AVELLINO – Seconda trasferta consecutiva per la Sidigas Avellino, chiamata ad affrontare la Pallacanestro Cantù alla Mapooro arena di Cucciago (inizio ore 18 e 15, arbitri Lo Guzzo, Baldini e Paglialunga). Dopo la brutta figura di domenica scorsa a Varese, dove la formazione irpina ha offerto la peggiore prestazione della stagione, tutti si attendono un pronto riscatto da parte della squadra di coach Vitucci. La Sidigas quasi certamente dovrà fare a meno di Ivanov, mentre Hayes dovrebbe essere regolarmente in campo. Fra gli avversari segnaliamo il ritorno certo di Aradori che renderà ancor più difficile l’impresa dei biancoverdi. Queste le parole di coach Vitucci riguardo l’impegno di Cantù: “Andiamo ad affrontare questa seconda trasferta consecutiva in Lombardia contro un’altra squadra ben attrezzata. A Cantù mi aspetto una reazione da parte dei miei, voglio vederli giocare come penso che possano, ovviamente meglio di quanto fatto a Varese. È stata una settimana di lavoro buona e i giocatori sono abbastanza consapevoli di voler invertire il trend, anche se l’unico vero passo falso, in queste quattro partite, è stato fatto con Pesaro. Questa squadra ha un buon potenziale che ancora non è riuscito ad esprimere con continuità, ma siamo consapevoli che lavorando, le cose andranno a posto. Al momento, più che dell’avversario, mi interessa molto quello che possiamo fare noi: la differenza tra Roma e Varese l’abbiamo fatta noi perché nella prima partita abbiamo giocato bene, mentre nella seconda no”. La Sidigas è dunque alla ricerca della forma migliore, ma anche di una continuità di rendimento che finora è mancata.
Sacripanti non crede ad una Scandone “vittima sacrificale”, e sul sito della Pallacanestro Cantù presenta così la sfida contro gli irpini: “Vorrei fare solamente due considerazioni. Avellino per roster e ambizioni è una delle prime quattro squadre del campionato. Ha confermato Lakovic, Taquan Dean, Richardson e Ivanov, inserendo uno dei migliori centri in Europa, ossia Thomas, e un giocatore di prima fascia per talento come Hayes, che per 7 anni ha militato in Nba. Bisogna inoltre considerare il ritorno di Cavaliero, che si era già fatto apprezzare ad Avellino, oltre alle conferme di Spinelli, Biligha e Dragovic. La validità del progetto dei campani è sancita anche dalla scelta di Frank Vitucci di rientrare alla Sidigas. Sulla carta quindi la Scandone è una delle formazioni che punta più in alto in serie A. Proprio per questo ho una preoccupazione. I campani sono stati indubbiamente protagonisti di una brutta prestazione a Varese che ha provocato qualche insoddisfazione nell’ambiente che circonda la squadra, e per ambiente intendo giornalisti, tifosi… È chiaro che Avellino vorrà giocare a Cantù una partita aggressiva in cui ognuno cercherà di dare il meglio di sé. I nostri avversari, che dispongono di una qualità individuale molto alta, sono in un momento in cui devono obbligatoriamente reagire”.
Quale pensi che siano i punti di forza della Sidigas?
“Quello che balza agli occhi è che i due migliori realizzatori sono i due lunghi, ossia Ivanov, uno dei più bravi 4- 5 del campionato, e Thomas, che sta segnando oltre 19 punti di media a gara. A ciò dobbiamo aggiungere che sul perimetro hanno dei giocatori davvero forti ed è quindi ovvio che stiamo parlando di una formazione molto pericolosa”.
Ti stupisce che i due lunghi siano i capicannonieri della Scandone? “È innegabile che Ivanov e Thomas siano due elementi di notevole valore. È vero che c’è una consistente differenza di realizzazione tra piccoli e lunghi, credo legata anche al minutaggio dei secondi che è maggiore rispetto a quello degli esterni”.
Pensi che Avellino stia pagando una chimica non ancora perfetta? “Non conosco le loro dinamiche però credo che alla fine alla Scandone manchino i due punti persi con Pesaro. Avellino ha vinto poi a Pistoia e in casa con Roma. La gara di Varese era onestamente carica di un’emotività particolare per cui era sicuramente di una difficoltà maggiore. È sicuro che la sconfitta di domenica porta come conseguenza una partita più complicata anche per noi perché la Sidigas non può permettersi altri passi falsi”.
Quali sono le condizioni di Aradori?
“Sono stato molto contento di averlo potuto schierare 13 minuti in Eurocup facendogli assaggiare il campo. È chiaro che non è al meglio della forma, ma sarà della partita”.
Contro Nymburk hai utilizzato una zona 1-3-1. È un’arma che intendi cavalcare nel corso della stagione?
“È un concetto un po’ più ampio. La nostra squadra ha fatto per più gare una run and jump a tutto campo, in qualche occasione una zona 2-3, in altre una difesa come quella di mercoledì. La nostra è una formazione che può variare più difese, senza che ce ne sia una in particolare da cavalcare. Dipende dalle necessità”.
Il pronostico è tutto per i padroni di casa che al Pianella si sono imposti per 10 volte su 13 occasioni. L’ultimo successo della Scandone risale al 2008 quando gli irpini, guidati da coach Markovski, si imposero per 61 a 65. Da allora per Avellino ben dieci sconfitte consecutive, una serie negativa interrotta lo scorso 3 marzo, quando la Sidigas guidata da Pancotto in panchina, e da Lakovic (27 punti e 9 falli subiti) ed Ivanov (21 rimbalzi) in campo, vinsero per 63 a 52, risultato poi trasformato nel 20 a 0 per la posizione irregolare di Bruno Arrigoni, in panchina al posto di Trinchieri, ammalato.




