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    27/04/2026

Nuovi impianti per i rifiuti, gli interventi dell’Ato. La risposta a Buonopane

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita2_cdr.jpgAVELLINO – Ventotto progetti per l’adeguamento dell’impiantistica presente e la realizzazione di nuovi impianti a servizio del ciclo integrato dei rifiuti. Prosegue speditamente il percorso per l’accesso agli oltre 18milioni e 600mila euro che la Regione Campania ha destinato all’Ato di Avellino nell’ambito del piano di riparto finanziario tra i sette Enti d’Ambito campani.

L’Ato di Avellino è soggetto attuatore per 18milioni e 687mila euro. Già lo scorso 14 luglio l’ente ha trasmesso alla giunta regionale della Campania l’istanza di accesso alle risorse individuando 28 interventi volti a migliorare la raccolta differenziata dei rifiuti urbani, prevalentemente su scala sovracomunale, facilitando la separazione ed il conferimento dei materiali riciclabili, il potenziamento dei punti di raccolta e la sensibilizzazione della cittadinanza.

Gli interventi proposti riguardano: la realizzazione di un impianto di trattamento dei rifiuti ingombranti da realizzarsi presso lo Stir di Pianodardine, l’adeguamento della stazione di trasferenza di Valle Ufita nel Comune di Flumeri, la realizzazione di tre nuovi centri di raccolta intercomunali nei Comuni di Mirabella Eclano, Pago del Vallo di Lauro e Mercogliano, l’adeguamento dei 23 centri di raccolta intercomunali previsti nel Piano d’Ambito.

I progetti presentati hanno avuto riscontro positivo, tanto che la Regione Campania ha condiviso gli interventi proposti definendo una tempistica entro la quale presentare la progettazione. In questo senso, nel corso dell’ultima seduta, il Consiglio d’ambito ha preso atto dell’elenco degli interventi proposti a finanziamento, ha approvato la proposta di accorpamento del direttore generale secondo il criterio di omogeneità territoriale ed ha dato mandato allo stesso ingegnere Annarosa Barbati di avviare con priorità, nel rispetto della tempistica regionale per la trasmissione della documentazione di ammissione a finanziamento provvisorio per almeno il 20% della somma complessivamente assentita, gli interventi di costruzione dei centri intercomunali di raccolta da realizzarsi nei Comuni di Mirabella Eclano e Pago del Vallo di Lauro e di adeguamento dei centri di raccolta intercomunali siti nei Comuni di Altavilla Irpina, Cesinali e Petruro Irpino e Lapio, San Mango sul Calore e Santo Stefano del Sole.

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In riferimento alle recenti dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa dal presidente della Provincia Rizieri Buonopane, secondo il quale il Piano d’Ambito sarebbe stato dimensionato “solo per 400 dipendenti”, si precisa che tale cifra si riferisce esclusivamente al fabbisogno di autisti e addetti alla raccolta e allo spazzamento e pertanto si ritiene necessario fornire alcuni chiarimenti.

Per la determinazione del numero di ore necessarie allo svolgimento dei servizi di raccolta e spazzamento, i tecnici incaricati dal Conai si sono basati sui valori di produttività operativa indicati dall’Ispra. L’analisi ha tenuto conto di numerosi fattori, tra cui il numero di fermate necessarie allo svuotamento dei contenitori, i tempi di pulizia delle strade, i tempi per il raggiungimento dalla sede logistica alla zona di lavoro, i tempi di trasbordo tra mezzi, i tempi di svuotamento e rientro in sede.

Quindi, sono state individuate tre fasi operative principali: tempi morti (trasferimento dalla sede logistica alla zona di raccolta, spostamenti intermedi e tempi di rientro a fine servizio), tempi di trasbordo (riempimento del mezzo satellite, trasferimento al mezzo madre, scarico e ritorno alle operazioni di raccolta) e tempi di raccolta che includono tutte le operazioni manuali e di guida tra una postazione e l’altra:

discesa dal mezzo;

presa del contenitore/sacco;

svuotamento del contenitore/sacco nella vasca di carico del mezzo;

riposizionamento del contenitore al punto di presa;

ritorno dell’operatore sul mezzo;

spostamento dell’automezzo fino alla postazione successiva.

Per lo spazzamento manuale, inoltre, la capacità operativa stimata è di circa 4 chilometri a turno, tra i 600 ed i 700 metri ogni ora, ridotti a 400 - 500 m/h nelle strade a ridotto asse viario e nei centri storici.

Dall’elaborazione dei singoli dimensionamenti dei servizi di raccolta e spazzamento, effettuati per ciascun comune, è stato calcolato un fabbisogno di autisti e operatori, per l’esecuzione dei soli servizi di raccolta e spazzamento, pari a 401 unità equivalenti.

Si precisa che tale stima si basa su calcoli matematici, in assenza di dati effettivi sul personale che più volte sono stati richiesti ai Comuni e ai gestori. Pertanto, le condizioni di utilizzo effettivo sul campo del personale, derivanti dalla programmazione di dettaglio giornaliera del turno di lavoro, potrà richiedere opportuni adattamenti e più convenienti aggregazioni o integrazioni di servizi.

Per quanto riguarda la società Irpiniambiente, si evidenzia che l’ultima richiesta formale, del 10 novembre 2023, relativa alla trasmissione dell’elenco completo del personale interessato al passaggio diretto e immediato, non ha ricevuto alcun riscontro, come tutte le precedenti.

Sulla vicenda interviene il presidente dell’Ato Vittorio D’Alessio che prova a buttare acqua sul fuoco delle polemiche. “Siamo tutti d’accordo – evidenzia il numero uno dell’ente – rispetto alla necessità di mantenere una gestione pubblica del ciclo integrato dei rifiuti e tutelare tutti i lavoratori del settore. Allo stesso modo, però, è necessario fornire le giuste rassicurazioni ai sindaci, oltremodo preoccupati dopo che la richiesta di integrazione nell’ambito dei Pef del 2023 ha finito per alimentare ulteriore confusione. Il presidente Buonopane non manca di sottolineare lo stato di salute della società provinciale Irpiniambiente, evidenziando che le uniche criticità sarebbero addebitabili a problemi di liquidità. A questo punto, perché la società non invia ai comuni la documentazione richiesta, concernente la situazione economico finanziaria dell’ente, in modo tale rassicurare gli amministratori in merito alla bontà dell’operazione di acquisizione delle quote societarie? Perché il presidente dell’amministrazione provinciale non convoca i sindaci per fare definitiva chiarezza? In qualità di sindaci abbiamo anche il dovere di salvaguardare le finanze dei nostri enti e lavorare nell’interesse dei nostri concittadini”.

 

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