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    19/10/2026

Irisbus, in catene dinanzi ai cancelli della fabbrica

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita_iribus_operai_in_catene.jpgFLUMERI – Nuova clamorosa protesta dei lavoratori della Irisbus che si riconoscono nel comitato “Resistenza operaia”. Tre operai, Salvatore D’Amato, Giulio Battista e Alessandro Mongiello, si sono incatenati questa mattina davanti ai cancelli dello stabilimento di Valle Ufita per richiamare l’attenzione della politica, delle istituzioni e del sindacato su una vertenza sempre più delicata e complessa.

“E’ l’ultimo grido di protesta – spiegano attraverso una nota – per provare a salvare il lavoro, la dignità, la nostra fabbrica”. I lavoratori del comitato “Resistenza operaia” sentono forte il sentimento di appartenenza all’azienda e si battono contro lo smantellamento della linea di montaggio. La Fiat è, infatti, pronta a trasferire la linea produttiva di Valle Ufita in Sud Africa dove, attraverso una partnership locale, sta predisponendo un nuovo stabilimento per la costruzione di autobus. I lavoratori di “Resistenza operaia” si battono contro quello che considerano “uno scippo che viene perpetrato sotto gli occhi di politica e sindacato”, ma vanno pure oltre. “Stanno smantellando – spiegano –  tutto ciò che rendeva funzionale la “nostra fabbrica”. La Fiat dovrebbe pagare per lo scippo e lasciare senza portare via niente. Quella catena di montaggio rappresenta le nostre mani, lo studio dei nostri figli, la speranza di migliorare: per questo ci incateniamo, abbiamo bisogno di ribellarci, il nostro è un grido d’allarme. Speriamo che, stavolta, qualcuno ci ascolti”.

Per ora, raccolgono soprattutto solidarietà e vicinanza. Nessun impegno concreto che possa far immaginare una soluzione. “I lavoratori – dice il deputato di Grande Sud, Marco Pugliese – non possono subire passivamente le decisioni della Fiat, che, incurante delle ricadute sociali, ha deciso di iniziare lo smantellamento di intere linee dell’impianto”. “Mi auguro – aggiunge la consigliera regionale del Pd, Rosetta D’Amelio – che il nuovo governo assuma come prima decisione quella di varare un piano nazionale del trasporto pubblico in grado di convincere l’Ad della Fiat Sergio Marchionne a retrocedere dalla chiusura della fabbrica”.

Gli operai, però, non demordono e vanno avanti nella loro battaglia. Domani verrà protocollata in Regione una richiesta di incontro con il governatore Stefano Caldoro. In attesa del finanziamento del piano nazionale trasporti, gli operai rilanciano il progetto di retrofit degli autobus in circolazione.  Per questo, sollecitano un impegno forte della Regione e del governatore Caldoro che possa portare alla convocazione di un tavolo con la partecipazione di Pininfarina che ha già sperimentato e testato la tecnologia.

 

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