AVELLINO – È uno di quegli appuntamenti da non mancare. Il 28 aprile i leggendari Harlem Globetrotters, gli acrobati del basket, saranno ad Avellino. Si esibiranno al Pala Del Mauro. Mancavano nella nostra città dall’ormai lontano 1989. E il tour di quest’anno – che, peraltro, è il decimo consecutivo che il team statunitense compie in Italia – tocca le punte più a Sud proprio nel capoluogo irpino e, il giorno prima, a Bari. I prestigiosi giocolieri del pallone a spicchi saranno nei giorni a seguire ad Ancona (il 29 aprile), Jesolo (il 30 aprile), Gorizia (il 1° maggio), Varese (il 2 maggio), Cantù e Vigevano (rispettivamente il 3 e 4 maggio).
Ad Avellino si prevede un afflusso di appassionati provenienti non soltanto dalle altre province campane, ma anche dalle regioni limitrofe, considerato che la nostra città – ben servita dall’A16 e dal raccordo Avellino-Salerno che la collega alla Salerno Reggio-Calabria – è situata in una posizione baricentrica rispetto a tantissimi centri. Dicevamo un rendez vous non soltanto per chi ama il basket, ma anche per chi vuole assistere a uno spettacolo in cui sul parquet ci sono uomini eccezionali che uniscono doti atletiche, di giocolieri e di clown.
Gli Harlem, infatti, tengono tuttora fede alle loro radici: intrattenere e far divertire il pubblico, coinvolgendolo anche nello spettacolo. Nacquero nel lontano 1926 a Chicago. Il loro compito era quello di riempire i “vuoti” quando i musicisti che suonavano nelle mega-sale da ballo americane facevano una sosta. Gli organizzatori colmavano l’intervallo con uno show. Alcuni ricorrevano all’ incontro di pugilato o di lotta. A Aber Saperstein, londinese trasferito negli States per fare l’allenatore di pallacanestro, venne l’idea di allestire un sfida di basket tra la sua squadra e una formazione composta da persone scelte tra il pubblico. In palio una scommessa di 100 dollari. La squadra di Aber - che prese il nome del quartiere black di New York: Harlem - era composta esclusivamente da giocatori neri, peraltro in un periodo in cui in molti Stati nordamericani non era consentito a giocatori di colore di partecipare ai campionati di basket e di baseball.
Gli Harlem nel corso degli anni trasformarono la loro esibizione in un autentico spettacolo acrobatico, dove alla classe eccelsa di giocatori di pallacanestro gli atleti univano un mix di fantastiche e divertenti acrobazie che affascinavano il pubblico. Dagli States i giocatori dalla casacca a stelle e strisce iniziarono a compiere tour nei più disparati Paesi dei cinque continenti, divenendo così degli originali giramondo per poter meritare l’appellativo di globetrotters. Tantissime le stars di questa leggendaria compagine. Per tutti vogliamo ricordare quello che fu un autentico mito: il clown prince Reece “Goose” Tatum, il cui numero di maglia fu ritirato per sempre, proprio per sancirne l’unicità.




