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    20/04/2026

Hirpinia in fabula, su Geo-Raitre il viaggio-documentario sulle tradizioni sommerse

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita14_geo_rai3.jpgAVELLINO – Nell’entroterra meridionale irpino è ancora possibile riconoscere ambientazioni e personaggi carichi del loro patrimonio magico rurale, quali custodi di antiche tradizioni, preservatesi solo grazie alla perifericità dei propri borghi d’origine.

Il racconto del territorio questa volta si avvale del rapporto diretto, attraverso l’esperienza autoptica, con le stesse identiche realtà, simili per testimonianze e ambientazione di cui si avvalse a suo tempo nel ‘600 forse anche Giambattista Basile, attingendo dal vasto repertorio della tradizione orale locale, per la stesura del suo capolavoro letterario-fiabesco “Lo Cunto de li Cunti”.

In una linea immaginaria che attraversa l’Irpinia del Basile, dunque, è stato tracciato un percorso di viaggio che nella realtà possa aver avuto davvero a che fare con la sua attività di letterato in concomitanza, con la sua professione di governatore, espletando tale prestigioso incarico in un contesto di corte rinascimentale per conto di nobili famiglie, quali i principi Caracciolo di Avellino nei loro feudi irpini di Candida e di Montemarano, e al seguito di Cecco di Loffredo marchese di Trevico e Zungoli.

Il viaggio attraverso la consapevolezza delle tradizioni sommerse, come ad esempio la rievocazione della mietitura e scogna manuale del grano sull’aia a Candida, con recupero di canzoni popolari, e la conoscenza di luoghi e attività legate ai singoli territori come la preparazione del caciocavallo stagionato nelle grotte bizantine a Zungoli o la marchiatura del prosciutto ”il pregiato di Trevico”, essiccato in grotta, oltre a servirsi di voci e testimonianze tipiche del singolo luogo, come in una sorta di filo conduttore, almeno in parte, segue anche il racconto di giovani attori locali, che con la loro arte itinerante quotidianamente si confrontano con lo stesso territorio, come fa la Compagnia teatrale del Clan H di Avellino diretta da Salvatore Mazza che mette in scena “La Gatta Cenerentola” nell’antico e suggestivo contesto di Palazzo Iorio-Tenute Casoli a Candida, oppure del Laboratorio teatrale di Casa Scola a Trevico diretto da Gerardo Mele, il Clown sensibile, checon tipiche performance e movenze sceniche fa interagire gli attori con il paese proprio attraverso lo sviluppo di tematiche tradizionali del cinema di Scola riadattate nel formato fiabesco del Basile.

L’arte itinerante dei giovani (così come la definisce il poeta Franco Arminio nel documentario), che hanno scelto di restare sul territorio, a fronte di un consistente spopolamento dei piccoli paesi irpini, è anche un modo alternativo e sostenibile per riappropriarsi delle proprie radici, attraverso il coinvolgimento dei più piccoli, in una sorta di recupero della propria coscienza fantastico-culturale, come ad esempio fa Iole Corradino, insegnante di lettere, che attraverso la spiegazione del significato della fiaba “La Gatta Cenerentola”, racconta il Basile al gruppo di ragazze di Montemarano, o addirittura proponendoveri e propri laboratori, come succede a Candida, dove i ragazzi del laboratorio teatrale itinerante estivo, diretti da Andrea De Ruggiero, nel centro storico del paese, hanno messo in scena una sintesi delle fiabe più conosciute del Basile.

Oppure Zungoli, che ha offerto il recupero di luoghi storici attraverso manifestazioni tramite il Collettivo Trans(H)umans, che, si è servito del Castello dei Susanna per le letture di ambientazione delle fiabe del Basile, effettuate dall’attrice napoletana Valentina Curatoli,  riscoprendocosì la magia e l’unicità di un patrimonio di arte, di storia, di tradizioni contadine, o piuttosto, attraverso visite e percorsi di viaggio effettuati sull’antico Regio Tratturo Pescasseroli-Candela proposte dal Gruppo Ruando Experience.

Così come l’eco della tipicità dei personaggi basiliani riecheggia nei suoi scritti, anche noi col documentario ci siamo relazionati con la realtà dei luoghi irpini più consoni al nostro racconto, fino a scavare nell’intimo del patrimonio tradizionale, leggendario e al contempo quotidiano, ancora sospeso tra sacro e profano, vedi l’ antica e suggestiva processione della Madonna del Buon Consiglio a Candida, fra pragmatismo e spiritualità, che altrimenti rischierebbe di restare muto, nell’oblio per sempre, poiché travolto dal ritmo incalzante e omologante del futuro, troppo veloce per guardarsi alle spalle.

 

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