AVELLINO – L’Air, la società di trasporto pubblico a capitale interamente della Regione Campania, sarebbe stata la “macchina finanziatrice” – come la definisce la Guardia di Finanza in un comunicato stampa – della Scandone basket per alcune stagioni agonistiche fino a quella del 2010-11. Gli amministratori dell’Air (e di alcune società del gruppo) - i cinque che si sono succeduti durante il periodo “incriminato”- avrebbero arrecato con il loro comportamento danno erariale per 2.700.000 euro. Da qui il sequestro conservativo (ordinato dalla Corte dei Conti e operato dagli uomini della Guardia di Finanza) su beni di proprietà di tali amministratori per un importo pari al danno causato.
Insomma, una pesante tegola sui vertici dell’Air che hanno sponsorizzato la società di basket avellinese militante nel massimo campionato. Le Fiamme gialle hanno iniziato le indagini nel 2009. A coordinarle il procuratore regionale della Corte dei conti, Tommaso Cottone, e il vice Pierpaolo Grasso. Una minuziosa consultazione di tutti i documenti contabili concernenti la sponsorizzazione; dall’esame di questa montagna di carte è emerso - secondo i finanzieri - che l’Air sistematicamente (e inspiegabilmente, aggiungono gl’inquirenti) avrebbe erogato somme ben più consistenti di quelle previste dal contratto di sponsorizzazione. Nelle relative operazioni finanziarie sarebbero intervenute alcune società del gruppo Air, controllate interamente dalla società capogruppo. Da qui il coinvolgimento anche degli amministratori di tali società.
In un caso, si legge nel comunicato delle Fiamme gialle, “gli accertamenti hanno consentito di rilevare un finanziamento contabilizzato con una fattura per «adeguamento contratto» dell’importo di 120.000 euro versato su un conto corrente acceso presso la Banca della Campania in adesione al. progetto Pro life Scandone”. Si tratta di un’operazione promossa dalla società sportiva, insieme gli enti locali avellinesi, per fronteggiare le grosse difficoltà economiche in cui versava sul finire del 2010. Altro capo d’accusa mosso agli amministratori dell’azienda l’aver messo a disposizione della società di basket, a titolo gratuito, un pullman e due autisti per gli spostamenti della squadra. Solo in un secondo momento, quando erano venuti a conoscenza dell’indagine della magistratura contabile, gli amministratori dell’Air avrebbero intrapreso le azioni necessarie per recuperare il credito.




