AVELLINO – Il campionato che inizierà il prossimo 4 ottobre sarà il sedicesimo consecutivo nella massima serie per la Scandone Avellino, per il quinto anno con il marchio Sidigas sulla canotta. Un traguardo importante per il club biancoverde, se si considera che solo Milano e Cantù possono vantare una striscia migliore.
Quella che si appresta ad iniziare il campionato è una Scandone totalmente cambiata, perché il rinnovamento voluto dalla proprietà è stato profondo, il cambio di direzione deciso, con la speranza che possano finalmente arrivare quei risultati ottenuti solo nella seconda parte della prima stagione a conduzione Sidigas, con Pancotto in panchina. Una panchina sulla quale quest’anno siederà Pino Sacripanti, che ha iniziato ad allenare nella massima serie proprio quando la Scandone fu promossa, cioè sedici anni fa. La proprietà del club, dopo un’attenta selezione, ha fatto ricadere la propria scelta sul coach canturino, al quale spetterà il compito di dare alla squadra un gioco degno di questo nome, ma anche un’anima e, soprattutto, che sia capace di divertire per riavvicinare il pubblico che negli ultimi due anni ha gradatamente abbandonato gli spalti del Paladelmauro.
Il compito è impegnativo, ma il risultato è raggiungibile. Alla casella degli addii si è iscritto Antonello Nevola, finito a Caserta, ma anche Valerio Spinelli, che per pochi giorni ha rivestito il ruolo di direttore sportivo, prima di ritornare ad allacciarsi le scarpette per giocare con Reggio Calabria in Legadue, lasciando il suo posto a Nicola Alberani, che nel frattempo si era liberato dalla Virtus Roma, autoretrocessa nel campionato inferiore. Al dirigente forlivese è toccato il compito, di concerto con lo staff tecnico formato da coach Sacripanti e dai suoi assistenti Oldoini e De Gennaro, di formare la nuova squadra, una ricostruzione partita da zero, con il solo Giovanni Severini a rappresentare la continuità o, meglio, la discontinuità con la passata stagione.
Senza tener conto della cronologia degli arrivi, hanno aderito al progetto della Sidigas giocatori giovani ed altrettanti esperti, pescati in parte nel campionato italiano ed in parte alla prima esperienza nel Belpaese. Da Reggio Emilia sono arrivati Riccardo Cervi e Giovanni Pini, due giovani lunghi in cerca di definitiva consacrazione, dal Villeurbanne è giunta la coppia statunitense Taurean Green ed Alex Acker, che l’anno prima aveva vinto il titolo francese con il Limoges del presidente Frederic Forte, una vecchia conoscenza della Sidigas. Da Cantù è giunto Ivan Buva, mentre dal campionato tedesco sono arrivati il lituano Benas Veikalas e Maarten Leunen, finito in Baviera dopo cinque anni passati in Brianza. James Nunnally l’anno scorso ha giocato in Israele, mentre dal campionato greco è arrivato l’ex Napoli Janis Blums, unico giocatore ancora assente in quanto impegnato agli Europei con la nazionale lettone. Graditi ritorni in casacca biancoverde, dopo qualche anno nelle “minors”, sono stati quelli degli avellinesi Salvatore Parlato e Mattia Norcino, chiamati a dare una mano quando ce ne sarà la necessità.
Un roster completamente rinnovato e che pare bene assortito, che sta andando in campo con lo spirito giusto, che potrebbe finalmente regalare soddisfazioni al pubblico irpino, da troppo tempo depresso per la mancanza di gioco e risultati. Che sia la volta buona ? Dal prossimo 4 ottobre comincerà ad arrivare il responso del campo. L’unico giudizio che conta.




