AVELLINO – Ha preso il via ieri, con l’esibizione della zeza di Mercogliano presso il circolo didattico di via Colombo, l’iniziativa promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Avellino e intitolata “Carnevale va a scuola”. In pratica i vari gruppi che aderiscono alla rete di Carnevale Princeps portano nelle scuole cittadine la tradizione del carnevale popolare. Questa mattina il programma è proseguito con l’esibizione della Mascarata di Ribottoli di Serino presso la scuola elementare “Regina Margherita” in piazza Garibaldi. Domani, sempre con inizio alle ore 10.00, la Zeza di Capriglia sarà presente presso la scuola elementare di via Scandone, la scuola di tarantella montemaranese presso l’Istituto comprensivo Perna in via Maffucci, e, alle 11.30, presso il Convitto nazionale in Corso Vittorio Emanuele. Giovedì, sempre presso il quinto circolo didattico in via Scandone, sarà la volta del Ballo ‘ndreccio di Forino, alle 10.00, per poi spostarsi alle 11.30 presso la scuola Santa Chiara d’Assisi in via Volpe. Sabato, ancora, la scuola di tarantella di Montemarano sarà presso il plesso scolastico di San Tommaso e, infine, il 1 marzo, presso il Centro sociale “Samantha Della Porta”, la zeza di Bellizzi terrà uno spettacolo per i bambini dell’Istituto comprensivo Perna.
Il clou del programma carnascialesco sarà costituito dalla classica sfilata dei gruppi il 2 marzo, domenica, lungo le strade cittadine. Al momento hanno aderito i nove carnevali della rete Princeps. La novità di quest’anno sarà costituita dal fatto che i vari gruppi, prima di raggiungere il Corso cittadino, attraverseranno ognuno una zona della città, in modo da coinvolgere tutti i quartieri nella manifestazione. L’assessorato sta lavorando per arricchire la sfilata anche con la partecipazione di altri gruppi che fanno capo all’unione provinciale delle pro loco.
“Si tratta di un primo passo – ci ha dichiarato l’assessore alla Cultura, Nunzio Cignarella – un tentativo di fare rete che dovrebbe concretizzarsi nell’unione di tutti i carnevali irpini. Le tradizioni popolari possono rappresentare un forte attrattore turistico, a patto che si riesca a fare rete e ad elaborare progetti che investano tutto il territorio provinciale. Proprio per questo, immediatamente dopo carnevale, mi farò promotore di un primo incontro fra tutti gli amministratori dei comuni che vantano consolidate tradizioni carnevalesche e, più in generale, popolari.”




