AVELLINO – Il campionato della Sidigas si è concluso da meno di 24 ore, e già si pensa al futuro. Più che delle scarse soddisfazioni della stagione, in conferenza stampa con Vitucci ed Aloi si parla di quello che potrà accadere l’anno prossimo. Il direttore operativo ha indicato la nuova strada da seguire, facendo tesoro degli errori di quest’anno, cercando di mantenere un profilo basso, puntando su una maggiore umiltà. “Ma sempre con intenzione di migliorare – chiarisce Aloi –. Punteremo al rilancio operando con umiltà, e cercando di fare quello che non siamo riusciti a fare quest’anno. È presto per parlarne, ma ci saranno novità anche per gli abbonamenti, nel tentativo di avvinarci di più al nostro pubblico. Abbiamo la fortuna di far parte di un gruppo solido come la Sidigas, che per noi e per tutti è una garanzia di stabilità. La nostra parola d’ordine sarà l’umiltà, ci poniamo obiettivi più bassi, non legati al risultato, ma invece cercheremo di trasmettere emozioni a quanti ci seguono”.
La possibilità di programmare la prossima stagione con un paio di mesi di anticipo rispetto alla passata stagione è un vantaggio da sfruttare, perché i ritardi nella costruzione del roster è una delle cause principali, secondo il coach, della brutta stagione che si è appena conclusa. “Tutti ci aspettavamo di fare meglio – ha detto Vitucci – ma almeno abbiamo la possibilità di cominciare subito a costruire il roster dell’anno prossimo. Mi prendo le mie responsabilità per quello che è accaduto in campo, ma ci aspettavamo che il gruppo che aveva fatto bene nella seconda parte della passata stagione, fosse più coeso sia dal punto di vista tecnico che fuori dal campo. Ed invece è mancata la continuità necessaria per raggiungere i traguardi prefissati. Ogni volta che abbiamo cercato dei correttivi, poi, abbiamo sempre sbagliato. Sono il maggiore responsabile di quello che è accaduto in campo. Paradossalmente la continuità di risultati con le tre vittorie consecutive è arrivata nel momento più difficile, ma poi abbiamo avuto un nuovo calo con l’arrivo di Foster ”.
Il coach ha sottolineato l’importanza del basket per una piazza come quella avellinese che disputerà la sua quindicesima stagione di serie A e, con la ormai certa esclusione di Siena al termine del campionato, resterà insieme a Roma, Cantù e Milano, la formazione che da più tempo gioca nella massima serie. Vitucci rivendica la possibilità di costruire una squadra a sua immagine e somiglianza: “Abbiamo il tempo di costruire una squadra che abbia più atletismo ed energia, sicuramente più giovane, e che abbia le giuste motivazioni. Quest’anno ho allenato meno del solito perché, se chiedevo troppo, i giocatori si fermavano per strada. E’ anche vero che forse c’è stata poca empatia fra me e la squadra, c’è stata solo in alcune partite. Ma i responsabili non sono solo i giocatori, forse le responsabilità maggiori sono le mie”. Inutile cercare di sapere, già oggi, se e quali giocatori potrebbero essere confermati, anche se Cavaliero ha tutte le caratteristiche indicate da Vitucci per identificare i giocatori della prossima stagione: “Daniele ha certamente dato quello che ci aspettavamo, ed ha fatto anche qualcosa in più. È stato bravo a trovare le motivazioni giuste e, anche se il campionato è finito solo ieri ed è forse presto per parlare di riconferme, ci si può riflettere su”. Il coach ha chiarito poi che, al di là del contratto che lo lega alla Sidigas anche per la prossima stagione, ha deciso di rimanere: “Perché ho un debito nei confronti della città, e non potevo lasciare Avellino dopo una stagione come questa. Sono certo che questa è una piazza con grandi potenzialità”.




