www.giornalelirpinia.it

    18/10/2026

Insieme per salvare l'ex Eliseo dai vandali

E-mail Stampa PDF

La sala dell'ex Eliseo distrutta dall'incendio del 2 gennaio scorsoAVELLINO – Sembra non aver fine né tregua la tribolata vicenda dell’ex cinema Eliseo di Avellino. Eppure  l'intervento di restauro e di risanamento conservativo della struttura, migliore esempio in città di architettura razionalista, progettata nel 1933 dall'architetto Enrico Del Debbio, è stato ultimato da oltre due anni. L'inagibilità della galleria della sala cinematografica, l'impianto termico mai sottoposto a verifica sperimentale, l'inadempienza rispetto al collaudo dell'area esterna e un contenzioso con l’impresa appaltatrice ne precludono, però, la riapertura, più volte annunciata. È bene ricordare che per riconsegnare alla città il complesso dell’ex-Gil, l'amministrazione comunale ha sostenuto uno sforzo economico consistente: il progetto fu concepito dall'amministrazione guidata da Antonio Di Nunno, che prima acquistò l'immobile di proprietà della Regione e poi avviò la sua riqualificazione facendolo rientrare nel Pica (Progetto Integrato Città di Avellino), per un importo complessivo di quasi 4 milioni di euro.

È storia recente, invece, quella dei ripetuti atti vandalici che ne hanno segnato il percorso che avrebbe dovuto portare alla gestione del bene. Ultimo in ordine di tempo l’incendio doloso di mercoledì 2 gennaio.

L’incendio – Alle 19 e 10, minuto più minuto meno, alcuni passanti danno l’allarme scorgendo una densa nube di fumo nero proveniente dal piano terra della struttura di corso Europa. Immediati i soccorsi della locale stazione dei vigili del fuoco che constatano che le fiamme provengono dalla sala proiezioni, le cui poltroncine «Frau» andranno quasi completamente distrutte. Mentre la zona viene chiusa al traffico per favorire il lavoro dei caschi rossi, sul posto giungono le volanti della polizia e gli uomini della scientifica per avviare le indagini.

Ad oggi, la Procura ha aperto un fascicolo e dopo un primo identikit di alcuni sospettati è ancora alla ricerca del piromane che con insolita capacità ha appiccato quattro roghi in altrettanti punti della sala cinema dell’ex Gil. L’ipotesi della bravata sembra lasciare spazio all’azione premeditata, ma gli inquirenti non escludono alcuna pista e stanno lavorando senza sosta per individuare i responsabili materiali dell’incendio. La risposta della società civile, associazioni e movimenti, è stata immediata e già il giorno dopo il rogo un sit-in s’è svolto nel piazzale antistante l’ingresso dell’ex cinema.

La protesta – L’indignazione dei manifestanti ha prodotto un ultimatum nei confronti di Comune e prefettura: «Trenta giorni per riaprire l’ex Gil altrimenti ce ne occupiamo noi». Hanno ribadito a chiare lettere i rappresentanti della società civile e dell’associazionismo avellinese, che ha aderito compatto al sit-in. Presenti il «Centrodonna», «Immaginazione», «Koinè Art Lab», «Zia Lidia Social Club», Unione degli studenti, «Occupy Avellino», Forum dei giovani, i comitati «Salviamo la Dogana» e «Avellino Capoluogo». Non è mancato  il supporto degli «Original Fans», tifosi della locale squadra di basket, e di tanti comuni cittadini. Diversi anche gli esponenti politici presenti: il presidente uscente del Consiglio comunale, Antonio Gengaro, i segretari provinciale e cittadino di Sinistra Ecologia e Libertà, Giancarlo Giordano e Giuseppe Carillo, quello cittadino di Rifondazione comunista, Costantino D’Argenio, gli esponenti bersaniani del Pd locale, Lucio Fierro e Francesco Todisco,  e Giovanni D’Ercole, capogruppo Pdl nel disciolto Consiglio comunale.

Tre i punti chiave della prima assemblea, che il portavoce Andrea D’Alessandro ha illustrato ai presenti: «Denuncia senza alcuna attenuante dell’amministrazione comunale e dei dirigenti di Piazza del Popolo per lo scempio perpetrato all’ex-Gil; verifica immediata da parte della magistratura per accertare le responsabilità dell’incendio di mercoledì scorso, in modo da poter togliere al più presto i sigilli alla struttura; affidamento immediato nel rispetto della prima indicazione di gestione d’uso a indirizzo esclusivamente pubblico».

Sull’ultimo punto Franca e Vittoria Troisi del Centrodonna, associazione che con cadenza annuale organizza la rassegna di cinema d’essai «Visioni», sono state categoriche: «L’ultima amministrazione comunale ha provato ad aggirare quanto indicato nel progetto originario, modificando la destinazione d’uso che potrebbe prevedere l’affidamento ai privati. È assolutamente un’alternativa da scongiurare».

Poi il comitato sorto spontaneamente per salvare l’ex cinema Eliseo ha continuato la sua azione promulgando un appello tramite un popolare social media che ha ricevuto il sostegno, tra gli altri, del regista originario di Trevico Ettore Scola, dell’autore del film documentario sulle violenze del G8 di Genova, Daniele Vicari, del cantautore Simone Cristicchi e del leader del gruppo musicale Marlene Kuntz, Cristiano Godano, che insieme a altri 200 operatori culturali si sono schierati in favore della causa dell’ex Gil.

Nel corso della seconda assemblea, il 9 gennaio scorso, si è anche definita una prima bozza operativa che prevede innanzitutto l’inizio di una sottoscrizione di un «abbonamento al buio» per finanziare la prima stagione di quella che sarà la casa del cinema «Camillo Marino e Giacomo D’Onofrio». Gli organizzatori  sono convinti di un riscontro positivo e sono certi che la struttura il 3 febbraio (termine dell’ultimatum) sarà riaperta e sarà la «Casa del Cinema» di Avellino.

La «non» risposta del Comune – Anche il commissario straordinario, Cinzia Guercio, ha provato a dare un segnale per marcare la volontà di giungere al più presto a una positiva soluzione della vicenda. Per questo ha convocato il segretario generale, Carlo Tedeschi,  e i dirigenti comunali per fare il punto della situazione. Dall’incontro è  emerso, com’era già noto, che all’impresa non è stato saldato l’ultimo stato di avanzamento lavori, circa 360.000 euro, e per questo è in atto un contenzioso. I dirigenti e i tecnici si sono impegnati a sollecitare la Regione Campania per recuperare la quota di finanziamento che il Comune attende e che potrebbe coprire il debito risolvendo il contenzioso. Non è mai troppo tardi.

Dal Comune poi hanno fatto sapere «che a oggi il bene è nella titolarità dell’impresa che, su ordine della Procura della Repubblica, è custode giudiziario, con tutte le responsabilità connesse al caso». Detto in altri termini, la tutela della struttura non è cosa nostra!

 

DG3 Dolciaria

Geoconsult


www.puhua.net www.darongshu.cn www.fullwa.com www.poptunnel.com