ st Castaldo

AVELLINO (4-4-2): Orlandi, Bittante (28’ st Biancolino), Pezzella (35’ Zappacosta), Massimo, Izzo, Zullo, Bariti, Millesi, Castaldo, Catania (2’ st Zigoni), Angiulli. A disposizione: Di Masi, D’Angelo, Fabbro, De Angelis. Allenatore: Rastelli.

PISA(4-4-2): Pugliesi (45’st Adornato), Sbraga, Benedetti, Rozzio (43’ st Suagher), Carini, Favasulli, Lucarelli, Barberis (1’ st Brillanti), Perez, Pedrelli, Tulli. A disposizione: Mattioli, Rizzo, Gatto, Scappini. Allenatore: Pagliari.

Arbitro: Adduci di Paola (Giampietruzzi-Bellagamba).

Ammoniti: Izzo, Orlandi.

Recuperi: 1‘ più 4’

AVELLINO – Festa doveva esser e festa è stata nel vecchio impianto di contrada Zoccolari gremito in ogni ordine di posto per l’ultima gara di campionato tra Avellino e Pisa, tra due squadre cioè che hanno raggiunto in anticipo i loro obiettivi stagionali: la promozione diretta in serie B l’Avellino, la partecipazione ai play off – insieme con Perugia, Nocerina e Latina – il Pisa. I quindicimila del Partenio-Lombardi hanno indubbiamente richiamato alla memoria gli anni d’oro del calcio avellinese, quelli per intenderci della serie A, dieci lunghi e, probabilmente, irrepetibili anni nel calcio che conta. Ricordate? Il piccolo Avellino di capitan Lombardi, di Di Somma e Cattaneo, dei fratelli Piga, di Colomba, Taccone, Criscimanni, Vignola, Favero, De Ponti – tanto per fare solo alcuni nomi tra quelli che ci vengono in mente, alla rinfusa, mentre scriviamo – raccolse onori e gloria su tutti i campi d’Italia, e quando giocava in casa faceva valere la cosiddetta legge del Partenio cui non riusciva a sottrarsi nessuno, neppure le squadre più blasonate. Dieci anni, dieci anni consecutivi nella massima serie: un record ancora oggi imbattuto per una squadra di provincia.

Tanta festa, dunque, con sventolio di migliaia di bandiere, sciarpe, striscioni. Poco spazio, pertanto, alla cronaca relativa alla gara. Prima del fischio d’inizio Castaldo e compagni sono impegnati in un giro di campo per rispondere agli applausi dei tifosi e ringraziare delle variopinte e scenografiche coreografie, come quella nella foto che pubblichiamo, allestite per la promozione in B. Il clima è quello tipico delle gare amichevoli. È l’Avellino, comunque, nonostante tutto, a premere di più: all’8’ un tiro di sinistro di Angiulli fa gridare al gol, ma la palla è fuori.  Al 22’ Pedrelli prova su punizione a sorprendere Orlandi con un tiro a giro. Altro tentativo al 35’. È il segnale del vantaggio degli ospiti ottenuto, al 40’ pt, con un gran tiro di Tulli su cui nulla può fare il numero uno biancoverde che pure aveva tentato la parata. Al 43’ annullato un gol a Castaldo per fuorigioco.

Ripresa. Subito in campo, al 2’, Zigoni al posto di Catania. I ritmi di gioco sembrano essere gli stessi del primo tempo vivacizzati da qualche tentativo di conclusione a rete come quello, all’8’ st, di Massimo. L’Avellino, però, non ci sta a perdere e al 12’, grazie a un bel colpo di testa in area toscana di Zigoni su cross di Zappacosta, raggiunge il pareggio. La partita sale di tono grazie alla maggiore pressione dei padroni di casa spinti da uno Zigoni molto tonico e molto mobile sulla fascia.

È però il Pisa a passar in vantaggio al 20’ st con una bella azione in contropiede condotta da Lucarelli che riesce a smarcare in area irpina Perez: facile per il centravanti toscano superare con un preciso diagonale l’indeciso Orlandi. Un minuto dopo è ancor Lucarelli a portare scompiglio nelle retrovie biancoverdi, ma senza esito. L’Avellino non vuol perdere e prova a riagguantare il risultato esponendosi però al veloce contropiede ospite. Rastelli, allo scadere della mezz’ora, richiama in panchina Bittante e manda in campo Biancolino tra gli applausi del pubblico. Ma è il Pisa a rendersi pericoloso al 33’ st con Perez che viene atterrato in piena area dal portiere Orlandi: rigore e cartellino giallo per l’estremo difensore irpino. Capitan Favasulli trasforma il rigore portando a tre le reti dei suoi. L’Avellino prova ancora ad andare in avanti ma con scarsa convinzione. La gara sembra ormai chiusa a favore degli ospiti. C’è però ancora il tempo, al 48’ st, un minuto prima del fischio dell’arbitro Adduci, per un guizzo di Castaldo che con un colpo di testa chirurgico fa fuori il portiere Adornato che Pagliari aveva fatto entrare, qualche minuto prima, al posto di Pugliesi. Poi di nuovo spazio alla festa che dallo stadio si è poi spostata lungo le strade del centro.

 

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