AVELLINO – Nella notte dell'8 agosto è scomparso novantenne il prefetto Benedetto Fusco, noto e valente funzionario della prefettura di Avellino per molti anni, di cui tra l’altro è stato viceprefetto vicario dal 1985 al 1988, poi nominato prefetto e titolare delle sedi di Benevento, Foggia e Potenza prima del collocamento a riposo nel 2001.
Originario di Avella, prima commissario di polizia e poi vincitore di concorso nella carriera prefettizia, funzionario rigoroso e di solida preparazione amministrativa, dopo aver prestato servizio a Cremona ed Arezzo, fu assegnato alla prefettura di Avellino nella metà degli anni '60.
Direttore di sezione ricoprì numerosi incarichi, tra l’altro come vice capo di gabinetto ed operò anche presso la allora importante IV Divisione, competente in materia di urbanistica e lavori pubblici, occupandosi tra l’altro della complessa espropriazione dei terreni agricoli destinati dal Consorzio Asi, alla fine degli anni '60, alla realizzazione del nucleo industriale di Avellino. Da viceprefetto ispettore partecipò attivamente alla gestione dell’emergenza neve del dicembre 1973 e, soprattutto, del terremoto del 23 novembre 1980, nonostante avesse perduto un intero nucleo di familiari periti nelle macerie di Sant’Angelo dei Lombardi.
Collaborò con i prefetti di Avellino Cataldi, Lamorgese, Barile, Lobefalo e, soprattutto, con il brillante Carmelo Caruso, inviato in Irpinia dal governo nell’immediato post-terremoto e protagonista della prima fase dell’emergenza, della ripresa della normalità e dell’avvio della ricostruzione nei primi anni Ottanta, in sinergia con il commissario straordinario per le zone terremotate on. Zamberletti.
Fu tra l’altro commissario prefettizio in molti Comuni della provincia, componente della commissione straordinaria di amministrazione della Provincia nel 1973 - assieme ai dott. Sbrescia e Freda - e dell’Usl di Ariano Irpino e componente dell’allora comitato regionale di controllo sugli atti degli enti locali. Nella primavera del 1985 fu nominato viceprefetto vicario di Avellino, in sostituzione di Guido Sorvino, nominato prefetto, esercitando le funzioni vicarie per oltre un triennio fino alla sua promozione nell’autunno 1988.
Fu per un anno in posizione di fuori ruolo quale componente della commissione di controllo sugli atti della Regione Calabria a Catanzaro, presieduta dal commissario di governo Emanuele De Francesco.
Nel dicembre 1989 divenne prefetto di Benevento occupandosi, tra l’altro, dell’istituzione della nuova sede universitaria, delle iniziative di sviluppo della provincia, del contrasto ai tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata, nei difficili anni di "tangentopoli" e di convulsa transizione dalla prima alla c. d. seconda Repubblica, tra l’altro con lo scioglimento del Comune di Benevento.
Nel 1993 assunse la titolarità della prefettura di Foggia, che diresse per circa un quinquennio, gestendo una provincia assai impegnativa soprattutto per la aggressiva e radicata presenza della malavita, con una difficile attività di controllo da parte delle forze di polizia di un territorio molto esteso ed insidioso.
Concluse il servizio come prefetto di Potenza e commissario di governo della Regione Basilicata per un triennio, organizzando e ricevendo, tra l’altro, la visita del presidente della Repubblica Ciampi, per poi rientrare dopo il collocamento a riposo nella sua amata Avellino.
Cavaliere di gran croce all’Ordine della Repubblica, da prefetto a riposo fu componente della commissione straordinaria del Comune di Pompei.
Gentiluomo dal profilo umano gioviale e garbato, lavoratore instancabile e di grande rigore morale, appassionato cacciatore che amava la natura, marito, padre e nonno affettuoso e sensibile, passeggiava frequentemente per il Corso, intrattenendosi con amici e conoscenti.
“Civil servant” di grande professionalità e dedizione, particolarmente esperto in materia espropriativa e degli enti locali, è stato per molti anni elemento di punta della qualificata e prestigiosa squadra di dirigenti di vecchia scuola della prefettura di Avellino, che si sono succeduti negli ultimi decenni, poi quasi tutti prefetti in varie sedi ed incarichi, tra cui Raffaele Sbrescia, Guido Sorvino, Bartolomeo Galdenzi, Carlo Pisani, Costantino Ippolito, Pasquale Napolitano scomparsi, e successivamente Piero Ucci, Lello Cannizzaro, Silvano Tizzano, Armando Amabile ed altri fino alla ancora attiva generazione attuale di funzionari.
Servitori integerrimi dello Stato e delle sue istituzioni, hanno personificato con profondo spirito di servizio una sana tradizione di statualità, che ha contribuito alla storia migliore della comunità provinciale e ad accrescere il patrimonio istituzionale dell’Irpinia.




