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    20/10/2026

Le ferrovie regionali, un patrimonio da difendere

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita_convegno.jpg_1.jpgAVELLINO – Ci sarà anche Pietro Mitrione, presidente dell’associazione In-loco-motivi, venerdì prossimo a Milano, presso il salone Liberty della Società di Mutuo Soccorso Cesare Pozzo, dove si svolgeranno i lavori del convegno nazionale sul tema "Le ferrovie regionali italiane: un patrimonio da difendere e da valorizzare". La manifestazione, promossa dalla Co.mo.do. (Confederazione di mobilità doce), alla quale aderiscono le più importanti associazioni ambientaliste, di mobilità sostenibile, di promozione del turismo ferroviario, del cammino e della salvaguardia del paesaggio, fa da preludio alla sesta Giornata nazionale delle ferrovie dimenticate, prevista per domenica 3 marzo, ed ha lo scopo di sottoporre all’attenzione delle istituzioni nazionali e regionali la questione della cosiddetta rete ferroviaria secondaria.

Una rete che,  nella seconda metà dell’Ottocento, ha potentemente contribuito – grazie anche alla lungimiranza di uomini politici del livello e della cultura di Giustino Fortunato, il grande meridionalista di Rionero in Vulture, grande amico dell’Irpinia – all’unificazione del nostro Paese, facilitando gli spostamenti tra province contigue ma, fino ad allora, di fatto isolate. Questa funzione si è poi sviluppata con i collegamenti tra il Nord ed il Mezzogiorno e, più recentemente, sia pure tra distinguo e scelte politiche non sempre oculate ed attente alle necessità del territorio, con le relazioni ad Alta velocità che hanno di molto accorciato i tempi di viaggio tra le maggiori città italiane. Al tempo stesso il treno ha favorito l’evoluzione dei costumi e della cultura, mentre ferrovie e stazioni hanno plasmato – spesso in maniera gradevole, grazie ad edifici e strutture di notevole valore architettonico – il paesaggio italiano.

“Oggi – si legge in una nota della Co.mo.do. – proprio mentre il treno ritorna protagonista nel mondo dei trasporti in Europa e nelle potenze emergenti dell’Asia, e torna ad essere utilizzato anche dalla nostra classe dirigente, il patrimonio infrastrutturale costituito dalla rete ferroviaria minore rischia nuovamente l’abbandono e l’incuria. Questo non tanto perché ci si continui ad illudere, come mezzo secolo fa, che il trasporto su gomma sia la panacea di tutti i problemi (il bus, in particolare, si è rivelato una alternativa perdente rispetto alla rotaia), ma perché ora la crisi della finanza pubblica e la conseguente ridimensionamento dello stato sociale suggeriscono il disimpegno della mano pubblica dai servizi periferici ritenuti, a torto, meno importanti. Con pesanti ricadute sull’ambiente, sul paesaggio, sugli equilibri territoriali, sul diritto alla mobilità garantito dalla Costituzione. Mentre, invece, proprio la rete secondaria dovrebbe costituire il complemento indispensabile dell’Alta Velocità per raggiungere capillarmente tutti i capoluoghi di provincia”.

Ad introdurre i lavori, che avranno inizio alle 9.45, sarà Massimo Ferrari, presidente Utp-Assoutenti, che parlerà sul tema “Perché dobbiamo valorizzare un patrimonio irrinunciabile”. Sono, quindi, previsti gli interventi di Stefano Maggi, dell’università di Siena, presidente della fondazione Cesare Pozzo, su “Le ferrovie in rete: come i treni hanno unificato il Paese”; di Virginio Bettini e Vittorio Ingegnoli, rispettivamente dell’università Iuav di Venezia e dell’università di Milano, in collaborazione con l’associazione Iubilantes, su “Ferrovie secondarie ed ecologia del paesaggio”; di Marco Stabile, sostituto direttore dell’esercizio della ferrovia Merano-Malles, su “La ferrovia Merano-Malles: un’esperienza di successo”; di Massimo Bottini, del comitato scientifico nazionale di Italia nostra, su “ferrovie delle meraviglie: ieri, oggi, domani”; di Umberto Rovaldi, Gruppo tecnico Fiab onlus, su “Dalle rotaie alle bici”; infine, di Francesco Ferrante, senatore del Pd, su “Il disegno di legge sulla mobilità dolce”.

Toccherà, poi, ai rappresentanti delle associazioni confederate a Co.mo.do.: nell’ordine, sono previsti gli interventi di Alessandra Bonfanti, Legambiente Cultura e territorio, che relazionerà sul tema “Opportunità della futura programmazione europea per le infrastrutture ferroviarie storiche delle aree marginali; Silvio Cinquini, presidente dell’associazione Ferrovie turistiche italiane, che parlerà su “Il recupero ai fini turistici delle ferrovie dismesse”, quindi, come detto in apertura, del nostro Pietro Mitrione, presidente di In-loco-motivi, che tratterà il tema “La desertificazione delle zone interne della Campania e la ferrovia”. Le conclusioni saranno affidate ad Albano Marcarini, fondatore e past president di Co.mo.do.

 

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