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    19/10/2026

Censimento permanente, non più ogni dieci anni

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Economia_censimento_istat_2011.jpgAVELLINO – Con tempi  assai più veloci rispetto a quelli dei censimenti precedenti, l’Istat continua a divulgare, a mano a mano che li elabora, i dati emersi dalla conta demografica decennale, effettuata con riferimento alla data del 9 ottobre 2011. Il censimento 2011 è stato l’ultimo ad essere svolto con criteri e metodi tradizionali, anche se le innovazioni introdotte sono state numerose, a cominciare dalla compilazione telematica dei questionari. Il nostro Istituto centrale di statistica, infatti, sta già lavorando all’organizzazione del censimento permanente della popolazione. Si tratta di una novità assoluta per il nostro Paese (altrove già è stato sperimentato), giacché questa forma  consentirà di avere dati freschi con cadenza annuale, utilizzando fonti amministrative, integrate da particolari indagini campionarie. Il tutto paperless, come dicono gli addetti ai lavori, vale a dire senza l’uso della carta, ma esclusivamente via web. Questa rivoluzione nel campo statistico consentirà un bel risparmio di quattrini, assicurano gli esperti, e la qualità dell’informazione statistica non dovrebbe risentirne.

Ma ritorniamo ai dati del censimento 2011. Questa volta per presentare quelli già disponibili è stata programmata una serie di incontri, uno per regione. Quello riguardante la nostra si è svolto a Napoli nei giorni scorsi. Nel capoluogo partenopeo è stato presentato un volumetto dal titolo L’Italia del censimento, struttura demografica e processo di rilevazione: Campania. L’incipit è rappresentato da un prospetto contenente i dati sulla popolazione residente. La provincia di Avellino, con 429.157 abitanti, rappresenta il 7,4% dell’intera popolazione regionale. La circoscrizione  più affollata è Napoli che, con 3.054.956 di  abitanti, accoglie  il 53% delle persone residenti nella regione. A seguire c’è Salerno: 1.092.876 residenti, pari al 19% del totale. Poi Caserta, con 904.921 abitanti (15,7%) e infine Benevento con 284.900 anime, pari al 4,9% del complesso degli abitanti campani.

La densità, vale a dire il numero di abitanti per kmq, raggiunge la parossistica cifra di 2.609 residenti  a Napoli, di 343 a Caserta, di 222 a Salerno, di 154 ad Avellino e di 138 ai Benevento. La Campania conta ben 551 comuni. La provincia che ne ha di più è Salerno (158), insegue Avellino con 119, Caserta con 104, Napoli con 92 e Benevento con 78. Le province irpina e sannita si caratterizzano per la massiccia presenza di Comuni di limitata ampiezza demografica: in  queste due circoscrizioni 85 Comuni su 100 sono sotto la soglia delle 5 mila anime. Di contro a Caserta e Napoli quasi la metà dei Comuni appartiene alla fascia 5mila-20 mila residenti. Il risultato più appariscente della distribuzione degli abitanti per classe di popolazione dei Comuni è che in provincia di Napoli una persona su due vive in centri con più di 50 mila residenti;  a Salerno una su quattro; a Benevento una su cinque; a Caserta uno su sette e nella nostra provincia appena una su otto, in quanto l’unico centro con oltre 50 mila residenti è il capoluogo.

Tra i numerosi indicatori ricavabili dai dati demografici, ci sembra interessante quello che misura quante persone in età non lavorativa (65anni e più) gravano su 100 persone in età lavorativa (15-64anni). Si chiama indice di dipendenza degli anziani. Ebbene in provincia di Avellino è pari al 30%. È l’aliquota regionale più alta se si eccettua Benevento che raggiunge il 32%. La media regionale è del 24,5%. L’indice di dipendenza dei giovani - dato dal rapporto tra il numero di abitanti in età non lavorativa (0-14 anni) per ogni 100 in età lavorativa (15-64 anni) - in provincia di Avellino sfiora il 21%; è il valore più basso della Campania ed è di ben 3 punti sotto la media regionale. Il carico sociale complessivo, vale a dire il numero  di persone in età pre-lavorativa (0-14 anni) aggiunto a quello di persone in età post-lavorativa (gli ultra 65-enni) rapportato al numero di persone in età lavorativa, è pari in Irpinia a 50,6. Tradotto in parole più semplici, questo rapporto  vuole dire che per ogni 100 persone potenzialmente in età di lavoro ce ne sono ben 51 in età non lavorativa (o perché troppo giovani o perché troppo vecchi). La media irpina supera di oltre 2 punti percentuali quella dell’intera regione.

Un altro parametro interessante è dato dall’indice di vecchiaia, ottenuto dal rapporto tra ultra 65enni e popolazione con meno di 15 anni. In Irpinia, per ogni 100 persone in età pre-lavorativa, se ne contano ben 145 in età post-lavorativa. Questo valore supera di oltre 40 punti la media regionale. Ed è la spia di quanto  sia “vecchia” la popolazione della provincia. Consoliamoci, però, con un altro indicatore. La provincia di Avellino vanta il più alto numero di ultracentenari: 2,7 per ogni 10mila abitanti. Benevento sta d’un soffio più giù: 2,6; c’è poi Salerno con 2; chiudono Napoli e Caserta con un vegliardo ogni 10 mila residenti.

 

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