AVELLINO – Un libro per ripercorre mezzo secolo di scandali urbanistici in Italia è quello scritto da Vezio De Lucia Nella città dolente, edito da Castelvecchi, che sarà presentato venerdì prossimo, alle 17.00, nella chiesa del Carmine di via Triggio, nel corso di una manifestazione organizzata dall’associazione Centrosinistra alternativo. A confrontarsi con l’autore – che, lo ricordiamo, è stato, esperto qual è di pianificazione territoriale, direttore generale dell’urbanistica presso il ministero dei Lavori pubblici, membro del Consiglio superiore dei Lavori pubblici, esperto della commissione Via (Valutazione impatto ambientale) presso il ministero dell’Ambiente, assessore all’Urbanistica del Comune di Napoli nella prima amministrazione Bassolino, progettista di piani urbanistici e territoriali nonché autore di decine di pubblicazioni, studi e ricerche – saranno Costantino D’Argenio, Giancarlo Giordano, Paolo Mascilli Migliorini, Generoso Picone, Amalio Santoro. Coordinerà i lavori Michele Candela.
“Il 13 aprile del 1963 – si legge nella presentazione – segna il punto di non ritorno nella svendita dell'Italia a costruttori e palazzinari: quel giorno Il Popolo, quotidiano ufficiale della Dc, scrive che nello schema della nuova legge urbanistica presentato dal ministro dei Lavori pubblici Fiorentino Sullo (basato sull'esproprio delle aree edificabili) non era in alcun modo impegnata la responsabilità della Democrazia cristiana. Svanì così - con la netta stroncatura da parte dello stesso partito di Sullo - la possibilità di sottrarre le nostre città alla violenza della speculazione fondiaria che aveva avuto il via libera alla fine della Seconda Guerra Mondiale. A dare carattere definitivo alla sconfitta contribuì il tentativo di colpo di Stato dell'estate del 1964 (il cosiddetto Piano Solo) ordito dalla Presidenza della Repubblica e da ambienti politici e padronali atterriti dalla proposta di riforma urbanistica. Decenni di storia e cronache di signori del cemento armato, di paesaggi devastati, alluvioni, terremoti e tanta incompetenza. Da Milano ad Agrigento, da Napoli a Roma, da Venezia all'Aquila, da Taranto a Sesto San Giovanni. Anche se non sono mancati politici, amministratori e tecnici che hanno dato luce a speranze di cambiamento. Ma il declino inesorabile, secondo De Lucia, è cominciato dopo gli anni Ottanta con l'affermazione del pensiero unico neoliberista che ha quasi del tutto azzerato l'urbanistica. E poi il berlusconismo, quello delle grandi opere inutili e dannose e dei padroni in casa propria: la proprietà avanti a tutto, la proprietà purchessia, quella dei grandi immobiliari e quella miserabile degli abusivi. Un libro duro, una nitida fotografia di un’Italia svenduta al partito del cemento ma che consegna anche una proposta politica per arrestare il degrado”.
Proprio su questi argomenti il nostro giornale è intervenuto con una lunga serie di articoli. Senza andare lontano nel tempo, segnaliamo l’editoriale di Antonio Di Nunno Lo «scandalo urbanistico» mezzo secolo dopo.




