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    20/10/2026

Crisi ArcelorMittal: i comunicati di Ciampi, Boccuzzi, D’Agostino e del vescovo Aiello

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b_300_220_15593462_0___images_stories_immagini_articoli_arce_smsc.jpgAVELLINO –  “Alla luce dell'esito negativo dell'incontro di oggi in prefettura, è indispensabile che il ministero delle Imprese e del Made in Italy e la Regione Campania attivino immediatamente un tavolo di crisi sulla vicenda ArcelorMittal. La pervicacia con la quale l'azienda si è incamminata sul percorso che porterà probabilmente alla chiusura dell'unità produttiva, richiede un’immediata mobilitazione delle istituzioni. L’azienda, di fronte all'accorato appello di lavoratori e sindacati che chiedevano più tempo per risolvere la crisi e individuare un acquirente, ha alzato un muro. Inoltre, nell'area industriale di San Mango operano altre imprese che non lamentano le criticità denunciate da ArcelorMittal – dai problemi nei trasporti ai blackout elettrici fino ai disservizi idrici – a sostegno della decisione di chiudere”.

È quanto dichiara il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Vincenzo Ciampi, che questa mattina ha partecipato alla riunione convocata dal prefetto Riflesso.

“Ringrazio il prefetto Rossana Riflesso per l’incontro di oggi e chiedo all'assessore Marchiello uno sforzo maggiore. Bisogna agire per individuare un acquirente e mettere in sicurezza 70 posti di lavoro. Lo stabilimento è un punto di riferimento in un'area come l'Alta Irpinia già sottoposta a un radicale spopolamento. Serve una reazione decisa per scongiurare la chiusura di ArcelorMittal e riprendere il confronto sulle crisi industriali in provincia di Avellino”.

Aggiornamento del 27 marzo 2025, ore 16.39 – Arcelormittal, Boccuzzi: "Esplorare ogni possibilità per evitare chiusura, anche il coinvolgimento di una nuova azienda" - "Serve uno sforzo collettivo per scongiurare la chiusura dello stabilimento ArcelorMittal di San Mango sul Calore. Mi rivolgo alle istituzioni, Regione e Governo, ai consiglieri regionali e ai parlamentari: esploriamo ogni strada possibile per evitare che 70 lavoratori perdano il posto, incluso il coinvolgimento di un’azienda seria disposta a rilevare l’impianto e garantirne la continuità operativa. Non possiamo permettere che una realtà produttiva valida venga sacrificata, condannando il nostro territorio a un declino irreversibile. San Mango sul Calore e l’Irpinia meritano risposte concrete, e noi non smetteremo di lottare per ottenerle." Così Teodoro Boccuzzi, Sindaco di San Mango sul Calore, a margine dell’incontro tenutosi stamani in prefettura per affrontare la crisi dello stabilimento ArcelorMittal.

Il sindaco ha rivolto un sentito ringraziamento "a sua eccellenza il prefetto per l’ottimo lavoro svolto nel gestire il confronto, chiedendo con fermezza alla proprietà di riconsiderare la chiusura e cercare soluzioni alternative. Purtroppo, i rappresentanti di ArcelorMittal sono rimasti irremovibili, sostenendo che non ci siano alternative alla cessazione delle attività. Una posizione che ci amareggia e che rifiutiamo di accettare passivamente", ha dichiarato Boccuzzi. "Ringrazio le organizzazioni sindacali, instancabili nella difesa dei lavoratori, i consiglieri regionali e l’assessore regionale alle Attività produttive, Antonio Marchiello, per il loro impegno concreto. L’assessore ha annunciato l’imminente apertura di un tavolo regionale e la richiesta di un tavolo nazionale presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Questi passi rappresentano un segnale incoraggiante in una situazione estremamente critica".

"La mia preoccupazione è profonda: lo stabilimento ArcelorMittal è un pilastro per San Mango sul Calore, con oltre 70 lavoratori diretti e un indotto che sostiene centinaia di famiglie", ha proseguito il sindaco. "I buoni dati di produzione confermano la solidità e il valore di questa realtà industriale, rendendo la scelta di chiuderla ancora più incomprensibile. Perdere questo impianto significherebbe infliggere un colpo durissimo alla nostra comunità, già segnata da difficoltà economiche e spopolamento. Come sindaco, insieme alla mia amministrazione, assicuro il massimo impegno: non lasceremo nulla di intentato per difendere i posti di lavoro e il futuro del nostro paese", ha concluso Boccuzzi.

Aggiornamento del 27 marzo 2025, ore 17.48 - Arcelormittal, D'Agostino (Fi): stabilimento ha potenzialità e know how per essere rilanciato, necessario cercare nuova realtà aziendale –  “La vicenda dello stabilimento ArcelorMittal rappresenta una sfida cruciale non solo per i lavoratori coinvolti, ma per l’intero tessuto economico e industriale della nostra provincia. Come imprenditore che da oltre quarant’anni opera nel mondo delle imprese, credo fermamente che questo stabilimento abbia tutte le caratteristiche per attrarre una nuova realtà aziendale capace di rilanciarlo. Le sue potenzialità produttive e il know-how dei suoi dipendenti sono risorse preziose che non possono essere disperse." Così in una nota Angelo Antonio D'Agostino, segretario provinciale di Forza Italia.

"Tuttavia, per scongiurare la perdita di 70 posti di lavoro e ridare vita a questa realtà, serve uno sforzo congiunto - aggiunge D'Agostino-. È indispensabile una sinergia concreta tra istituzioni pubbliche e mondo imprenditoriale, un dialogo costruttivo che metta al centro la tutela dell’occupazione e la valorizzazione del patrimonio industriale. Il Governo e la Regione devono fare la loro parte, creando le condizioni per incentivare investimenti e favorire l’ingresso di nuovi attori economici, mentre il sistema delle imprese deve cogliere questa opportunità per dimostrare la propria capacità di innovare e competere.

"Insieme a Forza Italia sono impegnato a sostenere ogni iniziativa che possa portare a una soluzione positiva per lo stabilimento e i suoi lavoratori. È una responsabilità che sento come imprenditore e come cittadino: dobbiamo lavorare insieme per trasformare questa crisi in un’opportunità di rilancio, con pragmatismo e determinazione”, conclude D'Agostino.

Aggiornamento del 27 marzo 2025, ore 18.33 - Nota del vescovo Aiello sulla crisi della Arcelor Mittal - L’annunciata chiusura dell’Arcelormittal a San Mango sul Calore preoccupa operai, famiglie ed autorità. Il vescovo di Avellino, a nome della Chiesa, manifesta la sua vicinanza ai 70 operai interessati ricordando che dietro ciascuno di essi c’è un nucleo familiare che andrebbe inesorabilmente in sofferenza e unisce la sua a quella di tanti che hanno manifestato preoccupazione ed invocano un intervento risolutivo.

Per questo fa appello alle autorità dello Stato, ai sindacati, alla Confindustria e a quanti, a vario titolo, hanno a cuore il bene del lavoro come luogo di dignità dell’uomo perché sia scongiurata la chiusura della fabbrica e si trovino soluzioni più rispettose dei diritti degli operai e dei loro familiari.

Richiama l’attenzione sull’Irpinia già gravemente penalizzata e su tutti i territori delle Aree Interne che soffrono disagi e privazioni dei beni primari come il diritto di restare nella propria terra e che vedono, anche per la carenza di lavoro, sempre più vicina la desertificazione.


 

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