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    06/05/2026

Shakespeare al Gesualdo, c’è il re Lear di Michele Placido

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Spettacoli_michele_placido.jpgAVELLINO – Dopo il successo del concerto del tenore Piero Mazzocchetti, il 2013 del teatro Carlo Gesualdo proseguirà all’insegna della tragedia e dell’amore, di quell’amore tutto shakespeariano che provoca distruzione e morte, aspettative e sofferenza, dubbi e reazioni incontrollate in una tragedia, Re Lear, protagonista Michele Placido, in scena domani sera, alle 21.00, domenica 6 gennaio  alle 18.30. Accanto a re Michele Placido, che è co-regista insieme con Francesco Manetti e co-traduttore con Marica Gungui, reciteranno anche Federica Vincenti, neo moglie e compagna da oltre 10 anni dell’attore e regista pugliese, che interpreterà Cordelia, la figlia più amata ma allo stesso tempo ripudiata dal padre. Ma anche il giovane Brenno, figlio di Michele Placido, nato dal matrimonio con Simonetta Stefanelli, e che interpreta lo stralunato Matto e Gigi Angelillo che avrà il ruolo del conte di Glouchester.

All’inizio del dramma shakespeariano re Lear rinuncia al trono, consegna il suo regno nelle mani delle figlie, si spoglia dell’essere re, pilastro e centro del mondo, per tornare uomo tra gli uomini. Ma questa scelta, come sottolineano i due registi «viola le regole che organizzano l’universo, e così il mondo va fuor di sesto, e quel che ne segue sono “azioni innaturali che generano tormenti innaturali”: figli contro padri, follia e violenza, nel contesto di una natura sconvolta e tutt’altro che benigna». Nonostante tutto, “Re Lear” può essere considerato a buon diritto la tragedia dell’amore. Tutti vogliono amore, tutti pretendono amore, un amore abnorme, che porta distruzione e morte e crea mostri, ma è pur sempre amore. Lear esige dalle figlie che espongano in parole il loro amore per lui, ma Cordelia, la più piccola, sa che l’amore, il vero amore non ha parole e alla richiesta del padre può rispondere solo: “niente, mio signore”. È questo l’equivoco che farà crollare re Lear  portandolo verso la pazzia.

 

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