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    04/10/2026

Prefabbricati pesanti, è emergenza amianto. Il sindacato diffida Comune e Regione

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita2_c.da_quattrogra.jpgAVELLINO – Scatta l'allarme sanitario e ambientale nei quartieri popolari di Avellino. Il Sai Cisal (Sindacato autonomo inquilini) di Avellino, per voce del dirigente della segreteria provinciale cav. Elio Amodeo, ha inviato una formale segnalazione urgente, diffida ad adempiere e istanza di intervento ad horas al Comune di Avellino – nella persona del sindaco, quale prima autorità sanitaria locale – e al presidente della Regione Campania.  Al centro della dura presa di posizione del sindacato c’è lo stato di grave degrado in cui versano i cosiddetti "fabbricati pesanti" situati in diverse zone della città.  Tra le aree maggiormente interessate dal fenomeno vengono segnalate Via De Venuta (area Baccanico), Via Morelli e Silvati, Contrada Quattrograne, Via Francesco Amatucci, Via Imbimbo, Via Leonardo Di Capua, Via Pirone e Via Tedesco.

Amianto e degrado: rischio per la salute pubblica Secondo quanto denunciato dal Sai Cisal, negli immobili indicati si sta consumando un'emergenza igienico-sanitaria e strutturale non più tollerabile. Il progressivo ed inarrestabile ammaloramento dei materiali edili sta causando la continua dispersione nell'aria di polveri sottili e fibre di amianto/eternit provenienti dalle coperture e dalle strutture. Una situazione che espone quotidianamente centinaia di nuclei familiari – inclusi bambini ed anziani – a gravissimi rischi per la salute e l'incolumità pubblica.

Nonostante per questi complessi abitativi fossero già stati programmati da tempo interventi di abbattimento e ricostruzione, il sindacato evidenzia come ad oggi nulla sia stato concretamente realizzato, lasciando i residenti in uno stato di totale abbandono e in condizioni abitative prive dei minimi requisiti di salubrità e dignità.

Le richieste e l'ultimatum di 10 giorni

Attraverso la diffida, il Sai Cisal chiede con urgenza indifferibile: un piano straordinario di monitoraggio, bonifica e messa in sicurezza di tutti i fabbricati pesanti coinvolti per bloccare la dispersione di sostanze nocive; trasparenza sui tempi: la comunicazione formale dello stato dell'arte e delle tempistiche certe per l'avvio dei piani di abbattimento, delocalizzazione e ricostruzione;   l'adempimento immediato degli obblighi di tutela della salute pubblica da parte dell'Amministrazione comunale.

Il sindacato ha fissato un termine perentorio: qualora entro 10 giorni dal ricevimento della nota non dovessero giungere riscontri effettivi e non venissero avviate le procedure operative di bonifica, verrà inoltrato un formale esposto-denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avellino, all'Asl, all'Arpac e agli organi di vigilanza preposti al fine di accertare eventuali responsabilità penali, civili e amministrative per omissione e disastro ambientale.

 

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